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Opinioni e commenti
 

Riforma geografia giudiziaria, Carugno (Psi): «Forse per l’Abruzzo non è tardi per evitare la chiusura dei tribunali»
Pubblicato il 18-09-2013


Riforma tribunali-scioperoNon si fermano le proteste contro la riforma delle circoscrizioni giudiziarie, contenuta nei decreti legislativi 155 e 156 del settembre 2012, entrata in vigore sabato scorso, e che prevede la chiusura di mille sedi giudiziarie tra tribunali, sedi distaccate, procure e uffici del giudice di pace. Dopo le manifestazioni a Montepulciano, una delle sedi tagliate, a Camerino e a Orvieto, anche a Sulmona le proteste non sono mancate: 40 avvocati, tra cui tutti i componenti del consiglio dell’ordine forense del comune in provincia de L’Aquila hanno infatti iniziato, lunedì scorso, lo sciopero della fame per lanciare un segnale chiaro e forte contro la chiusura del tribunale abruzzese. «Il numero di coloro che intendono scioperare è destinato a crescere nei prossimi giorni» ha previsto Massimo Modugno, segretario regionale del Psi Abruzzo.

Carugno, in una lettera inviata ai dipendenti dell’amministrazione giudiziaria – nel giorno dell’entrata in vigore della riorganizzazione della geografia giudiziaria – il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri ha spiegato che la riforma ha «uno scopo fondamentale: garantire al cittadino utente e alla nostra collettività un servizio giustizia migliore e una migliore tutela dei diritti»

Si tratta di un’affermazione falsa, che contestiamo. I piccoli tribunali forniscono servizi migliori, e i tempi di giustizia sono ridotti rispetto a quelli dei tribunali di grandi dimensioni. E poi il servizio della giustizia è un servizio, non un’azienda: è la giustizia che deve andare verso il cittadino, non viceversa.

Da giorni hai lanciato l’invito a compiere il miracolo per evitare la chiusura del tribunale sulmonese.

Sulmona e gli altri tre tribunali abruzzesi (Avezzano, Lanciano e Vasto) saranno chiusi nel 2015 per via del terremoto de L’Aquila, ma la protesta degli avvocati di Sulmona è provocata dal fatto che il ministero non ha dimostrato alcuna intenzione di rivedere la riforma. Più volte il segretario Psi, Riccardo Nencini, il coordinatore nazionale, Marco Di Lello e il senatore Enrico Buemi hanno chiesto di revisionare tutta l’operazione che riguarda la soppressione dei tribunali; per l’Abruzzo, in particolare, quello di Sulmona.

Secondo fonti ministeriali la riforma porterà un risparmio di spesa stimato in circa 80 milioni di euro. L’hai definita una cifra «ridicola».

Sì, per un bilancio di Stato la cifra è ridicola, mentre le ricadute sono devastanti. L’Abruzzo è emblematico della assurdità della riforma.

Perché?

I quattro tribunali abruzzesi sono veri e propri avamposti territoriali in aree geografiche vaste, montuose e mal collegate con i futuri tribunali accorpanti. Da Quadri a Chieti, da Ateleta all’Aquila, ci sarà da ridere in inverno quando i processi non potranno essere celebrati per oggettiva difficoltà di parti o testimoni a presenziare. Ci sarà da ridere quando i piccoli tribunali abruzzesi, a dimensione d’uomo, senza file per parlare con i magistrati o per accedere ai servizi delle cancellerie o degli uffici, dovranno cedere il passo a uffici che già scoppiano di per sè, e che si accosteranno sempre più a megalopoli giudiziarie metropolitane, dove per chiedere un certificato devi fare la fila dall’alba.

La legge delega prevedeva quattro aspetti da tenere in considerazione per la soppressione o meno dei tribunali.

Sì, ciò che si contesta al governo è di aver tenuto conto solo dei primi due, ossia il numero degli abitanti del tribunale e delle cause pendenti. Sono stati tralasciati gli altri due aspetti che riguardano la situazione ambientale e territoriale (dunque strade e infrastrutture), e infine la penetrazione criminale. Ecco perchè il tribunale di Sulmona andava salvato: per mancanza di strade e per il super carcere.

Infatti Sulmona è già sede di un super carcere. Quali saranno secondo te le conseguenze di questa riforma?

Si tratta di un carcere di massima sicurezza che, oltre ai collaboratori di giustizia, ospita coloro che hanno commesso reati associativi e di camorra. Sarà ampliato di 180 posti, rispetto ai 450 attuali, circa un terzo in più. Le conseguenze si traduranno in rischi e costi maggiori nei trasferimenti che avverranno a L’Aquila, che accorperà i tribunali di Sulmona e Avezzano.

Silvia Sequi

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