martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Governo Merkel con la Spd? Craxi: il bipolarismo è finito
Pubblicato il 23-09-2013


Elezioni Germania Merkel

Le elezioni tedesche sono andate come ci si aspettava, data la prevista e ben misurata forza della signora Merkel, ma risultano comunque una serie di elementi che ci fanno vedere il bicchiere mezzo pieno e insomma esprimere un qualche ottimismo. Infatti, è vero che l’Europa della signora Merkel non è quella che vogliamo noi socialisti e socialdemocratici: noi pensiamo ad un’Europa più solidale, considerando, con equità, che se la Germania è chiamata a contribuire agli equilibri finanziari europei, è anche perché è proprio la Germania ad aver beneficiato maggiormente del mercato comune e dell’euro, e insomma i tedeschi, avendo avuto di più, dovrebbero anche dare in proporzione, senza malanimo e complessi di superiorità. Stiamo citando gli argomenti che, con coraggio, i socialdemocratici tedeschi, e con particolare chiarezza il grande vecchio Helmut Schmidt, hanno portato in campagna elettorale.

Con la Merkel cancelliere, invece di Peer Steinbrueck, avremo quindi un’Europa meno solidale, meno coraggiosa, meno strategica. Sarà difficile avere gli eurobond, sarà complicato unire al patto di stabilità monetaria anche un patto di coesione sociale che impegni gli Stati a qualcosa di più e di meglio dei soli doveri contabili. Ma avremo, comunque, un’Europa.

La democrazia cristiana tedesca è senza dubbio un grande partito, di solida tradizione davvero europeista, socialmente responsabile e moderato economicamente. In questi anni, in maniera simile a molti partiti di centrodestra del Nord Europa, si è collocata su una linea politica centrista, che non rinnega il welfare, non esalta il mercato a tutti i costi, una linea che si è anche rivelata la più adeguata a battere i socialdemocratici, sfidandoli sul loro terreno, quindi rassicurando l’elettorato popolare. La solidità del sistema dei partiti, in Germania, non delegittimato moralmente, ha poi fatto sì che i movimenti anti-tasse e anti-Europa non abbiano trovato onda sufficiente.

In tutto questo, è ottima notizia il crollo elettorale del partito liberale tedesco, la vera ala destra della coalizione di governo uscente, i “competenti” della finanza che sono poi soltanto degli ideologi: una volta tanto, il cittadino tedesco, pur proverbialmente sensibile al richiamo della preparazione tecnica, alla “competenza” dei liberali non ha creduto. La prospettiva di una Grande Coalizione è alla fine promettente, per la Germania e per l’Europa: benchè partner minore, la Spd potrà fare qualcosa di buono. Una coalizione necessitata dai numeri, è evidente, sarà costretta a continui compromessi, e la bilancia sarà a sempre a favore del partner più forte, e della signora cancelliere.

La Merkel, peraltro, ormai è entrata nell’Olimpo dei grandi, e potrebbe voler lavorare per la Storia, non solo per la cronaca, e misurarsi con le ombre di Adenauer e Kohl, volando alto e compiendo scelte non mediocri. Soltanto, non sarà il caso di fare fanfara, in Italia, per le magnifiche sorti e progressive della nostra coalizione Pd-Pdl, anch’essa necessitata dalle contingenze, magari, ma che ben difficilmente potrà vedersi promossa a grande disegno strategico: perché in Italia, come lamentiamo ogni giorno, manca un grande partito compiutamente socialdemocratico, e almeno uno Steinbrueck, se non proprio uno Schmidt (magari!), ma manca soprattutto un centrodestra decente, manca proprio (oh, avercela !) una Cdu e una signora Merkel.

Luca Cefisi

CRAXI, «E’ LA FINE DEL BIPOLARISMO» – «Una vittoria annunciata», afferma Bobo Craxi responsabile Esteri del Psi a commento del risultato elettorale tedesco. L’esponente socialista «sottolinea che quando c’è un’economia in salute, e la politica asseconda questi risultati, questi viene premiata inesorabilmente». Craxi continua affermando che la vittoria della Merkel rappresenta «un trionfo del rigore con cui si è voluto punire i paesi in crisi del sud Europa». Ragionano sulla possibilità di una direzione diversa che un eventuale accordo con l’Spd potrebbe determinare, Craxi sottolinea che «è difficile che, dopo l’appoggio dell’Spd a tutte le politiche di rigore ci possa essere un’inversione di tendenza o una strada alternativa. In realtà il voto è un voto tedesco: la lezione da trarre è che non può essere considerato un tabu l’unione dei partiti che hanno in comune, innanzitutto, il bene principale, cioè il Paese». In conclusione, per Craxi «la Merkel è riuscita a sfondare l’elettorato tradizionale della sinistra come accadeva per la Dc in Italia. La cosiddetta grande coalizione ormai si configura come un accordo stabile tra centro e sinistra: siamo al tramonto del bipolarismo, del malinteso bipolarismo».

 

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