sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

CIVITAVECCHIA – Ambiente: i cittadini riaprono la partita
Pubblicato il 04-09-2013


Centrale ENELTVNRiaprire la trattativa con Enel per ottenere un “piano di chiusura” delle centrali, compensare la produzione energetica con le energie rinnovabili, chiudere definitivamente il discorso sulla combustione dei rifiuti smantellando il quarto gruppo di TVN. Con settembre riprende l’attività politica cittadina. Uno dei primi impegni che si profilano all’orizzonte è quello del consiglio comunale aperto sulle questioni ambientali. Si tratta di un atto doveroso, perché la tematica tocca brutalmente tutti gli abitanti della città.

Come aggregazione di cittadini vogliamo, anche noi, dare un contributo al dibattito in corso, manifestando una nostra precisa posizione. Anzitutto va riaperto il confronto con Enel. Secondo le direttive del programma di centrosinistra, che rappresenta il patto politico su cui si basa la giunta Tidei, si deve andare ad una riduzione delle emissioni in atmosfera attraverso una riduzione della potenza delle centrali. A nostro avviso la data di chiusura degli stabilimenti, così come fin qui è stata posta, va troppo in là. Soprattutto non vi è chiarezza sulla potenza fin qui prodotta.

La data di termine delle attività delle centrali va anticipata e la loro operatività ridotta. Va chiesto, ad Enel, un “piano di chiusura”. Le centrali dovranno produrre energia a scalare, approssimandosi, nel giorno di chiusura, allo zero. Scalare l’energia prodotta, diminuirla di giorno in giorno, vuol dire diminuire progressivamente le emissioni in atmosfera. Vogliamo arrivare al giorno della chiusura con emissioni vicinissime allo zero.

Spegnere le centrali dovrà essere semplice come spegnere una candela.

A scanso di equivoci chiediamo anche la dismissione del quarto blocco di TVN. Pur prendendo positivamente atto del “NO” secco del nostro sindaco alla combustione di rifiuti, riteniamo che la chiusura del gruppo che all’occorrenza dovrebbe bruciare immondizia, sia la migliore garanzia possibile per la cittadinanza. Saremmo definitivamente protetti sia dal “partito della monnezza” che da eventuali emergenze nazionali.

L’energia non prodotta durante la fase di chiusura delle centrali va recuperata nel nostro territorio. Per fare questo è necessaria una politica di “sostituzione delle fonti”. Non più combustibili fossili, ma energie rinnovabili. Fotovoltaico, eolico, ma grande attenzione va data alla ricerca sull’idrogeno. La ripresa del polo idrogeno porterebbe alla città un valore aggiunto sia a livello di produzione energetica che di posti di lavoro. Ma per fare questo è necessario che la politica cessi di discutere sulle competenze: mentre si ragiona e si tira la coperta di qua e di là, altre città potrebbero beneficiarne, soffiandoci via da sotto il naso l’opportunità rappresentata dal polo idrogeno. Riteniamo, per dipanare la matassa delle competenze, che il coordinamento del progetto debba andare al delegato alle energie rinnovabili che, proprio in virtù della delega ricevuta è competente da un punto di vista politico, oltre ad avere tutte le conoscenze e capacità tecniche necessarie.

Mario Michele Pascale
Patrizio Paolinelli
Fulvio Aquino
Marco Coccia
Massimo Mazzarini

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