lunedì, 21 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’esponente del Pd Pina Picerno: “La camorra uccide i cittadini con le scorie nucleari”
Pubblicato il 04-09-2013


Pina Picierno

«Una bomba ecologica che causa la morte di un numero altissimo di persone. Purtroppo abbiamo imparato a capire che la camorra non ammazza solo con le pistole, ma anche, forse soprattutto con i rifiuti tossici». Pina Picerno, deputata del Pd eletta nella circoscrizione Campania 2, si esprime senza riluttanze commentando le recenti, scioccanti dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone. Schiavone collabora con la giustizia dal 1993. Prima apparteneva al famigerato Clan dei Casalesi. Sa molte cose l’ex boss e, forse, le centellina come fanno i collaboratori: l’altro giorno ha rivelato in un’intervista che, nelle province di Napoli e Caserta, sono stati seppelliti “fanghi termonucleari” e rifiuti tossici di vario tipo. Non solo: come spesso accade, a rendere possibile lo scempio, avrebbero giocato un ruolo determinante le complicità di quelle stesse istituzioni preposte alla salvaguardia e al controllo del territorio. Ancora una volta la Campania si scopre terra di frontiera, una frontiera mortale. «Non mi stupisco che vengano chiamate in causa le istituzioni: lo capisce anche un bambino non è possibile fare di quel territorio la più grande discarica di rifiuti tossici illegali, provenienti da tutta Europa, senza il silenzio o, più spesso, l’assenso e la complicità delle istituzioni» dice Picerno che da anni segue il caso.

NULLA DI NUOVO SUL FRONTE CAMPANO – Quello che sciocca davvero è il silenzio che avvolge la questione e che l’interrogazione parlamentare presentata lunedì dal capogruppo dei socialisti alla Camera, Marco Di Lello, ha contribuito a squarciare. Perché la questione è storia nota, in realtà, già da anni. L’ex boss aveva infatti parlato dei potenziali siti di scarico di rifiuti tossici e radioattivi nel corso del processo “Avolio più 8”, nel lontano marzo del 1995. La relazione parlamentare della Commissione ecomafie dell’epoca riporta per sommi capi quanto detto da Schiavone. Ma non finisce qui: le denunce del collaboratore di giustizia furono raccolte nel 1997 anche dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, presieduta all’epoca da Massimo Scalia. Schiavone racconta di aver consegnato alla commissione appunti e documenti con l’indicazione delle società coinvolte, delle targhe dei mezzi usati e dei luoghi degli smaltimenti. “Sfortunatamente” la sua deposizione è ancora oggi secretata, non è dunque possibile capire quanto Schiavone si sia spinto realmente a raccontare.

A BASSA VOCE – Per quale ragione si sia scelto di far passare sotto silenzio un pericolo così grave per la sicurezza e l’incolumità pubbliche, resta tutto da spiegare: di sicuro è legittimo ipotizzare che, se dovessero risultare provate, quelle dichiarazioni svelarono una serie di passaggi inquietanti circa l’operato degli enti dello Stato, in particolar modo dell’Enea, l’Agenzia nazionale dell’energia. «Abbiamo una Fukushima a due passi dal Vesuvio e non lo sappiamo?» si chiede il capogruppo dei socialisti alla Camera, Marco Di Lello, che continua: «Ma perché non se ne parla? Timore di ingenerare allarme, mancanza di prove o perché non si ha la forza di combattere la criminalità organizzata con le complicità della politica e della industria?». L’ennesima storia che racconta dello sprezzo dimostrato dalla camorra nei confronti del territorio e della vita dei cittadini. La stessa Pina Picerno ricorda che «Schiavone è solo l’ultimo ma la lista di collaboratori che hanno parlato della questione è lunga. Nonostante questo, la cosa incredibile risulta essere il fatto che, ad oggi, non è stata progettata in maniera puntuale e strutturata alcuna opera metodica di bonifica».

LO STERMINIO SILENZIOSO – Non che i dati circa gli impatti sulla salute dei cittadini manchino. Picerno cita due esempi illuminanti in questo senso:«la Procura di Santa Maria Capua Vetere, ai tempi del processo Cassiopea, aveva chiaramente individuato un’impennata del numero di esenzioni ticket relative a  malattie tumorali in alcuni comuni del casertano che toccavano punte del +400 % rispetto alla media nazionale. La stessa Università Federico II», continua l’esponente democrat,«ha ampiamente provato che la mortalità tumorale nelle aree in questione è più del doppio della media nazionale». A fronte dell’ennesima morte di una giovanissima donna, poco più che trentenne, pochi giorni fa don Maurizio Patriciello parroco in prima linea nel denunciare i crimini dello scempio ambientale aveva scritto parole che pesano come sassi: «è uno sterminio, ci stiamo spegnendo uno alla volta così da passare inosservati».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento