mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

“MiraMe”, approda a Roma l’arte di Silvia Dayan
Pubblicato il 31-10-2013


Silvia Dayan-MiraMe-MarguttaDopo aver esposto in varie città del mondo torna a Roma l’arte di Silvia Dayan, argentina, di origine ebraica, cittadina del mondo e naturalizzata italiana. “MiraMe” è il titolo della mostra che da questa sera fino al 7 dicembre sarà allestita presso i suggestivi spazi del RistorArt “Il Margutta”, regno indiscusso di Tina Vannini. Ventisette le opere di Dayan, selezionate dalla curatrice Francesca Barbi Marinetti, autrice del testo critico. L’evento artistico rappresenta anche un’occasione che lega l’arte contemporanea alle inclinazioni di volontariato, grazie alla presenza della “Mo.d.a.v.i.” onlus. Al vernissage di questa, tra gli altri, parteciperanno il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici, legato all’artista da un rapporto di reciproca stima e affetto, e la giornalista Rossana Cancellieri che da anni segue e promuove l’arte di Dayan.

DAYAN: MIRA ME, MA CON ATTENZIONE – Sulla scelta del titolo “MiraMe”, “guardami”, l’artista ha spiegato che lo scopo è quello di invitare chi osserva a farlo prestando attenzione, mentre sul richiamo iconografico di volti e figure femminili Dayan ha confidato che dentro di lei «vive una donna che ama l’uomo in tutta la sua grandezza, che dialoga con lui. Un lui rappresentato da mio padre, dai miei figli, per esempio». «Nei miei dipinti nell’ombra – ha proseguito l’artista – c’è sempre l’uomo. La donna con l’ombra dell’uomo finisce la linea. L’uomo sta sempre dietro, a sostenere la donna».

PACIFICI: DAYAN ESPRIME LE SUE EMOZIONI CON LE IMMAGINIAl vernissage d’inaugurazione parteciperà Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana, nonchè amico di Dayan: «La conosco da tanti anni, una mamma e una donna affettuosa, legata alle nostre tradizioni» ha dichiarato Pacifici. «Secondo me l’arte deve essere uno strumento per professare l’essere cittadini del mondo non solo a parole. Ma anche per mezzo dell’azione pratica. E Dayan riesce ad esprimere le sue emozioni attraverso le immagini che dipinge» ha aggiunto.

IL CONNUBIO ARTE E SOLIDARIETÁ – Levento espositivo di Dayan incontra anche lo spirito solidale di Mo.d.a.v.i. onlus (Movimento delle associazioni di volontariato italiano), associazione di promozione sociale costituitasi nel 1996. Tra le numerose iniziative all’estero, la Ong gestisce un centro di aggregazione per ragazzi di strada e ragazze madri “Campana de Palo”, situato nella periferia di Buenos Aires, città natale di Dayan, impartendo lezioni di igiene e di educazione sessuale. L’artista devolverà parte del ricavato a sostegno del progetto.

Silvia Sequi

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