martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sardegna, primarie del centro-sinistra. Il socialista Simone Atzeni presenta candidatura e programma. Oltre i numeri, i fatti
Pubblicato il 08-09-2013


Simone Atzeni sardegna osiTempo di primarie per il centro sinistra, anche in Sardegna, che si terranno il 29 Settembre, e che vedranno in campo cinque esponenti: Francesca Barracciu, Roberto Deriu e Gianfranco Ganau del Pd, Simone Atzeni del Psi e Andrea Murgia, indipendente, autosospeso dal Pd dopo la mancata elezione di Prodi al Quirinale. Depositate le firme, tutte convalidate dal comitato dei garanti, il nostro compagno Psi Simone Atzeni ha presentato ufficialmente, lo scorso giovedì, la sua candidatura e, cosa più importante, il suo programma per la guida della regione nel prossimo quinquennio.

Finora è l’unico candidato ad aver presentato delle serie e concrete proposte che, forse, i più potranno anche ritenere forti e impraticabili, cose per altro non vere, se si valuta nel complesso la situazione economica/occupazionale della nostra isola che da decenni versa nel più completo stato d’abbandono e inerzia da parte di tutti gli esponenti che si sono susseguiti alla guida dell’amministrazione regionale.

In un situazione in cui tutti i candidati hanno voluto strafare, ricordiamo che la soglia minima di firme da consegnare al comitato dei garanti era di 5000 con la possibilità di arrivare al massimo a 5500, lo staff della deputata europea, Pd, Francesca Barracciu ha comunicato di averne raccolte oltre 24 mila, Ganau più di 10 mila e cosi via. Una prova di forza, come quelle tra Bruto e Braccio di Ferro. Il grande che vuole sempre sopraffare il piccolo, che alla fine dimostra di avere sul serio e concretamente i muscoli. Molti dei partiti storici alleati del Pd o facenti parte di questa coalizione hanno già bollato l’esultanza per il numero di firme raccolte come l’ennesimo atto di “prova di forza”.

Ma, a Simone Atzeni bastano le sue 5887 firme. Le considera la vera forza per uno stimolo verso le regionali 2014 e i suoi spinaci stanno tutti dentro il barattolo pieno di programma che lui dice di sottoporlo “ai Sardi, perché sono loro che devono tornare ad essere protagonisti del futuro della Sardegna e per questo noi, io, socialisti siamo qui per presentare un programma chiaro e forte mirato al rilancio della nostra isola che ha tutti gli strumenti adeguati per poter raggiungere l’obbiettivo. Sottoponiamo il nostro programma anche agli altri candidati, lo leggano, lo studino, e ne facciano un programma condiviso e attuabile per i prossimi cinque anni”. In Sardegna si parla da anni della cosiddetta “zona franca”, e pare strano, se non almeno inutile, proporla ancora in questa fase di fine legislatura, e tra le altre cose in un contesto delicato come quello attuale. Ebbene, dice ancora Atzeni: “La zona franca? Sì, del lavoro. Molto semplice e soprattutto efficace: venire incontro ad imprenditori e artigiani che vogliono assumere facendogli risparmiare un bel po’ d’oneri. Esempio: su mille euro che entrano nelle tasche di un dipendente, il datore ne paga altri 850 tra tasse e contributi vari, vale a dire l’85 per cento. La mia proposta è questa: scendiamo al 35 per cento e la differenza la dà la Regione”.

Allo stato attuale non è ancora dato, ai Sardi, di conoscere le proposte della candidata Pd Francesca Barracciu, di fatto indicata anche come possibile nuovo governatore della Sardegna, classico errore, quello di cantar vittoria facendo affidamento solo sui numeri, che pare non abbia ancora insegnato nulla a molti esponenti del Pd. I Sardi sono stanchi di contare e far le tabelline nelle percentuali, vogliono parole chiare e azioni concrete e, sicuramente in questo contesto si colloca la candidatura, e soprattutto il programma di Simone Atzeni che, durante la conferenza stampa di presentazione del programma è stato parecchio chiaro ed esaustivo. Una sorta d’ottima, ma semplice e chiara lezione d’economia che ha messo tutti i presenti in sala, giornalisti e pubblico compreso, dinanzi ad un programma ineccepibile.

“A me non interessa uno scontro di muscoli, cioè tra chi presenta più firme. Voglio una sfida di cervello. Vale a dire programmi per governare la Sardegna che il Psi vuol portare al tavolo del centrosinistra. Atzeni riparte dal lavoro, il grande buco nero dell’economia sarda che ha percentuali di disoccupazione peggiori della media nazionale. Per incoraggiare le imprese ad assumere la Regione potrebbe mettere in conto 2,7 miliardi, risorse, spiega Atzeni, reperibili nelle pieghe del bilancio regionale alla voce “spese improduttive”. Possono anche essere recuperati dalla vertenza entrate con lo Stato: anziché andare a Roma con il cappello in mano, ci presentiamo con una proposta seria di riforma del mercato del lavoro, non potranno dirci no se usiamo proposte serie che possono, nel frattempo, anche esser vantaggiose per lo stesso stato centrale”.

Nel programma del candidato del partito socialista vi sono numerose idee innovative che hanno anche lo scopo di dare valore all’identità dei sardi. Un programma che contiene pacchetti per l’agricoltura ravvisabile nella proposta di defiscalizzazione di tutte le aziende, non solo quelle giovanili. Proposte per le imprese, quali, per esempio, i distretti industriali con servizi in comune per le piccole imprese e, in questo contesto, propone Atzeni, “si deve anche avere il coraggio della selettività”. Il programma presenta nei contenuti anche valide proposte per il comparto energetico, proposte valide e rivoluzionarie come la proposta-energia, cioè la costituzione di una «rete sarda» di distribuzione alimentata da eolico e solare installato nelle case. E per i trasporti, la carta che può cambiare è quella della tariffa unica per tutti. Insomma, nel giorno in cui tutti i candidati del patto, tre del Pd, un socialista e un indipendente, si presentano, uno solo non bada ai numeri e alle percentuali, propone fatti e non semplici parole. Riusciranno gli altri  candidati a sedersi  ad un tavolo di discussione  per l’attuazione del su citato  programma? Per ora Atzeni  va AVANTI con lo slogan “Simone Atzeni  Presidente-La Sardegna siamo Noi”.

Antonella Soddu

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