domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

ONU. Rouhani apre, Obama va a vedere.
In gioco la stabilità del Medio Oriente.
Pubblicato il 25-09-2013


RouhaniNew York – 24 settembre

È in un’atmosfera di grande attesa che si è svolta oggi la giornata d’apertura del dibattito dell’Assemblea Generale dell’ONU. In programma, infatti, sia il discorso di Obama che quello di Rouhani, neoeletto presidente dell’Iran. Il confronto tra i due discorsi, dialogo a distanza che non è potuto avvenire di persona, contiene tutti gli elementi chiave del futuro della Siria. È dal possibile dialogo fra i due Paesi, infatti, che sembra oggi passare l’unica soluzione possibile di questa guerra: l’applicazione da parte della Siria della convenzione sulle armi chimiche e la soluzione politica con l’appoggio iraniano.

Con il cambio di governo di tre mesi fa, che ha eletto a grande maggioranza un moderato, l’Iran si appresta a diventare elemento fondamentale per la stabilità dell’area medio orientale e probabile punto di riferimento nella regione per i governi occidentali. Il 19 settembre, in un articolo a sua firma sul Washington post, Rouhani aveva annunciato la propria intenzione di facilitare il dialogo fra il governo siriano e l’opposizione, aprendo una strada che gli Stati Uniti, pur con molte cautele, vorrebbero percorrere.

L’Iran è profondamente coinvolto in questa guerra e la sua partecipazione ai colloqui di pace appare ora come decisamente essenziale. Rouhani sa, e non manca di sottolineare, che la politica internazionale non è più un “gioco a somma zero” con il vincitore da una parte e lo sconfitto dall’altra, ma un’arena multidimensionale in cui cooperazione e conflitto si intrecciano, rendendo verosimili scenari in cui tutti gli attori possano uscire vittoriosi.

La stessa presa di coscienza sulla nuova natura della politica internazionale è stata sottolineata dal Presidente americano nel suo discorso di stamattina. La soluzione proposta dall’amministrazione Obama è sempre stata quella di aiutare la creazione di un nuovo governo, anche se non è stata perseguita, fino ad ora, con particolare forza. A questo punto però, con la certezza che il gas nervino sia stato usato da Assad (“è un insulto alla ragione umana supporre che altri abbiano potuto portare avanti l’attacco” queste le parole del Presidente americano), e tutto l’interesse ad evitare una nuova guerra dall’esito incerto, Obama sta puntando il tutto e per tutto su questa opzione, aprendo anche la strada alla prospettiva di un coinvolgimento dell’Iran.

Gli Stati Uniti tentano la strada della diplomazia, con un gesto che si può definire storico: quello di aprire uno spiraglio ad un dialogo con l’Iran. Incoraggiato dal governo più moderato che sembra essere nelle intenzioni di Rouhani, Obama ha affermato di aver incaricato Kerry di trattare direttamente con l’Iran, in cooperazione diretta con i governi dell’Unione Europea, della Russia e della Cina.
È dal 1979, dall’anno della Rivoluzione Iraniana e del sequestro dell’Ambasciata americana, che i due Paesi non hanno più rapporti diplomatici. Aprire alla possibilità di un incontro tra i due leader, anche se alla fine non è avvenuto, è stato un passo importante, che permette all’Iran di sancire la propria centralità nel governo politico della regione.

Anche il presidente Letta guarda con speranza a questa soluzione e ad un dialogo con l’Iran. Come spiega al termine dell’incontro odierno con Ban Ki-Moon e il presidente dell’Assemblea Generale John Ashe, infatti, l’Italia ritiene necessaria una soluzione politica per la Siria e auspica la messa al bando immediata e completa delle armi chimiche. L’Italia si impegna, inoltre, nella tutela dei rifugiati siriani che, come ricorda il Presidente, a milioni versano oggi in condizioni drammatiche, e a questo scopo si è oggi impegnata a stanziare 50 milioni di dollari.

Dal punto di vista della soluzione diplomatica, Letta incontrerà Rouhani giovedì; c’è grande curiosità ma anche molta cautela da parte dell’Italia verso il nuovo governo di un Paese con cui le relazioni diplomatiche non sono mai state buone. Anche dall’Italia si spera in un cambiamento, che potrebbe essere davvero risolutivo per la Siria. A questo punto la partita si gioca tutta sul nucleare, una possibilità che l’Iran non ha intenzione di lasciar perdere, anche se assicura solo con fini pacifici, e che gli Stati Uniti hanno ancora molta difficoltà ad accettare.

Costanza Sciubba Caniglia

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Commenti all'articolo
  1. Ciao Demetrio, grazie! Sì, è precisamente quello che volevo sottolineare, al momento un’apertura verso l’Iran sembra l’unica soluzione possibile, a patto che l’Iran non faccia scherzi col nucleare. Non è facile, ma se Rouhani saprà cogliere l’occasione, si aprirà decisamente una nuova stagione negli equilibri del Medio Oriente.
    Molto interessante il tuo articolo, davvero completo!

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