lunedì, 21 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Alluvioni e morti. Tanta pioggia
ma anche tanta disorganizzazione
Pubblicato il 20-11-2013


ALLUVIONE-SardegnaSu quanto è successo in Sardegna tra lunedì e martedì, su questa tragedia che ha fatto 16 morti e migliaia di sfollati, circolano anche molte inesattezze, in particolare sulla questione delllo stato di allerta,  se sia stato diramato o no per tempo.  Per capire a fondo le cause di questa tragedia, porto un esempio concreto, quello del mio comune, Villasor, in provincia di Cagliari.   Sono parecchie le inesattezze che qualcuno dovrà spiegare in merito ai tempi dell’allarme e ci sono da precisare alcune cose che di fatto non possono esser smentite né dalla Protezione civile regionale, né da quella nazionale nella persona di Gabrielli e ancora meno dai Sindaci tutti senza esclusione alcuna.

Prendo ad esempio l’avviso di allerta pubblicato nel sito ufficiale del mio comune, Villasor; riporto qui sul link il primo avviso dall’allerta diramato dall’ufficio regionale tramite fax ai comuni, protocollato il 18 novembre 2013 con n. di protocollo 11001 ciò significa che il fax all’ufficio tecnico del comune e ai vigili urbani è arrivato nella giornata di sabato o al massimo in quella di domenica.

Alle ore 11 di lunedì mattina, visti gli episodi passati, il sindaco di Villasor con un’ordinanza urgente fa evacuare le scuole il cui complesso sorge a ridosso del Rio Malu (a circa 400 metri dal letto del fiume). Alle ore 12 sono partite le prime telefonate dalla scuola alle famiglie per andare a prendere bambini e ragazzi. Un secondo allarme è stato diramato nella serata del 19 novembre 2013 come da nota regionale trasmessa, sempre via fax al comune di Villasor.

Allora, qualcuno deve pur far chiarezza sul perché agli avvisi di allerta non sono poi seguite le apposite misure di sicurezza, anche minime. La prima cosa da segnalare è che i comuni nei giorni di sabato e domenica sono chiusi. Nelle città, forse, sono in servizio i vigili urbani, ma in comuni come il mio, per esempio, i vigili urbani sono reperibili fino al venerdi sera alle 18 presso gli uffici, nei giorni di sabato e domenica sono reperibili, a turno, a casa. Quindi nessuno avrebbe avuto modo di leggere il fax della protezione civile. Ne deriva che non esiste modo, non esistendo un apposito ufficio di emergenza aperto, di predisporre i soccorsi per tempo.

Nel caso di Villasor, per esempio, il Comune dopo i due precedenti del 2008 e del 2010, ha provveduto a mettere in sicurezza l’argine del Rio Malu a ridosso delle scuole ma, supponiamo, anche solo per un attimo che ciò non fosse avvenuto, cosa sarebbe successo nel caso fosse straripato il Rio Malu dopo che i bambini erano già entrati a scuola? Fare uno più non è difficile; dà sempre due. A nulla sarebbe valsa l’ordinanza, giustamente emessa dal sindaco.

Ecco, la stessa cosa è avvenuta negli altri comuni interessati dall’alluvione. Non esiste, se non in pochi comuni, un piano di protezione civile e le stesse scuole non sono preparate a gestire l’emergenza evacuazione, lo dimostra anche il fatto che le stesse insegnanti lunedì mattina a scuola erano talmente spaventate che la loro tensione si è trasmessa anche ai ragazzi e ai bambini, al punto che tanti genitori hanno ritirato i propri figli in lacrime dalle classi.

Nelle scuole non esiste un piano di primo soccorso e quando capitano gravi infortuni, è spesso necessario attendere l’arrivo dei soccorsi delle ambulanze di base. Occorre intervenire anche su queste cose che volenti o nolenti rientrano anche nella questione emergenza alluvione. Nascondere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi è facile, sono le conseguenze postume che lasciano rabbia e sgomento.

Antonella  Soddu

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. La questione sollevata è molto importante. Da una breve indagine risulta però che il centro regionale della Protezione civile (in questo caso della Sardegna), provvede a inoltrare gli allarmi non solo via fax, ma anche via email e via SMS ai recapiti che devono essere obbligatoriamente indicati dai singoli comuni. C’è quindi forse un problema che riguarda il comune di Villasor se ha ricevuto solo le comunicazioni via fax.
    La redazione

  2. il problema non è se siano stati inviati o meno anche gli sms, è ben altro che si deve accertare. Prima cosa fra tutte quella relativa all’esistenza di dovuti piani di sicurezza e pronto intervento. Uno dei pochi comuni in Sardegna ad esserne dotato è il comune di Laconi che è riuscito, quest’estate colpito da un vasto incendio, ad avviare subito la macchina dei soccorsi.

Lascia un commento