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Opinioni e commenti
 

Ce la farà il centrosinistra a sconfiggersi?
Pubblicato il 23-09-2013


Berlusconi Forza Italia

“Finche la barca va”, si diceva. Chissà quanto spazio di manovra abbia ancora la barca, di sicuro non molto. Nonostante questo, in casa Pd si litiga, si continua a litigare, su chi debba essere a prendere il comando di quella barca. La due giorni democratica parte sotto i peggiori auspici: i democrat arrivano all’assemblea senza un accordo sulle regole perché il comitato, riunito fino a notte fonda, non è riuscito a trovare alcun punto comune sulla data del Congresso. Da tenersi a novembre, il 7 o il 24 per lo “sfidante” Renzi, a dicembre, il 15, per la dirigenza. Non solo: in casa Pd ci si accapiglia anche sui requisiti per votare, sul meccanismo automatico di assegnazione della premiership al candidato e sulle modalità di svolgimento del congresso a livello locale. Insomma, su tutto visto che Pippo Civati, candidato alla segreteria, tira fuori anche il tema delle tessere e, quello più profondo, dei contenuti: «Ho chiesto al segretario di occuparsi anche di tesseramenti», perché «o parliamo di sostanza e contenuti o questo partito non esisterà più».

Nulla di nuovo sul malandato “fronte orientale” dunque. Su quello occidentale, invece, tutto si muove. Non tanto nella forma, visto che il videomessaggio, ripropone un’immagine quasi da ritratto di Dorian Gray. Sicuramente nella sostanza, perché come spiega all’Avanti! Luciano Pellicani, sociologo, storico e socialista impenitente, è Berlusconi a dettare la linea politica del nostro scombinato Paese. Ma, a pensarci bene, neanche questa é una grande novità. 

Berlusconi annuncia la nuova Forza Italia e il Pd litiga sulle regole per le primarie. Due mondi opposti. Che immagine ne esce?

Abbiamo di fronte due modelli contrapposti: da una parte la figura di un leader, dall’altra il caos. Questo credo sia un elemento centrale per comprendere la situazione. Non dimentichiamo che proprio alla sinistra italiana manca un leader da ormai 20 anni. Non è un caso che l’ex Pci, da quando divenne Pds, ha dovuto cambiare leader in media ogni 4 anni: hanno prima bruciato Occhetto, poi D’Alema, poi Veltroni, Fassino e in fine Bersani. Adesso è la volta di Epifani. A destra, al contrario,  abbiamo un leader riconosciuto sia dai membri della coalizione che dalla massa di elettori che hanno in Berlusconi un referente preciso. Il contraltare è la litigiosità che caratterizza la sinistra.

Quali sono le implicazioni, dunque?  

Sono, ovviamente, politiche. Il fatto è che per uscire dalla crisi abbiamo bisogno di una forte leadership, individuale o collettiva che sia. Berlusconi la incarna egli stesso: lancia un messaggio diretto, semplice, comprensibile anche dall’uomo della strada. La sinistra dà, invece, un’immagine poliedrica, caotica, frammentata e di difficile comprensione.

Eppure Berlusconi ha riproposto un discorso già visto che cerca di far calare il silenzio sui devastanti risultati del suo governo oltre che sulla questione della decadenza.

La questione è chiara. Durante i suoi mandati Berlusconi non ha fatto assolutamente niente, solo promesse vane. Il punto centrale è, però, che lui vive sulla debolezza delle sinistra. La situazione è disperante. Meno male che abbiamo Napolitano che si è rivelato il deus ex machina della situazione intervenendo quando eravamo sull’orlo della paralisi istituzionale e riuscendo a sbloccare la situazione con intelligenza. Il messaggio di Berlusconi di per sé non è gran cosa. Ma io sono stupefatto da molte cose della realtà politica italiana: dobbiamo considerare che 20 anni fa un semplice avviso di garanzia incenerì Craxi che si ritrovò con 5 milioni di voti in meno.  Oggi, una condanna passata in giudicato non han inciso minimante sul consenso.

Minimamente?

Molto poco. Il Cav ha ancora milioni e milioni di italiani pronti a votarlo. Dagli ultimi sondaggi il Pdl risulta essere il più grosso partito e, comunque, non c’è stato assolutamente un collasso. Ritengo che Berlusconi ogni giorno guardi i sondaggi per stabilire il momento giusto della rottura con il governo. Dobbiamo considerare una realtà che molti non vogliono vedere: lui può rompere, andare a elezioni e vincere. Se, invece, i sondaggi non dovessero prospettargli questa possibilità lui può proseguire con la sua strategia, ovvero apparire come il “responsabile” che non vuole far cadere il governo, da un lato, e dall’altro proseguire con il logoramento.

Insomma, Berlusconi detta la linea su tutto?

Sì. Noi abbiamo una situazione politica che da oltre 20 anni, di fatto, gira intorno a Berlusconi. Questa è la realtà che, per quanto mi sforzi, non riesco a spiegare oltre un certo punto.  Rimane un mistero assoluto e proverei ammirazione verso chiunque fosse in grado di fornire una lettura complessiva ed esauriente di quanto accade.

Per questo qualunque mossa lui faccia il Pd sembra entrare in fibrillazione?

La sinistra ha scelto la demonizzazione di Berlusconi come punto centrale sul quale articolare la propria strategia politica, per questo ogni mossa del leader del Pdl crea fibrillazione. Sono calibrati su di lui e questo la gente lo sa. Basti vedere che la conferma della sentenza in Cassazione ha avuto ripercussioni devastanti sul Pd. La lacerazione all’interno dei Democratici è profonda. A rigore il Pd non avrebbe mai potuto e dovuto collaborare con Berlusconi: non dimentichiamo che meno di un anno fa proprio l’attuale presidente del Consiglio Letta aveva dichiarato che collaborazione tra destra e sinistra non era pensabile perché perche c’era un guerra civile in atto.

Come ne usciranno da un paradosso così profondo?

È una situazione che sembra inventata da un romanziere. Mark Twain diceva una cosa che descrive bene lo stato delle cose: noi romanzieri abbiamo il problema di inventare storie credibili, la realtà, invece, se ne frega della credibilità. Berlusconi è la prova provata che questo è vero. Guardi, le voglio lanciare una suggestione. Immaginiamo questo scenario: ci sono le elezioni e Berlusconi vince. Poi va in prigione e guida il Paese dal carcere come un novello Cutolo.

Ma è possibile che il Cavaliere riesca a riciclarsi vendendo un discorso logoro pronunciato dalla sua immagine decrepita? Alla fine non è riuscito nemmeno a rinnovarsi.

Lui sta sulla graticola e, gira e rigira, ripropone lo schema che ha funzionato fino ad ora. Del resto c’è un detto: “Quando hai una sola strada, quella è la migliore”. Per brutta che sia è obbligato ad andare in quella direzione.

Roberto Capocelli

 

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. La banalità della verità : quelloc he dice Pellicani , la sinistra , dopo la batosta del 94 , é vissuta su Berlusconi (il delirio di Veltroni lo definiva : il principale esponente del partito a noi avverso … Pensado di fargli del male gli fece uno spot leggendario). Mai che abbia pensato lei stessa ad una squadra e politca vincente. Se poi no agganci il ceto medio , o almeno quello che lo era .. Non vinci mai ..

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