domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Benvenuti a Venezia
Pubblicato il 29-11-2013


Venezia ospita il congresso nazionale del PSI. La città lagunare è sede per la seconda volta di un congresso socialista. La prima fu nel febbraio del 1957 e quel congresso passerà alla storia come quello dell’autonomia socialista. Pietro Nenni, a partire dall’anno prima, un anno speciale che si era aperto con le denunce dei crimini di Stalin avvenuta al congresso del Pcus da parte di Nikita Kruscev e si era chiuso con la tragica repressione sovietica in Ungheria, aveva impresso una svolta profonda nella politica del Psi. Nenni aveva sottolineato, nel suo saggio su Mondoperaio, che le critiche di Kruscev non potevano riguardare solo l’uomo, ma il sistema sovietico e nei confronti della invasione dell’Ungheria il leader socialista non esitò a schierarsi dalla parte degli oppressi, mentre Togliatti e il Pci furono dalla parte degli oppressori. Il congresso di Venezia si aprì in una situazione di grande attenzione, di sfibrante attesa, ma anche di acuta tensione interna. Non tutti i socialisti avevano accettato la svolta e in particolare quel tentativo di riunire i socialisti che Nenni e Saragat avevano avviato con l’incontro di Pralognan dell’estate. Alla fine Nenni vinse sulla politica, ma fu sconfitto sui numeri. La tesi era una sola e il voto segreto per l’elezione del Comitato centrale fini per premiare gli uomini del vecchio apparato morandiano e per mettere gli autonomisti in minoranza. Con le evidenti differenza tra quel congresso e quel partito e quelli di oggi, quel caso non si ripeterà. Nel nostro piccolo PSI si è tenuto un congresso a tre mozioni e una, la numero uno, ha ottenuto una netta supremazia. Nencini verrà dunque rieletto segretario. E non ci saranno sorprese. Tuttavia da Venezia partirà un nuovo segnale di vita del PSI. Quello slogan, “Essere”, che campeggerà dal palco segnala una scelta chiara. Il Psi esiste e vuole continuare ad esistere con la sua autonomia anche a prescindere dell’adesione del Pd e di Sel al socialismo europeo. Ha molte cose originali da dire e le esporrà con chiarezza dalla tribuna della sala veneziana. Lo farà senza cadere in acqua dove dicono che finì per distrazione, nel febbraio del 1957, forse perché scioccato dalla svolta autonomista, un dirigente socialista. E pare non ci fosse l’acqua alta…

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