sabato, 16 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Nella prima alla Sala Umberto Maddalena Crippa racconta l’Italia e il teatro riscopre l’impegno sociale. Un monologo che vale più di cento comizi
Pubblicato il 14-09-2013


Maddalena Crippa-ICi sono libri, poesie, quadri o opere teatrali che possono più di cento discorsi, manifestazioni, comizi. C’è un’arte che scalda i cuori, indigna, commuove e soprattutto fa pensare, ragionare, coinvolge e convince. E’ accaduto giovedì sera alla Sala Umberto alla “prima delle prime” che di fatto apre la stagione teatrale, con il monologo di Maddalena Crippa “Italia mia Italia”.

Sola sul palcoscenico, accompagnata dai giovanissimi della Bubbez Orchestra, la Crippa canta l’Italia con i suoi difetti, le sue incongruenze, le sue mescolanze che la fanno odiare e amare, che generano crisi e genialità. Per farlo usa Leopardi, Pasolini, De Gregori, De Andrè o Modugno, ma usa soprattutto la sua mimica straordinaria, la sua passione, le sue parole.

E’ un viaggio realistico e crudo, ma è anche un viaggio di speranza e di ottimismo. Al centro del racconto un tema vecchio e nuovo quello dell’emigrazione: la nostra di fine ottocento e degli anni cinquanta, quella degli altri che da sempre sono sbarcati sulle nostre lunghe coste per contaminarci, imbastardirci, arricchirci. Una storia di continue invasioni quella dell’Italia, pacifiche e meno che hanno sempre lasciato un segno. “Non possiamo chiuderci, sarebbe andare contro la nostra natura, perché l’Italia è sì uno sticvale, ma è anche un lungo ponte che si getta al centro del mediterraneo, naturale crocevia di usi, popoli, lingue e religioni diverse” .

E accanto a questa nuova immigrazione che tanto spaventa i leghisti e non solo, c’è anche la nuova immigrazione: quella dei nostri figli, dei nostri ragazzi. Una volta a partire erano i poveri e derelitti, oggi lo fanno i migliori i talenti. Ed è una cosa che non possiamo permettere.

C’è tutto in un’ora e venti di spettacolo: la risata, il pianto, l’attesa e un impegno sociale che non ha nulla a che vedere con le pagliacciate pentastellari e che ci riporta indietro ad anni migliori, quando la politica era soprattutto questo.

Cecilia Sanmarco

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento