giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Al teatro Vascello il Festival Internazionale del Cinema Sordo
Pubblicato il 29-11-2013


Cinedeaf-VascelloUna tre giorni di proiezioni, workshop ed eventi speciali. Questi gli ingredienti della seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema Sordo, Cinedeaf che oggi apre i battenti al Teatro Vascello di Roma. La kermesse ha come obiettivo quello di diffondere la conoscenza della cultura sorda, di sensibilizzare il pubblico al tema al fine di favorirne l’integrazione e rendere possibili pari opportunità ai sordi, sia in termini di vita sociale, civile che di espressione. Tutto attraverso il fenomeno cosiddetto del “Deaf Cinema” ovvero il “Cinema Sordo” in cui attori, registi, sceneggiatori e produttori sordi realizzano un cinema visivo che utilizza il linguaggio dei segni. Un’occasione per apprendere la forte espressività dei sordi che si esprime solo con un gesto o uno sguardo, senza usare parole. La manifestazione diventa un luogo di incontro tra sordi e udenti, non solo in qualità di spettatori, ma anche quali protagonisti diretti. Per un migliore scambio e una maggiore comprensione si ricorre all’uso di sottotitoli in italiano e in inglese.

L’evento è promosso dall’Istituto Statale per Sordi di Roma, la prima scuola pubblica per sordi (con soli 8 alunni) in Italia risalente al 1700, grazie all’opera di Padre Tommaso Silvestri. Metaforicamente e simbolicamente si uscirà dalle mura dell’edificio, dalle pareti circoscritte di un luogo sicuro, lontano dai preconcetti e dalle preclusioni, per abbattere le barriere culturali e mentali e ogni forma di restrizione per sfociare al teatro Vascello di Roma, una nave per solcare nuovi mari, nuove possibilità. Per diventare un esempio per tutti, come fece il pittore sordo Granville Richard Redmond (1871-1935) che ispirò Charlie Chaplin.

Qui la presenza della telecamera testimonierà il diritto al diritto costituzionale della persona sorda ad avere accesso alla cultura come sancito dalla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”. Centrale, pertanto, il coinvolgimento di giovani studenti di scuole medie e superiori (con un apposito concorso dedicato loro). Un insegnamento di valori in cui crescere e da diffondere, un universo di possibilità che si apre loro. Non ultimo l’esempio di credere nelle proprie potenzialità, nonostante gli ostacoli e le difficoltà che si possano incontrare o che si debbano fronteggiare per realizzare i propri desideri. Poiché il cinema è un mezzo per descrivere una realtà esistente e, al tempo stesso, sognare un mondo migliore, diverso, dove tutti possano avere pari opportunità e diritti, in cui il diverso sia visto come una risorsa e un arricchimento e non un limite, da discriminare e da emarginare, ma da integrare.

Barbara Conti

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