martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

GOFFREDO BETTINI: “IL PSI HA AVUTO RAGIONE DELLA STORIA”
Pubblicato il 14-09-2013


festina

Giornata intensa con quattro dibattiti che hanno toccato i temi di attualità e le radici del movimento socialista. In ordine l’ambiente, l’Europa, la presentazione del libro di Luca Mariani sulla strage di Utoya e di Oslo, e di nuovo l’Europa. Enza Bruno Bossio (PD), Silvano Rometti (PSI), Filiberto Zaratti (SEL) e Oreste Pastorelli (PSI) hanno discusso di ambiente affrontando il tema dell’ambiente, ma in particolare di cosa accade quando si deve decidere sulla presenza di impianti, come le discariche o le pale eoliche, che ‘disturbano’ più o meno fortemente le popolazioni locali. Dal dibattito è emersa con chiarezza (Zaratti) la necessità di un più forte ed efficace coinvolgimento della popolazione già nella fase di progettazione mentre non sono mancate sollecitazione a esaminare con piàù attenzione il problema dei costi (Rometti) che le istituzioni locali devono affrontare quando scelgono di implementare, ad esempio, la raccolta differenziata.

GREEN ECONOMY – Modificare il sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti richiede investimenti notevoli mentre l’introito immediato per le amministrazioni locali che deriva dalla vendita dei materiali recuperati, è appena un ventesimo di quanto investito. Dunque è impossibile avviare programmi di questa portata per le amministrazioni locali senza un deciso sostegno dello Stato. C’è anche da dire (Pastorelli) che attorno alla raccolta dei rifiuti ci sono degli interessi colossali, delle lobby che esercitano pressioni molto forti sulle popolazioni per boicottare la differenziata. La questione non va comunque limitata allo smaltimento perché (Zaratti) dobbiamo anche preoccuparci di ridurre i rifiuti cominciando, ad esempio, a sostituire la plastica col vetro, oppure a eliminare imballaggi inutili come spesso si può fare nel caso dei detersivi.

LA DIMENSIONE CULTURALE – L’intera problematica ha però una dimensione di cui troppo poco ci si occupa, quella culturale, perché (Bossio) senza un coinvolgimento dei cittadini non ci si può nemmeno incamminare sulla strada di uno sviluppo che rispetti davvero l’ambiente. Poi occorre fare delle scelte che hanno un impatto prima di tutto economico e qui interviene, o dovrebbe intervenire, prima di tutto il governo. Certo è che quando si parla di ambiente non bisogna ridurre il dibattito ai suoi aspetti problematici, spesso con un accezione negativa. L’ambiente (Pastorelli) è anche Green economy, è anche un impulso fenomenale alla crescita del Pil e dell’occupazione. Green economy vuol dire anche affrontare il dissesto idrogeologico con due risultati positivi, quello di risanare l’ambiente evitando danni e vittime, e quello di creare lavoro. Insomma per ridare spinta alla nostra economia assieme a settori come il turismo e l’agricoltura, ci dobbiamo mettere anche l’ambiente.

IL FUTURO EUROPEO DELL’ITALIA – Il futuro dell’Italia è legato strettamente a quello dell’Europa, che non è un’entità definita per sempre, ma un organismo in continua evoluzione che fa passi avanti e anche indietro. Di Europa, di come rapportarsi a essa e di come immaginarne il futuro, hanno dibattuto Gabriele Albertini (Scelta Civica), Francesco Ferrara (SEL), Andrea Orlando (PD) e Marco Di Lello (PSI). Un tema complesso che è stato introdotto con la prima domanda dall’ex sindaco di Milano. Albertini ha ricordato come Keuynes avesse già indicato quale sarebbe stata la radice delle conflittualità, quando spiegava che era impossibile tenere assieme quattro elementi essenziali come la libera circolazione delle merci, quella dei capitali, i cambi fissi e la sovranità degli Stati. A complicare la situazione si è aggiunta (Ferrara) la libera circolazione della forza lavoro ed è venuta allo scoperto un’altra grande questione, quella della ‘qualità’ dell’Europa. La crisi ha messo in risalto le debolezze strutturali e soprattutto i ritardi, con una autocritica per i ritardi che a sinistra hanno contrassegnato la strenua difesa dello ‘stato sociale’ senza tener conto di quanto avveniva intorno.

TECNICA E POLITICA – Ma la costruzione europea non è un progetto anodino, la tecnostruttura (Orlando) ha una sua specificità politica e negli eventi che hanno contrassegnato la crisi economica, soprattutto nel caso della Grecia, si è visto quanto debole fosse l’attenzione per le persone. Ben diversa (Di Lello) la forza con cui nei decenni si è invece combattuta l’inflazione e ci si è concentrati sul controllo dei conti. Sulla strategia per l’Europa di domani e sul rapporto strettissimo che ha contrassegnato nelle ultime elezioni il destino di alcune forze politiche (Albertini) si gioca e si giocherà la partita degli anni a venire. In Scelta Civica ci sono tre anime diverse che non sono riuscite a raggiungere ancora una sintesi e dunque se gli si chiede come si schiererà alle prossime elezioni per l’europarlamento, si otterrà per oggi come risposta la stessa di quella che Obama otterrebbe se chiamata Lady Ashton e il telefono fosse spento, un disco registrato elencherebbe le diverse opzioni di politica estera europea: una per ogni Stato membro.

L’EUROPA CHIAMA – L’appuntamento elettorale costringe le forze politiche del centrosinistra a interrogarsi e nel caso di SEL (Ferrara) è molto forte l’opzione socialista anche se, com’è evidente, oggi esistono diversità di vedute e di comportamento. Aporie che possono essere risolte se le forze che si richiamano al socialismo europeo si concentrano sul futuro piuttosto che discutere sulle difficoltà dell’oggi. Una posizione che interessa molto ai socialisti (Di Lello) che si chiede perché mai la mozione per una lista unica socialista per le europee abbia raccolto solo una manciata di firme di sostegno. Una questione superata (Orlando) perché visto che dopo Renzi particamente tutti i maggiori esponenti del partito si sono espressi per un’adesione al PSE, alla prima Assemblea la questione verrà definitivamente risolta. Tutti d’accordo comunque che se ci si concentra sul futuro, molti nodi, anche di rapporto con l’opinione pubblica, verranno più facilmente sciolti.

IL SILENZIO SUGLI INNOCENTI – E si é continuato a parlare d’Europa, anche se partendo da un tragico evento, anche durante la presentazione del libro del giornalista parlamentare  Luca Mariani “IL Silenzio Sugli Innocenti”. Un’analisi lucida dei tragici eventi del luglio 2011 e delle stragi che Andres Breivik compi’ ai danni dei giovani socialisti norvegesi. Un’occasione per continuare a parlare del pericolo posto dai nuovi populismi e dalla necessita’ per le nuove forse socialdemocratiche di unire le forze in occasione delle prossime elezioni europee. Presenti il dibattito Luigio Iorio e Caludia Bastianelli, i deputati del Pd e di Sel Micaela Campana e Stefano Quarante e il giovane democratico Antonino Castorina.

LA POLIS EUROPEA – HA chiuso la giornata il dibattito “Dall’Europa dei mercanti alla Polis Europea” che ha visto la partecipazione di Bobo Craxi, Vannino Chiti, Andrea Romano, Gennaro Mucciolo, Marilena Arancio e del segretario radicale Mario Staderini. Introdotto dalle riflessioni di Bobo Craxi in merito ai mutamenti nell’ambito delle relazioni internazionali che, ultima della serie, la crisi siriana mette in evidenza, il dibattito  è continuato sviluppandosi intorno alle elezioni europee che Chiti ha ricordato essere di fondamentale importanza per battere i pericolosi populismi che, complice la crisi, fanno capolino. Affinché possa prodursi una vittoria in ambito europeo l’Italia deve continuare a proseguire sulla strada delle riforme perché l’antieuropeismo si combatte con lo sviluppo e la crescita. Per questo nel corso del dibattito è stata più volte rilanciata l’idea di  un’alleanza tra forze progressiste, socialiste e liberali. UNa saldatura, quella tra socialisti e liberali, che ha già preso corpo con l’azione referendaria che, ricorda Staderini, vede impegnati migliaia di militanti radicali e socialisti nella raccolta firme.

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