mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Avvisi di garanzia e avvisi di Renzi
Pubblicato il 23-11-2013


Anche noi siamo convinti, come Matteo Renzi, che un avviso di garanzia non sia una condanna, anche se abbiamo subito sulla nostra pelle ben diversa convinzione. Giusto dunque che il vice ministro De Luca non si dimetta perché indagato. Le condanne sono tali solo dopo la terza sentenza. Non riesco tuttavia a comprendere per quale motivo Renzi chieda le dimissioni del ministro Cancellieri che non solo non è stato condannato, ma non risulta neppure indagato. Il futuro segretario del Pd sostiene che il motivo della richiesta decadenza siano alcune frasi pronunciate per telefono dal nostro ministro della Giustizia a qualche Ligresti. Tipo quel “non è giusto” riferito all’arresto di gran parte della famiglia, una frase neppure pronunciata pubblicamente, ma solo telefonicamente, che risulta più grave di un’indagine giudiziaria. È un fatto nuovo, questo. E anche piuttosto singolare. Non vorrei che Renzi usasse due pesi e due misure a seconda chi lo sostiene e chi no. In questo caso avremmo gli avvisi di garanzia e gli avvisi renziani. Questi ultimi assai più gravi e perniciosi.

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Commenti all'articolo
  1. Due pesi e due misure molto preoccupanti. Renzi alterna cose giuste, come la riforma della giustizia, numero dei parlamentari e retribuzioni, cambio della legge elettorale, (quale poi?), ad altre francamente deludenti e populiste (come sulle pensioni di reversibilità e non su quelle d’ oro, o sul finanziamento pubblico ai partiti). Vorrei sapere poi sull’ evasione fiscale (180 miliardi l’ anno) cosa propone. Caro direttore cosa dobbiamo augurarci dalle prossime primarie del Pd e poi da quelle per le elezioni? Saluti socialisti!

  2. Renzi, figlio dell’epoca berlusconiana, una grande incognita; la sinistra riformista e socialdemocratica si meriterebbe ben altri leader.
    Intanto ti invio qui il comunicato finale dei nostri congressi lombardi perchè non sono riuscito ad inviarlo in altro luogo del giornale, un caro saluto, Enzo

    NENCINI VINCE ANCHE IN LOMBARDIA

    Si è conclusa la fase congressuale lombarda del PSI in preparazione del Congresso Nazionale che si terrà a Venezia alla fine mese.
    La mozione che fa capo al segretario nazionale Riccardo Nencini ha raccolto il 60% dei consensi, quella sottoscritta da Sollazzo e Biscardini il 34% e quella di Franco Bartolomei il 6%.
    Il segretario regionale lombardo del PSI Santo Consonni, soddisfatto della partecipazione alle Assemblee congressuali, commentando l’affermazione della mozione Nencini ha tra l’altro detto:
    “Con questa affermazione si rafforza la volontà del PSI di intraprendere anche in Italia un percorso unitario di tutte le forze della sinistra democratica che si riconoscono nei valori e nelle proposte della grande famiglia del socialismo democratico europeo, unica in grado di far uscire i popoli europei dalla crisi e di rafforzare i principi democratici pericolosamente minacciati da una destra populista e da movimenti reazionari e qualunquistici”

  3. Renzi è la risultante del compromesso storico un misto di balena bianca con la furbizia e la spregiudicatezza degli ex comunisti. Su certi atteggiamenti mi ricorda tanto il Berlusconi della prima ora, mi auguro tanto di sbagliarmi però…………

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