venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Ma la Linke non è la vecchia SED
Pubblicato il 30-09-2013


Leggendo la lettera del comp. M. Battaglia di Savona, mi è sembrato di capire che egli preferisce che si formi, in Germania, un governo CDU-CSU/SPD, partiti che si sono combattuti durante tutta la campagna elettorale, piuttosto che la SPD formi un governo di sinistra, che avrebbe una sua maggioranza parlamentare, con i Verdi (con cui ha già governato) e con la Linke(“La Sinistra”), in quanto non si deve avere nulla a che fare con  quest´ultima.
Perché? Perché – qualcuno pensa – la Linke è l´erede della SED, il partito comunista dell´ex Germania Est, quello del famigerato muro, per intenderci.
Non mi pare sia precisamente cosí. La Linke è un partito nato dalla fusione (2007) tra il movimento Lavoro e Giustizia Sociale-Alternativa elettorale (sorto, nel 2005, da una scissione della sinistra della SPD, guidata da Oskar Lafontaine, giá leader della intera socialdemocrazia tedesca) e il PDS (Partito della Sinistra, fondato nel 1990 in Germania Est), erede quest’ultimo sí della SED, in cui, però, nel corso degli anni, sono confluiti vari gruppi pacifisti, ambientalisti, femministi.
Sicché nella attuale Linke, guidata fino al 2009 dal socialdemocratico Lafontaine, i gruppi di discendenti della SED, di cui nessuno osa più predicare il comunismo, sono minoritari.
Tutti dicono che la signora Merkel ha vinto le elezioni. Io dico, più prosaicamente, che il partito della signora Merkel ha ottenuto un ottimo risultato, ma aggiungo che prima delle elezioni la signora era sostenuta in Parlamento da una larga maggioranza, mentre ora la sua coalizione è in minoranza e per governare deve chiedere sostegno ad uno dei tre partiti di sinistra presenti al Bundestag.
La SPD ha i suoi buoni motivi per operare le sue scelte; ma noi italiani perché dobbiamo avere certi pruriti verso la Linke, se non l´abbiamo per il Partito Socialista d’Albania e per il Partito Socialista Ungherese, ambedue discendenti diretti dei rispettivi partiti comunisti e ambedue membri dell´Internazionale Socialista?
E che significa  il riferimento a Vendola con cui il PSI partecipò, nel 2009, anche se per poco tempo, allo stesso cartello elettorale? Ed alla Bindi? Comunista pure quella?
In Europa ci sono precedenti di collaborazione tra socialdemocratici ed ex o addirittura ancora comunisti. Non dimenticando la Francia di Mitterrand, ricordo che, per diversi anni, il partito socialdemocratico svedese, che allora aveva una fortissima maggioranza relativa, ma non quella assoluta, governò con l’appoggio esterno dei locali comunisti.
E se in Germania governasse un monocolore SPD o un bicolore SPD/Verdi, con l’appoggio esterno della Linke? Lo so, per ora è impossibile.
Ferdinando Leonzio – Bratislava

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Commenti all'articolo
  1. Come fa a governare la SPD con quel risultato misero? bisogna essere ragionevoli. Die Linke non la vuola la SPD, ancora, perché dovremmo volerla noi in Italia? Di ex partiti comunisti riciclati certo in Europa non mancano gli esempi, senza andare in Albania o Ungheria…ed infatti si vede lo stato della sinistra europea. Sono socialista europeo ma a volte credo che la bussola sia stata persa, morto il Comunismo tutti vogliono fare i comunisti. Troppo facile. La socialdemocrazia deve trovare altre formule per rispondere alla Crisi del capitalismo. La vecchia solfa non puo’ bastare e gli elettori l’hanno capito. Ed a dirla tutta anche le facce bisogna cambiare. Quei barbuti occhialuti stile anni 70 è ora di mandarli in soffitta inieme ai giradischi – che peraltro io ho comprato, visto che amo il vintage. Mit sozialistichen Gruessen.

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