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Opinioni e commenti
 

Alfano, finalmente la legge sugli stadi e basta biglietti nominativi
Pubblicato il 19-11-2013


Stadio-biglietto nominativoLa Gazzetta ha pubblicato importanti dichiarazioni del ministro dell’Interno Alfano, impegnato a costruire la sua nuova forza politica, ma anche a riformare le norme per la costruzione di nuovi impianti sportivi e a rivedere le norme che regolano l’accesso degli spettatori negli stadi. Si tratta di due questioni che ho personalmente seguito nella legislatura 2006-2008. Sono stato il primo presentatore di una proposta di legge sugli stadi e ho seguito l’iter di approvazione del decreto Amato del 2006, che seguiva il tragico incidente di Raciti a Catania, e che obbligava gli stadi a dotarsi di tornelli, steward e biglietti nominativi. Per quanto riguarda l’edificazione di nuovi stadi e palazzi dello sport, che anche la mia legge includeva, Alfano ha parlato di Natale come scadenza, e sembra un po’ troppo ottimista visto che a Natale manca solo un mese e per sette anni la legge non ha trovato sbocco.

Si tratta, in fondo, di accelerare le pratiche amministrative per l’approvazione dei progetti, questo è il punto di fondo, perché, come i casi di Reggio Emilia, di Torino e di Udine segnalano, gli stadi nuovi si possono costruire anche senza la nuova legge. L’altra questione è relativa alle normative per l’afflusso del pubblico negli stadi di calcio. Oggi è il momento di fare un bilancio di normative che hanno contributo a svuotare gli stadi non dalle persone violente, ma dai semplici sportivi e dalle famiglie e che non esistono in nessun paese d’Europa.

I biglietti nominativi impediscono di recarsi allo stadio all’ultimo momento, senza impedire ai violenti di poterlo fare. Il contrario di quel che si voleva. Alfano propone una diversa possibilità, l’utilizzazione cioè della nuova tecnologia elettronica. Si potrebbero anche usare distributori automatici dislocati nei pressi degli stadi dove ogni sportivo potrebbe inserire il bancomat o la carta di credito e farsi da solo il biglietto nominativo in pochi secondi, eliminando così anche le biglietterie. Occorre anche chiarire la funzione degli steward.

Gli steward non stanno dove dovrebbero, e cioè nelle curve del tifo organizzato, dove nessuno sta al suo posto, vanificando così anche le potenzialità dei biglietti nominativi, che servono paradossalmente solo nei settori dove non succede mai nulla. E dove evidentemente a poco serve anche la videosorveglianza obbligatoria, visto che sembra impossibile anche individuare coloro che intonano cori razzisti e si puniscono interi settori. Dunque aspettiamo novità. logiche, celeri, produttive. E siamo certi che Alfano e Delrio, che conosco bene e che stimo, le procureranno in tempi brevi.

Mauro Del Bue

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Commenti all'articolo
  1. Gli stadi che si ripopolano con le famiglie emarginando i violenti e gli squilibrati sono un segno di civiltà. La cultura sportiva, soprattutto quella partecipata e dello spettacolo dal vivo, è fattore di benessere e di felicità sociale. E’ antitetica alla “guerra per bande” che pervade, purtroppo, anche la politica.

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