lunedì, 21 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fiducia a Letta, congresso del Psi a novembre
Pubblicato il 28-09-2013


Riccardo Nencini-Partito Socialista

Il tempo volge al peggio, dopo le annunciate dimissioni dei parlamentari del Pdl e la richiesta del voto di fiducia del presidente del Consiglio. Poi, a sera, la notizia delle dimissioni dei ministri di Berlusconi. Il segretario del Psi Riccardo Nencini, senatore della Repubblica, non ha dubbi. “Il Psi voterà la fiducia”, afferma. “Ma a questo punto la crisi è aperta. Il Pdl si è assunto la responsabilità di un’immediata e deleteria crisi di governo”. Partiamo dalla scelta dei parlamentari che hanno firmato una lettera di dimissioni: “Si tratta di un atto molto grave”, continua Nencini. “È una ferita alla tradizione e alle conquiste parlamentari.

L’idea che un parlamentare diventi vassallo del feudatario e gli consegni il suo mandato risale a una concezione medievale della politica”. Questo è però favorito dalla natura del Porcellum che non elegge, ma nomina. E la nomina è rappresentata da una sorta di decreto regio del capo partito… “Vero. Diciamo che il Pdl ha rimarcato la sua identità di partito perfettamente allineato con le conseguenze di questa legge elettorale che pure afferma di voler cambiare. È il partito del monarca. Senza il monarca muore, col monarca vive di lui. Tuttavia pensavo che la strategia berlusconiana fosse più quella del logoramento del governo che non quella del suo affossamento”. Mi chiedo, Riccardo, chi sia mai questo stratega che sta portando lo stesso Pdl in un cul de sac.

Se ammazzano Letta sono colpevoli di tutte le conseguenze a cominciare dall’aumento dell’Iva, e non penso che Napolitano a quel punto gli offra su un piatto d’argento le elezioni anticipate. Se avessero salvato Letta avrebbero compiuto una clamorosa e anche comica marcia indietro. “Io penso”, mi risponde il segretario del Psi, “che il Pdl sia schiavo degli umori di Berlusconi. Non credo che si vada ad elezioni anticipate senza aver prima tentato di comporre un governo. Il Psi propone, ed è la condizione per il suo voto di fiducia, una nuova agenda, dove al primo posto sia inserita la nuova legge elettorale e altre misure economiche. Prendiamo l’Iva. Adesso sembra questa la ragione del ritiro della delegazione del Pdl. Ma questa semmai è proprio la conseguenza della crisi di governo. Senza governo non si può intervenire. Noi abbiamo presentato una mozione che propone un ricorso alla Corte di Bruxelles per recuperare i 4 miliardi di Ici non pagata dalla Chiesa. Sarebbero sufficienti per bloccare i due punti di aumento”.

Passiamo al socialismo europeo, anche perché, se il Psi sta come sta e la sinistra italiana è in condizioni che conosciamo, il socialismo europeo non sta per niente bene. Sotto in Germania e in Norvegia e prima in Gran Bretagna, in Spagna. Cosa succede? Nencini si acciglia e mi risponde secco. “Guarda, esistono tre questioni su cui il socialismo europeo aveva fondato le sue radici: il valore degli stati nazionali, l’idea di uno sviluppo economico continuo, la possibilità di usare la spesa pubblica per finanziare lo stato sociale. Tutti e tre questi piloni vacillano o sono addirittura crollati.”

Aggiungiamo il nuovo fenomeno della migrazione. Pensiamo alle posizioni da un lato di Millibant, intransigente sui principi, e a quella del ministro degli interni francese Valls, che invece sposa la linea più dura nei confronti dell’immigrazione clandestina. E pensiamo che Tony Blair vinse le elezioni con slogan quali “Legge e ordine”. Anche il socialismo europeo deve riflettere e non regalare alla destra una quota di elettorato di sinistra che ha paura, vive l’insicurezza, l’instabilità”. I socialisti propongono come politica di fondo l’orizzonte della casa comune del socialismo europeo.

E Nencini precisa che si tratti di una proposta logica e coerente, ma sottolinea i caratteri specifici del Psi, che è partito del socialismo europeo, e se il Pd aderirà al Pes sarà un fatto significativo, ma anche partito che ha una particolare identità. È il partito dei diritti individuali, della giustizia giusta, della laicità dello Stato. “Vorrei che noi diventassimo anche”, aggiunge Nencini, “il partito dei ceti non garantiti. Dei giovani che non hanno lavoro, ma anche dei tanti laureati che devono espatriare”. Sui diritti, e in particolare sul tema della giustizia, il Psi ha aderito ai referendum radicali, il Pd no. Si tratta di una diversità importante. “Certo”, afferma Nencini “e su questa battaglia non siamo assolutamente intenzionati a mollare. In molte città italiane i socialisti hanno allestito tavoli per raccogliere le firme”.

Passiamo al congresso del Psi. Convocato per ottobre, verrà rinviato a quando? Alcuni sostengono che sarebbe meglio svolgerlo dopo quello del Pd, naturalmente se non ci saranno elezioni anticipate perché altrimenti la stagione dei congressi e delle primarie è destinata a trasformarsi in quella di una nuova, durissima, prova elettorale. Nencini sostiene che il congresso del Psi si farà a novembre nella suggestiva laguna veneziana. Andremo in gondola? “Credo che andremo a Venezia per navigare politicamente con una rotta chiara e certa. Non vedo diversità politiche”.

Tutto il partito ha scelto di lanciare la politica della casa comune del socialismo europeo, tutti sostengono le battaglie laiche e i referendum radicali. Tutti pensano che i socialisti non possano passare all’opposizione, almeno per ora. Dove sono i dissensi? “Quando la politica unisce altre questioni non possono dividere. Sono fiducioso. Credo che alla fine prevarranno anche nel nostro piccolo, ma orgoglioso, partito il buon senso e la voglia di rilancio che insieme dobbiamo saper manifestare. Noi abbiamo una visione condivisa e dobbiamo trovare il senso di una missione unitaria.”

Nel giro di un anno e mezzo si svolgeranno elezioni europee e comunali probabilmente attraversate anche da politiche, nel 2015 le regionali. Possibile non percorrere senza strattoni e divisioni questo percorso?

Mauro Del Bue

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Con quello che sta succedendo viene da chiedersi perché non si scende in piazza per difendere la Costituzione la democrazia parlamentare eletta dal popolo e non in mano a “uno”. Facciamoci promotori di una manifestazione davanti al parlamento.

  2. Sognare costa poco, soprattutto quando il sognare stesso è un sogno. Sarebbe necessario a questo punto che il Segretario del PSI desse la sveglia con un atto di coraggio inusuale:chieda di guidare “come sicuro super partes” l’eventuale nuovo governo di “strane intese”.

  3. Solo una nota: ma per reperire soldi si pensa sempre alla Chiesa? L’ evasione fiscale (privata) è il più grosso problema. E che dire della riduzione di tasse, avuta dai signori del gioco, da oltre 90 miliardi a 2,5 che sembra scenderanno a 600 milioni? Se solo pagassero un po’ di più quelli che non lo fanno, non avremmo iva così alta, imu, tagli alla scuola pubblica, alla sanità… e tanto altro. Per il resto, che dire: bi o tripolarismo all’ italiana, populismo, giustizialismo, presappochismo… da Di Pietro alla Lega, da Berlusconi a Grillo: è la seconda repubblica.

  4. Qualcuno ricordi all’intervistatore che la carica di segretario , da “statuto” del Psi, dura due anni . Inutile pretendere correttezza da personaggi di altri partiti, quando , poi, a casa propria ci si comporta in maniera antidemocratica . Raccontate all’intervistatore che Il segretario , nell’ultima segreteria , è stato messo alle corde dal partitio che racconta ancora di rappresentare . Quando si fanno interviste , occorre arrivarci preparati ed aggiornati . Francamente non si distingue chi è il pupo e chi il puparo , ma certamente Nencini e Del Bue hanno della fantasia .

  5. Caro Giuseppe, quanta accidia. Perché? Solo perché il congresso lo facciamo dopo tre anni e non due? Mamma mia che motivazione. Quanto ai pupi e ai pupari lasci stare e rispetti i suoi compagni.

Lascia un commento