sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Credibilità e stabilità di governo.
Letta a New York tenta il miracolo
Pubblicato il 26-09-2013


Letta-OnuNew York – 25 settembre. Un Paese nuovo, giovane e credibile. È questo quello che il Presidente del consiglio Enrico Letta è venuto a presentare in questi giorni a New York. Non solo all’ONU, dove ha parlato verso l’ora di pranzo, ma anche al Council on Foreign Relations, dove ha tenuto una conferenza ieri mattina e agli investitori di Wall Street, che ha invece incontrato prima dell’intervento in Assemblea. Il Presidente del Consiglio sembra considerare questa settimana non solo come palcoscenico della politica internazionale ma, soprattutto, come l’occasione per fare pubblicità al nuovo ambizioso programma di attrazione investimenti del Governo, “Destinazione Italia”. A questo proposito Letta riferisce di aver incontrato un grande interesse verso il Paese, purché questo dimostri di essere determinato a portare avanti i propri programmi.

Papa Francesco e la saggezza popolare “meglio prevenire che curare”, le citazioni che Letta propone all’interno del suo conciso discorso per punti in Assemblea, nel quale conferma quanto detto nei giorni precedenti sulla posizione italiana sulla Siria (appoggio alla convenzione sulle armi chimiche e soluzione diplomatica), assicura l’impegno nei progetti Onu (MDG, peacekeeping, diritti delle donne in particolare), sottolineando la tradizionale predilezione del Paese per i progetti umanitari e ricordando l’impegno italiano a favore dei migranti e dei rifugiati, soprattutto siriani, per i quali è stato deciso lo stanziamento di altri 50 milioni di dollari, da aggiungere ai 30 già previsti. Ma la concentrazione del Primo Ministro è lontana dalle Nazioni Unite, puntata prevalentemente all’apertura di nuovi accordi economici e di strade per il rilancio dell’economia.

Affidabilità e credibilità, è questa l’immagine dell’Italia che Letta sta cercando di dipingere in questi giorni, un’immagine che contrasta nettamente con le problematiche tristemente note degli effetti della crisi, ma che ora gli appare come l’unica speranza per attrarre investimenti esteri. La crisi globale è finita, è questo l’argomento con il quale si apre il suo discorso in Assemblea, e la prima priorità è adesso lo sviluppo, non solo economico ma anche di qualità della vita.

Una lettura ottimistica, mentre in Italia (ma anche in Europa) la disoccupazione giovanile è ancora ai massimi storici e la situazione economica del Paese peggiora senza sosta. Sulla disoccupazione giovanile, problema globale, europeo e certamente italiano, Letta sostiene la necessità di adottare misure a livello sia nazionale che comunitario, puntando specialmente sulle piccole e medie imprese.

Un’Europa più aperta all’esterno, anche grazie all’accordo economico transatlantico (TTIP) che – ha ricordato Letta ieri al Council – l’Italia ritiene di estrema importanza, l’obiettivo di 12 mesi consecutivi di crescita per raggiungere il quale “bisogna continuare sul sentiero del consolidamento fiscale, per fare in modo di non sforare il tetto del 3% del Pil” e nuove relazioni con investitori stranieri facilitate dall’attuazione del programma “Destinazione Italia”. Questa, in sintesi, la composizione del programma di Letta per recuperare una situazione economica sempre più allarmante.

Che gli imprenditori stranieri sarebbero felici di investire nel nostro Paese non è una novità, come non è una novità il fatto che spesso rinuncino in partenza per una serie di problemi strutturali che temono di incontrare (lungaggini burocratiche, costo del lavoro, corruzione, incertezza del diritto). Come dargli torto? Bisogna allora rinnovare l’idea che dell’Italia si ha oltre confine e, si spera, anche la realtà del Paese. Dopo aver annunciato ieri al Council un netto taglio alle tasse sul lavoro nella prossima legge di stabilità, Letta punta questa credibilità sulla continuità di governo, non esattamente il nostro punto forte. Ma, con uno sguardo già alla presidenza italiana dell’Unione Europea, che inizierà nel secondo semestre del 2014, il Presidente del Consiglio assicura che i tempi siano migliorati.

Di certo è presto per azzardare un giudizio sul programma e sull’interesse concreto degli americani ma il terreno, le opportunità, ci sono, tutto sta a saperle vedere e far vedere. Sperando che non si tratti dell’ennesima chimera.

Costanza Sciubba Caniglia

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