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Opinioni e commenti
 

Festa nazionale socialista: da Grosseto l’Europa è più vicina
Pubblicato il 13-09-2013


Festa Psi Grosseto

Se la promessa era quella di trasformarsi nel luogo di incontro degli “Europei di lingua italiana”, la festa socialista di Grosseto non ha tradito le aspettative. Nella giornata di apertura della quattro giorni socialista, infatti, si è parlato molto di Europa e di quanto il futuro della sinistra italiana sia intrinsecamente legato agli scenari che l’appuntamento del prossimo maggio con le elezioni europee determinerà. Solo da una dimensione più europea e dalla riscoperta dei valori plurali di cui l’Unione è portatrice, infatti, potrà venire un impulso per uscire dalle “paludi” che l’impoverimento del dibattito politico italiano ci propongono quotidianamente. A dare un segnale nel senso dell’apertura politica verso la prospettiva europea, di cui il Psi è fautore all’interno dello scenario nazionale, arriva la notizia che anche Sel vuole aderire al Pse. Secondo quanto ha confermato Arturo Scotto, capogruppo Sel nella Commissione Esteri della Camera, intervenuto alla festa socialista, lo scorso 26 giugno Nichi Vendola ha inviato una lettera al Presidente del Pse, Sergei Stanishev, manifestando “l’interesse” di Sel a instaurare “una stabile relazione con il Pse” avviando “formalmente il processo di adesione”. Il governatore della Puglia nella missiva propone a Stanishev di “essere ammessi a partecipare alle attività” e alle “riunioni del Pse” nei modi e nelle forme previste dallo statuto e “in accordo con gli altri partiti italiani socialisti e progressisti”.

LA FRONTIERA EUROPA – “Alle prossime elezioni europee sosterremo Schulz e il programma del Pse. Dal Pse attendiamo una risposta alla nostra lettera”. È quanto ha ribadito Scotto durante il dibattito pubblico aprendo, dunque, una prospettiva di ampliamento della compagine italiana all’interno della grande famiglia del socialismo europeo che, allo stato attuale, vede come unica realtà aderente al Pse, il Psi di Riccardo Nencini. Scotto ha sottolineato la necessità di aprire il Paese ad una dimensione più europea della politica, non riproponendo vecchie formule del centrosinistra italiano, ma riscoprendo quella sana pluralità di visioni che si riflettono nel panorama politico europeo: dai verdi ai socialisti, dai democratici ai popolari. Una necessità che nasce non da velleità intellettuali, ma dal bisogno di fornire una risposta a quegli 8 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà in Italia segnalati dai dati ufficiali, ricorda Scotto, realtà di fronte alla quale è necessario orientare l’azione politica. In questo senso il capogruppo di Sel alla Commissione esteri della Camera, ha sottolineato l’importanza di aver appoggiato la mozione presentata da Pia Locatelli e Marco di Lello che invita ad un impegno da parte delle forze politiche italiane per le prossime europee ad esprimere un’indicazione circa le liste e il gruppo di appartenenza oltre che, naturalmente, all’indicazione del presidente commissione europea: un impegno chiaro affinché la prossima Legislatura europea sia una legislatura costituente.

L’ANOMALIA ITALIA – E gli Europei di lingua italiana di Grosseto non potevano non discutere di politica interna oltre che di Europa. Sono tante le analisi e le visioni che si sono confrontate. Il dibattito è stato ricco di interventi, tutti concordi nell’indicare la nell’ultimo ventennio l’espressione di un’ anomalia che volge, oggi, al termine e rispetto alla quelle è necessario immaginare un superamento. Come ha ricordato il senatore Buemi, pero, è indispensabile che dall’anomalia  rappresentata dalla vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi ,“si venga fuori seguendo le regole, proprio per evitare che quei problemi che dominano il dibattito di questi giorni possano ritrovarsi in futuro, magari ingigantiti”.

MINEO, RITORNARE TRA LA GENTE – Un superamento che, come afferma all’Avanti! il senatore Corradino Mineo “parte dalla capacità di ricostruire un rapporto, un rapporto sentimentale con gli elettori e i cittadini”. Mineo analizza il ventennio ceh l’Italia ha alle spalle sottolineando quanto il “forzato bipolarismo, tramontato definitivamente con le ultime elezioni, e due governi tecnici che uniscono una maggioranza che non può stare insieme, abbiano creato una formidabile separazione tra istituzioni e politica da una parte e cittadini dall’altra”. Di fronte a questo scenario, dunque, “la prima cosa da fare per una forza di sinistra, se ne è capace, è andare in giro, stare tra la gente aprendo dibattiti, ma soprattutto trovando idee. Noi siamo stati sconfitti per 20 anni perché le nostre idee non erano all’altezza di questo ventennio”, ha detto Mineo.

AVANTI! – E parlando di futuro non poteva mancare una parte dedicata alle radici, alla storia del socialismo di cui l”Avanti! rappresenta la sintesi, il veicolo, l’immagine stessa e, forse, il punto di cerniera più importante. Non solo perché sulle pagine dell’Avanti! si sono formate generazioni, pezzi di Italia hanno imparato a leggere, sono nate idee, si è costruito un paese. Ugo Intini, già direttore del quotidiano, ha ripercorso la storia del giornale che oggi rivive nella sua edizione ondine, affacciata sul futuro, con un video di presentazione del libro “Avanti! una testata un’epoca”. Un’appassionata ricostruzione di una storia collettiva che si intreccia e si salda con le vicende delle vite dei tanti che hanno contribuito a rendere la più antica testata nazionale italiana un faro culturale e un riferimento per una visione di libertà.

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