giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Io sto con Buemi, Violante, Napolitano
Pubblicato il 10-09-2013


Non ho proprio incertezze sull’argomento. Parto dal presupposto che Berlusconi, secondo me, si dovrebbe dimettere e lasciare il governo dov’è. Non mischiare la sua situazione, anche se ritiene di aver subito un’ingiustizia, con i destini del Paese. Non capisco però che urgenza ci sia di toglierlo subito di torno. Il Pd è entrato in fibrillazione. La base scalpita. Non ha digerito la bocciatura di Prodi al Quirinale, ha sopportato a malincuore il governo di larghe intese, adesso si ribellerebbe all’idea di non avere subito lo scalpo del cavaliere nero, dopo tre sentenze della magistratura che, secondo i suoi dirigenti, non vanno mai né commentate, né tanto meno contestate. La verità è che quel che preme all’asse Buemi, Violante, Napolitano, è permettere che l’eliminazione istituzionale del leader del principale partito italiano, tuttora tale alla luce dei sondaggi, sia frutto di una corretta interpretazione della legge Severino. E metta al sicuro, per quel che si può, il governo del Paese, mettendo nel contempo al riparo l’Italia da avventure e rischi gravissimi. Oggi i giuristi sono divisi sulla retroattività delle prescrizioni normative della legge. Oltre tutto la Corte d’appello, alla quale è rinviata la quantificazione degli anni di esenzione dai pubblici uffici del condannato, dovrà riunirsi il 19 ottobre e la Cassazione poco dopo dovrà essere chiamata ad approvare la nuova sentenza. Qualsiasi sia il risultato della giunta delle autorizzazioni a procedere del Senato, chiamata a decidere sugli effetti della Severino, la nuova sentenza farà piazza pulita di ogni dubbio. Perché allora non rinviare il tutto alla Corte costituzionale affinché definisca la retroattività o meno della legge Severino? Le due decisioni si accavalleranno. C’è un solo vantaggio politico da questa scelta. Qualora il Pdl accedesse a questa determinazione, che costituisce la prima eccezione contenuta nella relazione Augello, dovrebbe poi accettarne anche le conseguenze. E la se la Corte, come ritengo probabile, dovesse dichiarare legittima la retroattività della Severino non potrà gridare al complotto e mettere in crisi il governo. Non vale la pena intraprendere questa strada e scegliere questa tempistica? Cosa impedisce questo? Dispiace dirlo, ma la risposta è che lo impedisce la situazione interna del Pd e la voglia di sbarazzarsi ad un tempo sia di Berlusconi, sia del governo Letta. Mi permetto di non essere d’accordo. E sono con Buemi, Violante e Napolitano, in buona, ottima compagnia.

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Commenti all'articolo
  1. Spiacente, ma io con Violante proprio non ci sto perché lo considero il regista di tangentopoli e colui che ha distrutto la Repubblica e ci ha lasciato in eredità questa confusione.
    Per il resto considero l’articolo una riflessione da farsi sulla situazione attuale.

  2. Io verrei tanto che la smettessimo di dire IO STO CON………
    Per una volta anchio sono daccordo con Il compagno Senatare Buemi e vorrei tanto che la sua posizione che dimostra come anche un piccolo partito come il nostro, ha la possibilità oggi più che mai ,di conquistare il suo spazio se usa rispetto istituzionale, buon senso e,non si abbandono alla tifoseria da stadio . Il mio solo rammarico è che questa posizione corretta sembra più l’iniziativa del singolo che linea politica del partito.
    Compagno Maurizio Molinari
    Fed. di Torino

        • Caro Mauro,
          anch’io sto con il compagno e collega Buemi. Il socialismo è da sempre garantista, con tutti, in primis con gli avversari. Essere laici significa anche non avere pregiudizi. Ottima la posizione, autonomista e autenticamente laica assunta dal rappresentante socialista nella giunta del Senato.
          Avv. Mauro GRADI

      • Quindi la sua rimane una dichiarazione ” personale ” cioè non esprime la linea dell’Avanti e quindi del partito ? Continuo a notare grande confusione con dichiarazioni che si contraddicono . Ognuno dichiara ciò che vuole, vorrei mi spiegasse dove sta il Pregiudizio, visto che la condanna e’ già stata emessa. Stanno semplicemente discutendo se un uomo che non andrà in galera, che influirà con potere politico e mediatico molto grande ( come da vent’anni ) debba sedere in senato con la toga candida ? La legge e’ uguale per tutti ? Come possiamo da socialisti pensare di salvaguardare i più deboli con una analisi così personalizzata della legge Severino.

  3. Caro Mauro,

    anch’io sto con il compagno e collega Buemi. Il socialismo italiano è un simbolo del garantismo, quello vero, che vale per tutti, anzi, in primis per gli avversari. Essere laici significa anche non avere pregiudizi, mai. Ottima la posizione non pregiudiziale e autenticamente laica assunta dal componente socialista nella giunta del Senato!
    Avv. Mauro Gradi (Genova)

  4. Io non sto con Buemi perché sbaglia due volte.
    Primo perché avendo più elementi di quanti ne ho io mostra di remare contro una logica stringente che vede già risolta nel dibattimento in aula al momento dell’approvazione della legge Severino il dubbio di incostituzionalità; secondo perché mostra di voler supportare le illogiche e strumentali (addirittura deliranti e ridicole) argomentazioni del PDL che ha solo l’obbiettivo di guadagnare giorni, ore, minuti di impunità per Berlusconi a costo di far sorridere, ridere o piangere gli italiani per la spudoratezza e la contraddittorietà delle argomentazioni e l’illogicità e la violenza delle sue minacce.
    Se il PDL per la sua natura, la sua genesi, i suoi obbiettivi, il suo elettorato si può permettere lo stravolgimento delle regole logiche, democratiche, istituzionali per far galleggiare un capo in disgrazia terminale ma che è la vergogna dell’Italia Istituzionale, noi socialisti non ce lo dobbiamo permettere perché i socialisti sono galantuomini e, prima del senso della legge, hanno il senso dell’onore e del pudore. Se Berlusconi colpevole di frode fiscali merita il decadimento, decadimento sia. Dovrebbe dimettersi spontaneamente per vergogna. Vi sia costretto allora da una legge votata dal suo stesso governo. La ratio della stessa è che essa venga applicata non in funzione della data del reato ma in funzione della data del pronunciamento della decadenza da parte della magistratura. Guai a quel socialista che voglia essere più berlusconiano di un PiDieLlino. Sarebbe la vergogna della sinistra con cui dovrebbe militare, del PSI e del Parlamento.

  5. Il danno di immagine e politico ormai è stato commesso. Adesso, dopo la confusione e le voci discordanti di questi giorni, qualunque decisione verrà assunta, quel danno politico non riparta. Io avrei voluto essere con chiarezza con il PSI, non con Violante, Napolitano o Buemi, ma assolutamente con il partito se una posizione chiara il partito l’avesse potuta assumere con il consenso di tutti.

    • Come possiamo esser socialisti nella difesa di un uomo condannato che non andrà in galera che godrà di un potere gigantesco sia politico che mediatico. Dove sta il pregiudizio ? Dove sta il giustizialismo ? Si tratta semplicemente di far togliere la ” toga candida ” ad un evasore . Dove sta l’accanimento . Ma i socialisti difendono ancora i più deboli ?

  6. Fossi l’avvocato di berlusconi gli consiglierei di dimettersi alla vigilia del voto finale sulla sua decadenza. Con le sue dimissioni cade il procedimento davanti alla Giunta delle elezioni, ma il Senato dovrebbe comunque esprimersi sulle dimissioni a scrutinio segreto con qualche sorpresa. poi lo farei candidare alle prime elezioni amministrative.( la Severino si applica anche alle amministrative), ma a differenze delle politiche contro l’esclusione della lista c’è ricorso al giudice amministrativo, che può quindi sollevare tutte le questioni incidentali di costituzionalità o di questione pregiudiziale ex art. 267 TFUE alla Corte di giustizia di Lussemburgo. Le tesi di C buemi e violante, come l’ha precisata, presuppone che la Giunta si qualifichi come organo giuridizionale e non paragiuridizionale. ma questo significa sottrarre per sempre le leggi elettorali al controllo di costituzionalità come è avvenuto per il porcellum. questo è il crimine dela Severino che all’art. 2 c. 3 ha stabilito che contro l’esclusione dalla candidatura ci si appella alla giunta delle elezioni dela camera per la quale ci si era invano candidati.. quindi a elezioni svolte. Un diniego degli art. 24 e 113 Cost.: ne vale la pena? Il parlamento aveva già trovato la soluzione con l’art. 44c. 2 lett. d) della l.n. 69/2009 che afidava al giudice amministrativio il controllo sulle operazioni elettorale preparatorie. sapete chi non ha dato attuazione alla delega parlamentare? Il governo berlusconi stralciando dal testo prediisposto dal Consiglio di Stato la nbuova formulazione dell’art. 130 del codice del processo amministrativo. l’attuale interpretazione dell’aart. 66 Cost. con l’avallo delle Sezioni Unite della Cassazione rende possibile un colpo di Stato formalmente legale. con una legge elettorale che attribuisce un premio di maggioranza del 66% si togli il diritto di voto a categorie di cittadini, per essere,sicuri di vincere. Quella Camera dovrà esaminare i ricorsi contro la legge elettorale che l’ha eletta. Se ci fossero problemi di incostituzionalità basterà cambiare la Costituzione con la maggioranza dei 2/3 e perciò senza referendum confermativo. Per dare un mese in più a Berlusconi ne vale la pena?Conoscendo la sensibilità e l’intelligenza di auro, la sua risposta sarebbe NO!

  7. Ottima la posizione del compagno e collega Buemi, sia sul piano politico che giuridico. E quando si assume una posizione intelligente e coraggiosa, spesso, ne consegue una giusta attenzione, anche mediatica. Una linea autenticamente socialista quella tenuta dal rappresentante dei socialisti nella giunta senatoriale, quindi, garantista (in primis con gli avversari), laica (come tale senza pregiudizi) e autonomista.
    Avv. Mauro Gradi (Genova)

  8. Roberto, anch’io non condivido le retromarce. Ma non condivido neanche l’idea che un partito debba decidere la posizione di un commissario in una giunta che ha carattere giurisdizionale.

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