sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Perché non vendiamo anche il Colosseo?
Pubblicato il 25-09-2013


Qui passa lo straniero. Lo mormorò non il Piave, ma la borsa. Via Telecom, agli spagnoli. Via Alitalia, ai francesi, via un pezzo di Finmeccanica, addirittura ai coreani, dopo che i tedeschi e gli svizzeri ci avevamo fottuto tutta l’industria alimentare. Si prepara adesso anche l’assalto a Bankitalia. Cosa ci resta? Il Colosseo. Vendiamolo agli americani. E consoliamoci con una classe politica che manco se n’è accorta e si accapiglia su decadenze e primarie. Letta, sornione, sogghigna che si tratta di imprese private e non può far nulla. Ma se la Fiat diventasse tutta americana, e se davvero si consumasse, come paventa il nostro Rino Formica, l’assalto a Bankitalia, il governo continuerebbe a disinteressarsene? L’analisi dell’intelligente dirigente del vecchio Psi è sconsolata. La politica non esiste più. È morta nel biennio 1992-1994. La sua autorevolezza e il suo potere sono oggi vicini allo zero. Comanda la finanza e i poteri forti nella globalizzazione sono incontrollati. Questo molto più in Italia che altrove. Viene alla memoria il congresso di Vienna del 1814 e la famosa affermazione di Metternich secondo la quale il nostro territorio nazionale era solo una penisola. Oggi ne siamo nuovamente consapevoli. Ma sì, dai, vendiamo anche il Colosseo.

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Commenti all'articolo
  1. Sì è vero, qualche volta viene in mente anche a me la famosa frase di Metternich “l’Italia è un’entità geografica” ma questo dimostra la mia iimpotenza essendo un Signor nessuno.
    Come fare, allora, per battersi per il nostro Paese? Personalmente l’ho risolto impegnandomi per una Scuola Laica e Democratica visto che in questi anni la formazione è stata delegata al vaticano (osservare il minuscolo) e ai preti e finché abbiamo degli esponenti, che benché dichiarandosi di sinistra si inventano i “buoni scuola” e ogni ulteriore agevolazione per privatizzare la scuola secondo i dettami dei ragazzi di Chicago, con una concezione economica liberista e non liberale, la situazione peggiorerà e avremo dei rappresentanti sempre più incompetenti se non proprio ignoranti e sarà buon gioco comprarsi il Paese a prezzi stracciati.

  2. Io dico che bisogna fare una seria riflessione sulle privatizzazioni portate avanti in questi ultimi 15 anni e soffermarsi su quelle che si ventila vogliono fare adesso. Con la scusa di diminuire il debito pubblico del paese si sono e si stanno svendendo i gioielli di famiglia a questi quattro pseudo capitalisti nostrani che vogliono fare impresa con il danaro dei contribuenti. Adesso la politica si sta preoccupando che una azienda strategica come telecom che fra l’altro maneggia dati sensibili sia caduta in mano agli Spagnoli. Si parla altresì di scorporare la rete il danaro lo dovrà mettere lo Stato attraverso la CCDDPP e cioè i risparmi degli italiani, le banche azioniste invece con il danaro regalato da Monti e dalla BCE si sono comprati i titoli dello stato che sono più sicuri e rendono di più. Io credo che nel nostro paese manchi realmente una forza autenticamente riformista che sappia affrontare con determinazione i problemi del nostro paese. Siamo invece purtroppo nelle mani delle larghi intese.

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