venerdì, 18 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Caso Berlusconi, il “falco” Bindi e la “colomba” Violante nello zoo del Pd. Di Lello (Psi): «Se ci sono dubbi si esprima il Parlamento»
Pubblicato il 03-09-2013


Berlusconi-Bindi-ViolanteLa spinosa situazione della decadenza come senatore di Silvio Berlusconi, in attesa del voto della Giunta delle immunità del Senato, continua a insinuare falle all’interno del Partito democratico, animato da due approcci antitetici: da una parte si sono appostati i cosiddetti “falchi”, ossia coloro che non attendono altro che un giudizio rapido sul Cavaliere, rappresentati dai vertici del Partito democratico, che già si sono espressi con commenti duri e perentori. Dall’altra volano le “colombe”, quegli esponenti che, invece, appoggiano e difendono la recente apertura di Luciano Violante a un eventuale ricorso alla Consulta per risolvere i dubbi sulla legittimità della legge Severino. «Alla Camera abbiamo proposto una interpretazione autentica della norma ha reso noto Marco Di Lello, onorevole socialista –  interpretazione che deve valere per tutti. Non solo per Berlusconi».

LA LINEA DURA DI ROSY BINDI: BERLUSCONI DEVE DIMETTERSI – Oltre ai vertici di partito, netta è stata anche la posizione di Rosy Bindi secondo la quale non vi sono altre vie d’uscita per Berlusconi, ad eccezione delle sue dimissioni. Dopo aver ribadito la costituzionalità della legge Severino, dunque la sua applicabilità, l’onorevole Bindi ha spiegato all’Avanti! che le dimissioni del Cavaliere rappresenterebbero «l’atto politico più significativo di servizio all’Italia». Che l’ex presidente del Pd si attende da tutti, anche da Berlusconi.

VIOLANTE: RISPETTARE LE REGOLE ANCHE CON GLI AVVERSARI – Di contro, all’interno del Pd si sta facendo strada quella nicchia di esponenti, le cosiddette “colombe”, delinatesi in seguito alle recenti dichiarazioni di Luciano Violante. L’ex presidente della Camera ha voluto specificare di non essere un garantista, bensì «un legalitario», dunque una persona che intende muoversi secondo, e seguendo, le regole. «Berlusconi ha tutto il diritto di difendersi davanti alla Giunta del Senato come qualunque altro parlamentare, né più né meno – ha più volte ribadito Violante – occorre rispettare le regole anche per i nostri avversari. È molto facile applicare le regole solo per gli amici, è molto più complicato farlo per gli avversari» ha reso noto. A favore del giurista democratico, ieri, sono giunte le parole di solidarietà da parte di Franco Marini: «Ritengo la posizione (di Violante, ndr) corretta e utile, soprattutto se ripenso alla selva di dichiarazioni rilasciate da tanti, anche membri della Giunta, a partire dal momento della sentenza della Cassazione su Berlusconi».

DI LELLO: IN CASO DI DUBBI SULLA LEGGE SI DEVE ESPRIMERE IL PARLAMENTO Sempre sull’affaire Berlusconi, il capogruppo del Psi a Montecitorio ha voluto ricordare che «al Cavaliere non si devono fornire alibi, perchè non deve essere trasformato in una vittima, in quanto condannato. La sinistra, a mio avviso, negli ultimi anni si è specializzata nel renderlo vittima». Per quanto concerne la legge Severino, Di Lello rileva che la norma «aveva già il sapore di una legge giacobina, dunque giustizialista. Le leggi esistono – aggiunge il coordinatore nazionale Psi- devono essere rispettare e devono valere per tutti. Quelle che non piacciono si possono modificare». Sugli eventuali dubbi interpretativi della suddetta norma, Di Lello non ha dubbi: «In merito si deve esprimere il Parlamento».

Silvia Sequi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. I socialisti sono sempre stati garantisti questo è vero ma niente ambiguità, la Severino da quello che so è stata già applicata a tanti, anche a socialisti, e non mi sembra che qualcuno abbia sollevato problemi di costituzionalità. Fra l’altro, nel minuto in cui questa legge è stata approvata tutti applaudivano ad essa, ora riguarda Berlusconi e si sollevano dubbi da più parti. La cosa che più mi fa pensare viene fuori proprio dalla posizione dell’ex giustizialista Violante. In ogni caso se una condanna del genere in qualsiasi altro paese Europeo avrebbe determinato immediatamente le dimissioni dell’interessato.

Lascia un commento