sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I 115 anni di Garcia Lorca in scena: una scelta diversa per un “TeatroSenzaTempo”
Pubblicato il 11-09-2013


Federico Garcia LorcaSono passati 115 anni da quel giorno del 1898 in cui nacque, in un caldo giugno andaluso, il poeta Federico García Lorca. Una figura che ha segnato un’epoca allo stesso tempo terribile e meravigliosa per la Spagna: terribile per il golpe del “generalissimo” Franco che terminò violentemente l’esperienza delle Seconda Repubblica Spagnola. Meraviglioso per “i figli” di quella che fu chiamata la “Generazione ’27”, quel gruppo di scrittori che fornirono una nuova linfa vitale alla letteratura iberica di cui Lorca fu, forse, il più brillante esponente. Per parlare di Lorca e di quei lunghi 115 anni andrà in scena, da settembre a novembre 2013, al Teatro Sala Uno di Roma, lo spettacolo “115 anni di Federico Garcia Lorca”. Una manifestazione in onore della nascita del poeta e drammaturgo spagnolo, una rassegna, prodotta da Teatro Senza Tempo Produzione Spettacoli Teatrali e patrocinata dal Governo Spagnolo e il Ministerio de Asuntos Exteriores y de Cooperation, dalla Fundacion Garcia Lorca, da Biblioteche di Roma, con il supporto di Libreria Spagnola di Roma, Arcigay Italia, Circolo Mario Mieli e Media Partner Teatro.org.

UN PUBBLICO “PARTECIPANTE” – Tra gli spettacoli previsti nella kermesse tutta incentrata su Garcia Lorca, la Trilogia “Nozze di sangue”, “Yerma’ e “Casa di Bernarda Alba”: non semplici spettacoli, ma occasioni per raccontare la vita del poeta, della società intorno a lui e che coinvolgeranno il pubblico in dibattiti post-spettacolo. Il regista Antonio Nobili parla di un “sibilo enigmatico, istintivo e libero, che guida le scelte” affermando che “Lorca era costretto a compiere delle scelte condizionate dalla società, scelte che poi lo hanno portato ad una tragica fine. Scelte sofferte come lui stesso scrive nei suoi testi”.

UNA STORIA “OMOSESSUALE”, UNA SCELTA DIVERSA – Ma, anche, un’occasione per parlare di omosessualità: come ricorda Flavio Romani, presidente nazionale dell’Arcigay, ‘Interessante è la visione di Antonio Nobili dove sono stati raccolti gli input legati al bisogno emotivo e non alla omosessualità. Si toccano temi di cui sentiamo parlare ogni giorni, omofobia e femminicidio. E questo ci dice che in oltre 80 anni i temi sono invariati e quindi contemporanei. Ma quello che l’opera di Lorca può e deve contribuire a fare oggi è trovare di nuovo la nostra storia, quello che è la nostra identità. Romani continua sottolineando come “la storia di Federico Garcia Lorca, che questa rassegna onora, è emblematica di una memoria che è ancora in buona parte tutta da scrivere. La vita del grande poeta e drammaturgo porta i segni del disagio di un omosessuale che cresce in quell’ambiente ostile, senza riconoscimento, che era la Spagna del secolo scorso e si chiude con l’epilogo violento della fucilazione ordinata dal regime franchista come sanzione per il suo orientamento sessuale”. Lo stesso Nobili ricorda che “La problematica di Lorca non è mai morta. Mi sento vicino al mondo omosessuale in quanto artista. Alieno e diverso per la scelta che ho compiuto”.

IL RICAVATO SARA’ DEVOLUTO AL REPARTO DI DIABETOLOGIA INFANTILE – La Produzione ha deciso di devolvere il ricavato della manifestazione al Reparto di Diabetologia infantile di Tor Vergata. I prossimi appuntamenti sono per il 16 e il 30 Settembrealle ore 21 presso il Teatro Sala Uno.

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