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Opinioni e commenti
 

Decreto scuola, Di Lello:
«Tassare gioco d’azzardo»
Pubblicato il 13-09-2013


Di Lello-Scuola-PsiAssunzione di 26mila insegnanti di sostegno; piano triennale per immettere in ruolo 69 mila docenti e 16 mila Ata, il personale amministrativo; sostegno al welfare degli studenti; più borse di studio e via il bonus maturità anche per i test d’ingresso in corso. Queste le principali misure contenute nel decreto sulla scuola, l’università e la ricerca varato pochi giorni fa dal Consiglio dei ministri per un totale di oltre quattrocento milioni di euro, la cui copertura finanziaria proverrà dall’aumento dell’accisa sugli alcolici. Ma non solo: anche l’aumento delle tasse sulla casa permetterà il rifinanziamento della scuola. A pagare il conto non saranno dunque solo gli amanti del vino e della birra, ma anche famiglie e imprese. Avanti! ne ha parlato con Marco Di Lello, coordinatore nazionale del Psi – nonché presidente dei deputati socialisti e membro della Commissione Cultura alla Camera – che esprime soddisfazione per il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri, ma ricorda che «questo deve essere un primo passo verso la rinascita della scuola pubblica italiana» .

Onorevole Di Lello, soddisfatto dal decreto legge sull’istruzione recentemente licenziato dal governo?

Sì, è un provvedimento che rappresenta un segnale importante e positivo. In tal modo si inverte la tendenza, quasi decennale, di tagli su tagli alla scuola pubblica. Al contempo si riallocano risorse e si investe sul futuro dell’Italia. Un primo passo utile, positivo, ripeto.

Resta, però, parecchia confusione sul reclutamento dei docenti.

È in corso una lotta tra precari: per esempio 11 mila docenti che avevano ottenuto l’abilitazione Tfa (Tirocinio Formativo Attivo, ndr) non sono stati messi in nessuna graduatoria, nè ad esaurimento, nè di istituto. In tal modo si sono limitate le possibilità di inserimento. Vi sono poi altre decine di migliaia di docenti ancora in condizioni di precariato. Mancano percorsi di stabilizzazione, e resta la carenza di docenti nella nostra scuola.

Come capogruppo socialista nella VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) alla Camera hai proposto risoluzioni e interrogazioni.

Sì. In commissione, di concerto con Pd e Sel, abbiamo chiesto un’audizione al ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza perché fornisca chiarimenti sulla situazione che riguarda i docenti precari, dunque il meccanismo di reclutamento, i tempi e le risorse per l’abilitazione.

Hai inoltre presentato un’interrogazione in merito alla situazione dei docenti che hanno conseguito il Tfa ottenendo l’abilitazione, ma che si sono ritrovati esclusi dalle Gae, le graduatorie ad esaurimento.

Esatto, ho presentato un’interrogazione per chiedere la riapertura e l’inserimento nella terza fascia delle Gae dei docenti abilitati tramite la frequenza del Tfa ordinario con un punteggio pari a quello conferito negli anni precedenti agli abilitati SSIS (Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario), in virtù della direttiva 2005/36/CE che sancisce l’uguaglianza dei titoli abilitanti professionali nel territorio dell’Ue.

La copertura finanziaria del decreto legge verrà dall’aumento delle accise sulle bevande alcoliche e delle imposte di registro.

Non capisco perché non siano stati tassati i giochi d’azzardo, che godono di una tassazione ridicola. Sarebbe stato un bel colpo alle ludopatie.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Grazie mille onorevole Di Lello lei è uno tra i pochi che sostiene la causa del TFA ordinario, docenti selezionati con ben 3 prove di accesso ed un esame di abilitazione finale dopo un percorso lungo e difficile (e costoso ben 3000 euro nella migliore delle ipotesi). Alla fine di questo percorso… abbiamo trovato il nulla anzi lo stato dopo averci abilitato ad una professione non ci permette di esercitarla lasciandola a chi non è abilitato. NON E’ GIUSTO.

  2. Il problema scuola è ormai giunto a maturazione o mettiamo mano all’ordinamento o continueremo ad andare avanti con questi rattoppi senza nessun miglioramento culturale come conoscenze e competenze per i giovani.
    Ormai, ritengo necessario, che la scuola media primaria sia articolata su cinque anni con poche materie obbligatorie emanate dal ministero ad esempio: italiano, matematica e una lingua straniera europea e tutte le altre da definire dalle singole scuole. La scuola secondaria triennale – due + 1 – con due soli indirizzi umanistico e scientifico. La verifica finale fatta dalla scuola che rilascia un certificato legale, coloro che invece vogliono accedere all’università dovrebbero sostenere un esame di stato (maturità) su un programma nazionale con una commissione esterna e ciascun alunno sottoposto ad un colloquio riferito alla facoltà prescelta. Solo così potremo dire di aver fatto una riforma della scuola.

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