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Opinioni e commenti
 

“Il Vesuvio esploderà, serve un piano”
Pubblicato il 06-09-2013


VesuvioL’allarme, l’ennesimo, è stato lanciato dal vulcanologo giapponese Nakada Setsuya, che è uno dei massimi esperti del mondo anche di terremoti. Lo scienziato ha preso la parola ai lavori della XII conferenza mondiale dei geoparchi, ospitata ad Ascea, nel Parco nazionale del Cilento, per ricordare alla platea, all’opinione pubblica, ma soprattutto alle Istituzioni, che “il Vesuvio erutterà. È sicuro perché è un vulcano attivo, anche se non si può prevedere quando”. E sì, non si tratta di essere iettatori, ma di prendere atto della realtà e i fatti sono questi. Si sa che il vulcano è destinato a farsi risentire e non si sa soltanto il quando e il come. Poi è una questione di buon senso che per Nakada Setsuya dovrebbe guidare le azioni degli amministratori perché “Visto che nell’area sino ai piedi del vulcano ci sono case, gli italiani devono discuterne e preparare un piano per gestire la situazione”.

Chi ha visitato quelle zone o ci vive, conosce bene lo stato di assoluto degrado del sistema viario, la totale insufficienza delle vie di fuga nella sciagurata, ma purtroppo realistica, eventualità di un’eruzione. Le vittime provocate dal caos della fuga in un sistema viario fermo al medioevo, potrebbe fare più vittime del vulcano steso.

Dunque manca attenzione per il problema come rimarca in una lettera inviata alla presidente della Camera, Laura Boldrini e ai colleghi degli altri partiti, il capogruppo del PSI, Marco Di Lello.

“Ricordo – scrive tra l’altro Di Lello – che sin dal 17 maggio scorso ho presentato quale primo firmatario una mozione – firmata da esponenti campani di tutto il centrosinistra – per richiamare l’attenzione del Parlamento e del Governo sulla situazione del Vesuvio  considerato tra i vulcani più pericolosi al mondo anche a causa della grande quantità di ‘rischio esposto’ cioè di popolazione interessata dai fenomeni vulcanici. Ricordo anche che il consiglio regionale della Campania nel 2003 ha varato un piano di decompressione abitativa denominato VesuVia, vincitore del primo premio assoluto al Forum PA 2005 e riconosciuto come best practice da organismi internazionali. Da allora il carico abitativo nella zona rossa vesuviana si è aggravato. È perciò che richiamo la vostra attenzione lamentando che la mozione non è approdata all’esame dell’Aula. Segnalo a Lei, Signora Presidente, e ai Presidenti dei Gruppi l’urgenza di un approfondito dibattito. Dobbiamo forse aspettare che parli per primo il Vesuvio?”

Matteo Zorzi

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