venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Dati discordanti: siamo alla guerra del Pil
Pubblicato il 03-11-2013


SACCOMANNI-Istat-Pil

I conti non tornano mai. Soprattutto quando si guarda il mondo da due prospettive diverse. È il caso del ministro dell’Economia Saccomanni e dell’Istat: se per il titolare del dicastero di via XX Settembre, infatti, l’anno prossimo la crescita del Pil italiano sarà dell’1,1 per cento, per l’Istituto di Statistica le previsioni vanno aggiustate, ma al ribasso. Un misero 0,7 per cento, ben 0,4 punti di differenza che, in tempi di crisi globale, non sono cosa di poco conto visto che rappresentano proprio la velocità della “locomotrice” tedesca per il 2013.

Il commento sulla discrepanza del ministro  arriva da Oltremanica, da Londra, dove Saccomanni ha detto che le stime tra Istat e Tesoro differiscono perché il primo non tiene conto delle «riforme strutturali intraprese e delle misure per il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione che sta procedendo molto bene. Non so in che misura l’Istat tiene conto anche di questi fattori», ha aggiunto il ministro.

Una posizione condivisa da Nicola Scalzini, economista e già due volte sottosegretario, che all’Avanti! ha detto che «il problema della discrepanza non è cosa grave. Semplicemente», ricorda Scalzini «da un lato, il governo è più ottimista, dall’altro, l’Istat non crede alle politiche di rilancio e fa una previsione più asettica. L’esecutivo confida di più nelle iniziative che dovranno essere messe in piedi che non si esauriscono nella legge finanziaria, ma prevedono una serie di misure tra le quali i tagli sulle province, la vendita dei beni patrimoniali e delle partecipazioni».

Scalzini prosegue affermando che «il vero problema risiede semmai nell’instabilità politica che rappresenta davvero uno scandalo che è sotto gli occhi di tutti e che l’Europa osserva preoccupata». Il riferimento è alle lunghe critiche all’operato del governo lanciate del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. «Le dichiarazioni di Brunetta sono illuminanti in questo senso: del resto lo stesso lo stesso capogruppo alla Camera del Pdl ha più volte annunciato crisi mai arrivate, ora in merito alla questione Imu, ora in merito all’Iva, ora in merito all’elezione della Bindi alla presidenza della Commissione Antimafia. È diventato un po’ patetico e credo che i suoi interventi effimeri non siano da prendere in considerazione».

Stesso discorso vale per la Lega che ha attaccato duramente il governo: «Anche la Lega che torna alla carica, dobbiamo ricordarlo, è stata continuamente smentita dalla realtà». Secondo Scalzini è l’intera metodologia d’azione politica del Pdl a non favorire la messa in atto di misure idonee a favorire la ripresa, in particolare in riferimento alla campagna sulla tassazione della casa. «Quello che il Pdl ha fatto sull’Imu e la prima casa è qualcosa di inconcepibile e di inspiegabile perché si vuole fare davvero propaganda a discapito di tutto. È assurdo che, data l’anomalia che abbiamo in Italia riguardo la tassazione sull’occupazione e la produzione, si scelga di alleggerire la tassazione sulla casa che rappresentava poca cosa. Consideriamo che circa un terzo non pagavano l’Imu mentre gli altri pagavano quattro soldi: il carico medio era di 200 auro l’anno, un minimo di riequilibrio visto che sicuramente i proprietari di casa hanno una maggiore capacità contributiva di un lavoratore che deve pagare l’affitto». Insomma, per tenere in piedi la larga coalizione voluta principalmente dal Colle per affrontare la grave crisi che attraversa il Paese «il governo ha dovuto subire il ricatto e, la cosa più assurda è che a imporre questa follia sono state forze che si richiamano al liberalismo e, invece, scelgono di tassare la produttività esentando la tassazione sulla proprietà. È il colmo». E, forse, non l’ultimo capitolo di una brutta storia.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento