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Opinioni e commenti
 

L’imbroglio dell’Imu: perché Pdl e Pd mentono sapendo di mentire
Pubblicato il 07-09-2013


Imu

La vicenda dell’IMU nasconde un abile imbroglio che ha come vittima anche Berlusconi. Anzi, la potremmo definire anche una stangata come quella del bel film con Robert Redford. Vediamo perché. Sulla Gazzetta ufficiale che riporta il decreto legge del 31 agosto del 2013 ci sono due notizie. La prima, comunque la si pensi, è buona perché c’è scritto che la prima rata dell’IMU sulla prima casa non c’è più. Cancellata. La promessa è stata mantenuta. La seconda notizia lascia quantomeno perplessi perché all’articolo 2 dello stesso decreto c’è scritto che “per l’anno 2013 non è dovuta la seconda rata dell’imposta” per gli immobili invenduti, gli appartamenti in cooperativa non ancora assegnati ai soci, abitazioni dei militari e alloggi destinati ad attività sociali … ma per i cittadini normali? Niente, non c’è scritto niente, neppure una riga.

Insomma a oggi non c’è nessuna norma che prevede la cancellazione della seconda rata dell’IMU per le abitazioni principali.

“Verba volant, cartuscella restant” diceva la mia prof di latino e greco. In effetti ci sono solo un sacco di parole. Il presidente del Consiglio Enrico Letta lo ha promesso, ma ha anche aggiunto che per l’abolizione anche della seconda rata occorre che il Governo trovi le risorse necessarie alla copertura finanziaria e il termine entro cui farlo è il 15 ottobre 2013.

Apriamo una parentesi perché anche le date sono importanti e questa data è molto importante: è anche il termine in cui si chiude la finestra utile per andare al voto entro l’anno.

E per Berlusconi potrebbe essere questione di vita o di morte (politica) essere candidato premier già in corsa a quella data perché anche il tribunale di sorveglianza e la Procura di Milano, dal 15 ottobre, sono chiamati a decidere sul come il condannato dovrà scontare quell’anno di reclusione che, al netto dell’indulto, resta dei 4 confermati dalla Suprema Corte. E i giudici potrebbero anche decidere di respingere un’eventuale richiesta di affidamento in prova … Chiudiamo la parentesi giudiziaria e facciamo un passo indietro.

Se andiamo alle giornate che avevano preceduto il consiglio dei ministri che a fine agosto a decretato sull’IMU, ci ricordiamo che era stato preceduto da un violentissimo cannoneggiamento del PDL che minacciava la crisi di governo se non fosse stata abolita, cancellata, la tassa sulla casa per il passato della prima rata e per il futuro dalla seconda in poi. Anzi, si pretendeva addirittura la restituzione di quelle pagate con Monti …

Ora possiamo discutere se la cancellazione sia sensata per un Paese che si trova nelle nostre condizioni, se davvero ce lo possiamo permettere. La coperta è corta, così corta che per quel che si capisce sostanzialmente la tassa ha solo cambiato nome, prendendo la strada dell’imposizione locale. Dal 1° gennaio 2014 difatti arriva la Service Tax che manda in pensione l’IMU (per i soli proprietari di prima casa) e la TARES. Questa nuova tassa è composta di due parti, la TARI e la TASI. Tutto qui e c’è da scommettere che per questa strada i Comuni incasseranno quello che prima gli arrivava dall’ICI (e che doveva arrivargli con l’IMU).

Dunque per le nostre tasche cambia poco e si spera in meglio, ovvero che ci sarà più equità. Ma politicamente è cambiato tantissimo.

Il segretario del PDL Alfano, che è anche vice di Letta, alla fine di quel CDM, ha potuto infatti annunciare garrulo ai suoi elettori che la ‘promessa fatta in campagna elettorale (quella del PDL) era stata mantenuta’. Ma poteva dire altrimenti e poteva dire la verità? No.

Così Berlusconi si è trovato all’improvviso tra le mani una pistola scarica e una bugia inconfessabile. Un pasticcio che rende più difficile per lui aprire una crisi di governo su una tassa che per ora, ma solo a parole, non c’è più. E non solo perché sa benissimo che se sfascia le larghe intese oggi, domani sarà matematicamente impossibile per il governo rispettare la scadenza del 15 ottobre. E senza risorse, a dicembre, gli italiani dovranno pagare la seconda rata dell’IMU.

Ve la immaginate una campagna elettorale con gli italiani in fila alla posta o in banca con l’F24 tra le mani per versare la seconda rata dell’IMU? La maggior parte rivolgerà un pensiero non gentile nei confronti di Berlusconi. Lui avrà aperto la crisi solo per tentare l’ultima, disperata, azzardatissima scommessa elettorale per sfuggire alle sentenze passate in giudicato e chissenefrega dell’IMU, dell’Italia e degli italiani. Una bella fregatura anche per lui. Una stangata dell’abilissimo Letta?

Ma certo anche il PD non ne esce un granché bene. Sull’IMU hanno sempre balbettato e alla fine per non dire quella che considerano una verità scomoda, ovvero che semplicemente non si può eliminare, hanno ripiegato su una sua razionalizzazione. Una misura certo giusta, ma che non è in grado di contrastare il populismo dello slogan berlusconiano: cancellerò l’IMU!

Dunque la soluzione ideata da Enrico Letta assume i contorni del più puro democristianissimo machiavello. Ma zitti e mosca perché l’imbroglio deve durare fino al 15 ottobre. Poi si vedrà.

Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. Letta nel suo discorso di insediamento aveva parlato di rimodulazione non di soppressione. L’imu sulla casa va pagata per il banalissimo motivo che chi ha una proprietà ha qualcosa in più di chi non k’ha. Del resto la Costituzione in materia di tasse questo dice. Anche a me piacerebbe rispramiare e comprarmi un vestito in più (che poi per la maggioranza delle persone che hanno una casa normale questo è) ma le tasse vanno pagate. Di più, bisogna finirla con questa storia della casa che è sacra per ogni italiano. Forse Santanchè ha ragione, ma le abitudini devono essere modificate. basta con questa storia della casa ai figli, se per caso si riesce a risparmiare si deve viaggiare studiare divertirsi curarsi, non certo legarsi ad un mattone

  2. L’Imu sulla prima casa non di lusso non va pagata, perche’ la casa e’ un bene essenziale ed un obiettivo di vita, e gli italiani non devono sentirsi minacciati di perderla. Poi dove andrebbero ? Sempre alle spalle della collettivita’ finirebbero. Quindi, se proprio vogliamo citare la Costituzione, andiamo verso una maggiore progressivita’, oltre che semplicita’, dell’ imposta sulle persone fisiche e giuridiche.

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