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Opinioni e commenti
 

Siamo i garantisti della sinistra! REFERENDUM PER UN’ALTRA ITALIA Nencini: Berlusconi ha firmato? Meglio così, sarà più facile raggiungere il quorum
Pubblicato il 02-09-2013


Dodici Referendum radicali

La scadenza è alla fine di questo mese. Questo è il tempo che la legge concede per la raccolta delle 500 mila firme valide per indire i referendum promossi dai radicali, che hanno trovato tra le forze politiche sostegni ‘storici’, come quello dei socialisti, ma anche un po’ sorprendenti come quello recentissimo di Berlusconi. 12 referendum che toccano questioni rilevantissime, su cui si discute da anni o da decenni, che la legge regola in maniera assai discutibile. È il caso ad esempio di quello sulla Responsabilità civile dei magistrati (due quesiti). In questo caso si tratta addirittura di un ‘bis’ perché già in passato (1987) proprio il PSI con i Radicali lo aveva proposto (e vinto con i sì all’80%), ma la legge successiva del 1988 rispose solo in parte alla richiesta referendaria.

E sempre in tema di giustizia c’è un altro quesito, anche questo una storica battaglia socialista, per la Separazione delle carriere dei magistrati. L’Italia è praticamente un’eccezione in Europa e tra le democrazie occidentali a non contemplare carriere separate, con una ‘vicinanza’ di ruoli tra pm e giudice, che finisce per incidere sulla credibilità del processo.

Anche quello del Divorzio breve, il quesito che chiede di eliminare l’inutile obbligo di tre anni di separazione prima di poter chiedere il divorzio, rientra nell’insieme delle modifiche per ampliare i diritti dei cittadini e garantirgli una giustizia migliore. Anche in questo caso c’è una continuità storica perché proprio i socialisti, col sostegno dei radicali, condussero la battaglia che portò all’istituzione del divorzio con la legge che porta il nome del nostro deputato Loris Fortuna.

Dunque nulla di strano se il segretario nazionale del PSI, Riccardo Nencini, in una delle manifestazioni a sostegno della raccolta firme, ha detto che i socialisti “sono i garantisti della sinistra”. E se qualcuno storce la bocca perché si trova a firmare a fianco di Berlusconi, “meglio così – ha chiosato – sarà più facile raggiungere il quorum”.

Certo il sostegno del Cavaliere odora molto di escamotage per sostenere la sua personalissima battaglia contro la magistratura e sicuramente la sua firma può dare ai 12 quesiti referendari, ma in particolare a quelli che riguardano la giustizia, una valenza negativa capace di far fuggire dai tavoli qualche cittadino in cuor suo garantista, ma affatto disponibile a sostenere la personalissima battaglia di Berlusconi contro le ‘toghe rosse’. Ma ha ragione Nencini, qualcuno scapperà, ma i simpatizzanti del Cavaliere sono ancora milioni e molti ora la loro firma la metteranno. Certo è curioso davvero che Berlusconi firmi per chiedere l’abolizione di leggi volute, sostenute, varate dai suoi governi come quella sull’immigrazione o quella sulla droga. Umanamente lo scusiamo, ma politicamente è da criticare perché conferma ancora una volta la sua capacità di interpretare le necessità del Paese secondo i suoi personalissimi bisogni. D’altronde ha avuto davvero, soprattutto con l’ultimo governo da lui presieduto, la possibilità di cambiare l’Italia in meglio e non lo ha fatto.

Meglio tardi che mai, l’importante oggi è il risultato, perché non bisogna dimenticare che i referendum sono dieci (due hanno un doppio quesito) e che nessuno è obbligato a firmare per tutti anche perché, come nel caso di quello che chiede l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, i socialisti non sono d’accordo. Saranno poi gli italiani, al momento del voto, a dire l’ultima parola con un Sì o con un No, a dare il giudizio che conta sulla validità dei 12 quesiti referendari.

Anche per questo è molto importante la mobilitazione dei socialisti. È importante far conoscere le iniziative che vengono prese a livello locale, far sapere se ci sono nuovi tavoli per firmare, con il luogo esatto e gli orari.

Ricapitoliamo comunque i quesiti proposti: divorzio breve; responsabilità civile dei magistrati; separazione delle carriere dei magistrati; droghe: niente carcere per fatti di lieve entità; ergastolo; lavoro e immigrazione; magistrati fuori ruolo; abolizione finanziamento pubblico partiti; 8 x mille; custodia cautelare.

Firmare, firmare, firmare.

Carlo Correr

I 12 QUESITI REFERENDARI

  • Divorzio breve   Per eliminare l’inutile obbligo di tre anni di separazione ­­prima di poter chiedere il divorzio.
  • Responsabilità civile dei magistrati*  – Perché i cittadini possano ottenere dal magistrato, e in tempi rapidi, il giusto risarcimento dei danni a seguito di irregolarità e ingiustizie da loro subite.
  • Separazione delle carriere dei magistrati – Per ottenere la garanzia di essere giudicati da un giudice terzo obiettivo ed imparziale che abbia una carriera diversa da quella del Pubblico ministero che accusa.
  • Abolizione Finanziamento pubblico partiti – Per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e la truffa dei rimborsi elettorali.
  • 8xmille – Per lasciare allo Stato le quote di chi non esprime una scelta.
  • Custodia cautelare – Per limitare il carcere preventivo, cioé prima della sentenza di condanna, ai soli reati gravi.
  • Droghe: niente carcere per fatti di lieve entità – Per eliminare quelle norme che riempiono inutilmente le carceri e paralizzano la giustizia.
  • Ergastolo  –  Per abolire il carcere a vita ed ottenere una pena detentiva che abbia la finalità di rieducare il condannato.
  • Lavoro e immigrazione*   Per abrogare quelle norme discriminatorie che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare degli stranieri.
  • Magistrati fuori ruolo – Per far rientrare nei Tribunali le centinaia di magistrati attualmente dislocati ai vertici della pubblica amministrazione per smaltire l’enorme debito giudiziario.

(* due quesiti)

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