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Opinioni e commenti
 

Soldi e preghiere
Pubblicato il 05-09-2013


Vaticano Ior

Migliaia di lettere. Richieste, raccomandazioni e segnalazioni. I protagonisti sono i principali rappresentanti del Vaticano e della Comunità episcopale italiana (Cei), tra i quali spiccano i nomi del monsignor Georg Ganswein, ex segretario particolare di Papa Ratzinger, Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco, mentre a rappresentare il potere politico-istituzionale vi sono Angelino Alfano, Giulio Tremonti e Alfredo Mantovano. L’orizzonte temporale è quello del pontificato del Papa dimissionario Benedetto XVI e dei governi Berlusconi e Monti. E quarantamila è il numero delle pagine del corposo archivio segreto dell’ex numero uno dell’Istituto per le Opere religiose (Ior), Ettore Gotti Tedeschi, ora agli atti delle tre Procure, Napoli, Roma e Busto Arsizio che stanno conducendo le indagini sulla banca del Vaticano e il suo ex presidente, licenziato in tronco dal cardinal Bertone, poco prima che emergesse il caso Vatileaks, lo scandalo scoppiato nei primi mesi del 2012  che ha coinvolto e travolto la Santa Sede. Le tematiche trattate andavano dalla legge sul biotestamento all’affaire San Raffaele, passando per la spinosa questione dell’applicazione dell’Ici sui beni immobili ecclesiastici e la nomina a direttore generale della Rai di Lorenza Lei. Avanti! ne ha parlato con il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, laico convinto, nonché sostenitore della parità, dinanzi allo Stato, del pagamento dell’imposta sugli immobili anche da parte della Chiesa (fatta eccezione per i luoghi di culto e quelli destinati all’assistenza sociale).

Segretario Nencini, secondo le rivelazioni di ieri, si tratta di un vasto archivio il cui contenuto fa riferimento a un sistema basato su raccomandazioni e segnalazioni il cui scopo era quello di concordare le leggi. Una sorta di “do ut des”.

Di fronte a un gruppo di pressione così forte, anche la nostra proposta di legge per regolamentare le lobby rischia di essere un pannicello caldo. La verità è che il Vaticano, non è solo depositario di fede religiosa, ma è un immenso gruppo di potere.

Sul fronte dell’otto per mille, Tremonti quando era ministro dell’Economia modificò la legge, introducendo il meccanismo di supposta proporzionalità.

Da una parte c’è il gruppo di potere, ripeto. Ma dall’altra, e questo rappresenta la cosa grave, c’era qualcuno che non solo ascoltava le richieste, ma si piegava ad esse. Anche se non eravamo in Parlamento, in quell’occasione ci opponemmo con forza.

Anche sul tema del testamento biologico sembrava ci fosse bisogno del nulla osta da parte della Chiesa per approvare le norme. Una sorta di dipendenza del governo dalle gerarchie ecclesiastiche.

Indubbiamente sì, anche questo fatto lo avevamo contestato. Il peso eccessivo d’oltretevere nel governo centro-destra era un fatto che si manifestava molto spesso.

Nell’archivio è anche emerso materiale sulla nomina a direttore generale della Rai di Lorenza Lei.

Per quanto concerne i centri decisionali pubblici appare chiaro un tentativo di ledere quelli scelti dai cittadini. La cosa grave è che tutto questo non è stato fatto alla luce del sole, ma segretamente. Non sono per nulla stupìto dell’azione di queste lobby. Lo sono, invece, per il fatto che la Chiesa ne abbia fatto parte a tutto tondo.

Con l’attuale Papa Francesco, che si contraddistingue per il suo approccio “rivoluzionario”, qualcosa cambierà nei rapporti tra Stato e Chiesa?

Papa Francesco sta cambiando il linguaggio e la gestualità. Staremo a vedere se avrà la stessa forza in concreto, con atti che riportino la Chiesa a interessarsi solo del suo magistero. E non al potere temporale. Questa sì che sarebbe una vera rivoluzione.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Il Psi si (ri)faccia promotore, come fu al tempo della RnP, di una profonda revisione del Concordato. Via i privilegi alla chiesa, a cominciare dallo scandalo dell’ora di religione nelle scuole con insegnanti nominati dai vescovi e pagati dallo stato.

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