mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Grilli sardi senza ritegno
Pubblicato il 02-09-2013


M5S-LaconiDue giorni fa in Sardegna, per l’esattezza a Laconi uno dei paesi colpiti dai grossi incendi il mese scorso, si è tenuto il primo raduno del M5S. Premetto, negli ultimi mesi, dalla data delle elezioni ad oggi, si é più volte affrontato l’argomento della preparazione e competenza nel merito dei candidati e degli eletti del movimento. Detto questo, abbiamo anche più volte rimarcato il fatto che è la conoscenza del territorio e di tutte le sue sfaccettature economico/sociali/culturali, uno dei fattori che caratterizzano la preparazione politica di un candidato. Non si possono scindere le due cose, oltre al fatto che una preparazione più approfondita in tutte quelle materie torna utile nella gestione della cosa pubblica. Ma torniamo al primo raduno del M5S a Laconi. Leggo da qualche parte il sunto di un episodio che se non fosse accaduto sul serio sarebbe da annoverare nei prontuari di barzellette italiano.Il protagonista – suo malgrado, della vicenda che sto per narrare – è Leonardo Melis, uno studioso, da 50 anni, della storia della Sardegna e dei popoli degli Shardana. Suoi sono i maggiori scritti che parlano di quest’antico popolo che molti legano alla Sardegna. Melis, che non fa politica e tanto meno è interessato a farla, convinto da un amico si reca al raduno, è un uomo curioso, sempre incline a conoscere, un uomo che nel corso di questi anni ha portato a compimento diversi studi anche in campo archeologico e si è spesso scontrato con altri massimi esperti del settore. Dice Melis – “Convinto da un caro amico che si occupa sovente nel sociale, siamo andati ieri al raduno dei grillini sardi per sentire.

Ottima accoglienza, servizio d’ordine molto solerte e gentile – parcheggio riservato e dotazione di pass per l’Anfiteatro, pranzo nella borgata montana di S. Sofia, all’ombra dei lecci secolari. Poi, l’imprevisto: il temporale, trasferimento in un’angusta stanza delle scuole della borgata, discussioni su candidature etc… fuori gruppetti che rumoreggiano. Infine, prende la parola Vito Crimi, argomento candidature, modus operandi etc. Fuori ancora gruppetti rumorosi d’arringatori in cerca di pubblico. All’improvviso sento un tizio urlare: “Noi siamo Shardana, il nostro popolo etc… io sono uno Shardana! M’incuriosisco e mi avvicino. Chiedo “Come mai parlate di Shardana? Il tizio mi guarda inviperito poi mi risponde: “Ma lei la conosce la nostra storia? La legga.” E giù alti improperi e parolacce. Io ho solo risposto – Beh! Io la storia la studio, la conosco e la scrivo soltanto”.

La domanda da porsi è questa: la Sardegna, che non naviga certo in buone acque, non ha altro di meglio da esprimere per le prossime elezioni regionali 2014? E’ mai possibile che il peggio del peggio debba esser messo nelle condizioni di prendere in carico le sorti di una regione allo stremo? Non si vuole con questo affermare che di tutta un erba si debba fare un fascio, ma siamo proprio certi che per certe cose l’esperienza si può acquisire sul campo e sul campo arrivare senza conoscere nemmeno cosa è una delibera, un ddl, una determina o altro ancora?

Ho solo preso d’esempio l’episodio accaduto a Melis, ma, vedete, episodi simili si ripeteranno ogni volta che qualcuno penserà che l’unico modo di fare politica è quello della voce populista, demagogica e retorica. Infine io ho posto un quesito all’interno del dibattito che è scaturito dall’argomento sopraccitato – “Chi ha pagato tutto per l’organizzazione del raduno? E chi ha pagato il viaggio di Vito Crimi?”

E’ lecito porsi la domanda, perché quella che loro chiamano vecchia politica e gli sprechi della casta della vecchia politica, i viaggi di rappresentanza o di partecipazione a convegni, raduni, feste etc. etc. sono rendicontati come spese di partito – Una signora ha risposto: “polemiche inutili, tutto è stato organizzato con i soldi del movimento con i nostri contributi di militanti” – ma viene da chiedersi come, il movimento ha dei soldi allora! E nel caso, aggiungo anche chi s’iscrive ad un partito, e chiamateli pure tesserati, la cosa non cambia, contribuisce con una quota per la tessera. E mi pare che ogni grillino esibisca sempre la solita spillina all’occhiello della giacca.

Ci manca che le signore esibiscano il logo grillino sotto forma di collane e orecchini. Ma quella, attenzione, è buona politica, quella della voce dei cittadini onesti, tutti gli altri sono iscritti di partito. Ma scusate, voi come chiamate un iscritto al M5S?  Viene da  fare una considerazione, ma se la vecchia politica ha spesso espresso gente che ha percorso strada per fortuna e non per meritocrazia, che fine faremmo se la nuova politica ci propone gente che rientra anche in quella stessa categoria che ho poc’anzi citato.

Alma Antonella Mundi

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