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Opinioni e commenti
 

Morta una tassa se ne fa un’altra
Pubblicato il 02-09-2013


Governo-Letta-IMULa quiete dopo la tempesta. Pacifica gli animi di falchi, colombe e iene; mette d’accordo l’intera compagine governativa; fa azzardare al premier Letta una frase non da poco: «La giornata di oggi (ieri, ndr) credo possa far finalmente finire le domande sulla durata del governo. Non c’è più scadenza». La cancellazione dell’Imu sulla prima casa e sull’agricoltura per il 2013, varata nel Cdm di ieri mette tutti d’accordo. O quasi. Fuori dal coro l’ex premier Mario Monti autore due anni fa del varo della tassa incriminata e che ieri ha definito la sua cancellazione un «cedimento pericoloso» alle richieste di Berlusconi «per far sopravvivere il governo» e «che tutti i cittadini finiranno per pagare con piccoli aumenti di piccole tasse e con l’aumento dei tassi d’interesse»; la Cgil che giudica insufficienti le decisioni sulla cassa integrazione in deroga e sugli esodati; i pentastellati che bocciano senza appello il decreto considerato una “beffa”. Ma cosa cambierà? Morta una tassa se ne fa un’altra, ma con i dovuti distinguo.

ADDIO IMU, BENVENUTA TASER – Tra qualche mese, infatti, arriverà la service tax (Taser). La nuova imposta unifica e ingloba anche la Tares, la tassa sui rifiuti. Sarà una tassa che riguarderà i servizi offerti ai cittadini e verrà formalizzata nella Legge di stabilità. La soluzione per la rata Imu di dicembre, invece, sarà affidata a un secondo provvedimento o direttamente alla legge di stabilità. I circa 2,4 miliardi necessari per coprire l’abolizione dell’acconto Imu arriverebbero dall’extragettito Iva derivante dall’anticipo di una nuova tranche di 10 miliardi di pagamenti arretrati della pubblica amministrazione, dalla sanatoria del contenzioso contabile sulle nuove slot e da nuovi tagli alla spesa pubblica. Come ha sottolineato il ministro dell’economia Saccomanni il governo ha previsto l’esenzione dell’Imu anche per le case invendute e l’abbassamento della cedolare secca dal 19 al 15%. La Service tax sarà parametrata alla superficie della casa e chi inquinerà di più pagherà di più. Per i servizi aggiuntivi, si utilizzerà come parametro  sempre la metratura della casa. Le percentuali di tassazione verranno affidate ai comuni. Secondo quanto annunciato dal ministro delle Infrastrutture Lupi: “Il piano casa approvato dal governo prevede interventi per 4,4 miliardi, 4 miliardi a carico della Cdp e 400 milioni di “interventi sociali”, con, tra le altre misure, un fondo specifico a favore dell’acquisto della prima casa per giovani coppie e lavoratori atipici sotto i 35 anni.

UNA TASSA CHE ALLUNGA LA VITA – Critiche fisiologiche a parte si temeva quello di ieri come il primo vero banco di prova del governo Letta. Superato a pieni voti, almeno sul piano politico. Ognuno ha avuto il suo spazio sul carro del vincitore, ognuno ha potuto mettere il cappello su una manovra salutata come un successo. Soprattutto politico. Il premier Letta ha parlato di un lavoro «equilibrato», «una vittoria del governo, non del Pdl». Il leader del Pdl Berlusconi: «Promesso. Realizzato. Sull’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole il Popolo della libertà ha rispettato il patto con i suoi elettori e il presidente Letta ha rispettato le intese con il Pdl». Ma anche il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, approva: «Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri costituiscono una soluzione equilibrata dal punto di vista sociale e delle emergenze. Il governo ha tenuto conto delle situazioni più difficili. Anche la scelta sull’Imu è corretta, soprattutto in vista della riforma e della trasformazione nel senso di un’imposta federale a partire dal prossimo anno». A conti fatti l’abolizione dell’Imu permetterà al governo, stando alle dichiarazioni di giubilo spese ieri, di scavallare quella dead line di 18 mesi che lo stesso Letta si era dato. Vicenda giudiziaria di Berlusconi permettendo.

Lucio Filipponio

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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