domenica, 24 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La mossa del cavallo del Cavaliere
Pubblicato il 17-09-2013


Se Berlusconi si dimette, accetta il carcere o i servizi sociali, e continua a sostenere il governo Letta che succede nel Pd? Questa è la vera questione. Non credo che le persone politicamente intelligenti vicine al Cavaliere, penso a Giuliano Ferrara soprattutto, ma anche a Gianni Letta, possano accettare che prevalgano i falchi alla Saltanchè (non è un refuso). Sarebbe un suicidio. Perché a quel punto potrebbero verificarsi solo due cose, entrambe negative per il centro-destra. La prima, la più probabile, è che si formi un nuovo governo con l’appoggio di senatori pidiellini che non vogliono le elezioni. Anche perché Napolitano di mandare il Paese a votare ancora col Porcellum non ci pensa proprio. La seconda, invece, è che un nuovo governo non riesca a nascere e che Napolitano sia costretto a fare quel che non vuole. A quel punto il Pd con Renzi vincerebbe le elezioni contro nessuno. A chi conviene? Credo invece che il vero problema del Pd, provocato dalla vera mossa del cavallo del cavaliere, sarebbe un Letta appoggiato anche dal carcere. Il Pd a quel punto sarebbe in grave difficoltà. Lo sarebbero i renziani, che rischierebbero di vedere progressivamente logorato il loro leader, lo sarebbero gli anti renziani, che sono generalmente più anti berlusconiani del sindaco di Firenze. Penso che il Pd faccia il tifo per la Saltanchè, più che non per Letta, Gianni ed Enrico…

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. mi associo al giudizio del compagno Molinari

    p.s. considerata la scomparsa di Giorgio Santerini, sarebbe possibile ricordarlo dalle colonne del giornale che lo lanciò al Corsera? Sarebbe utile omaggiare il suo impegno sindacale insieme a Walter Tobagi, oltre che la sua lotta allo schema dell’unità nazionale
    Ringrazio anticipatamente qualora questo mio pensiero dovesse trovare riscontro

  2. Semmai dobbiamo pensare a quello che capiterà al nostro paese e ai lavoratori. Peraltro è probabile che Napolitano di fronte alla crisi decida per un Governo Istituzionale e di scopo (Legge di Stabilità e quella Elettorale) e non sarebbe Letta a guidarlo per cui il PD deve valutarlo attentamente insieme al fatto che un Governo appoggiato dai fuoriusciti del PDL e del M5S, sarebbe ancora più debole, mentre nel paese si scateneranno le varie corporazioni legate ai propri interessi particolari (penso agli autotrasportatori, ai Tassinari, ecc.). Dovremmo spingere Letta ad affrontare i nodi già rinviati per tentare una possibile e chiara mediazione nell’interesse del paese.

Lascia un commento