domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Che sorpresa. Il voto contro un ministro è voto contro il governo….
Pubblicato il 20-11-2013


Non ci voleva mica un genio per capire l’elementare questione. Da che mondo è mondo se un partito di maggioranza sfiducia un ministro, per di più disponendo del presidente del Consiglio, si apre una crisi di governo. È semplice e Letta questo ha detto, scoprendo l’uovo di Colombo che d’ora in avanti sarà l’uovo di Letta, nel corso della riunione congiunta dei gruppi parlamentari del Pd. A fronte di quello che potremmo definire anche il sillogismo di Letta, e cioè, “io sono presidente del Consiglio, volete sfiduciare un mio ministro, allora sfiduciate me”, ci sono state reazioni addirittura sorprese di deputati e senatori che non l’avevano proprio previsto. E ragionavano come se al congresso del Pd tutto fosse consentito, anche di eliminare un ministro votando una mozione di sfiducia, ma senza intaccare il governo. Che sarebbe come votare contro l’elezione di un presidente della Repubblica dopo averlo designato. Oddio, che dico.. Un corso di regole della democrazia potrebbe anche essere istituito per i tre moschettieri che si sfidano ormai su tutto, mentre D’Alema soffia sul fuoco, tra Virna Lisi e la sua dichiarazione sull’ignoranza renziana. Adesso tutto è più chiaro. Pensate: i partiti di maggioranza voteranno contro la mozione sulla sfiducia presentata da un gruppo di minoranza contro un ministro della maggioranza. É stato semplice arrivare a questa complicata decisione? Tutt’altro. Sembra di essere su Marte.

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Commenti all'articolo
  1. Non ci voleva neppure un genio per capire che a Letta sarebbe convenuto rinunciare alla sua strenua difesa della Cancellieri, ministro dato già per dimissionario dal Financial Times giorni fa (questo, per dire quanto poco all’estero condividano il nostro “garantismo” esasperato), che rimane tuttora nell’occhio del ciclone dello scandalo Ligresti.

    Il punto della questione non era il voto del Pd alla mozione del M5S, ma la proposta di una mozione di sfiducia individuale presentata dallo stesso Pd.

    L’iniziativa di sfiducia individuale verso la Cancellieri da parte del Pd era un mezzo per esercitare pressione su Letta (perchè le chiedesse) e sullo stesso ministro, affinchè rassegnasse spontaneamente le dimissioni.

    Il Presidente del Consiglio ha preferito tirare dritto, di fatto “commissariando” il suo partito senza neppure permettere un minimo di dibatttito: anche per lui, un corso di democrazia non guasterebbe

  2. Restano due questioni. Una attinente le responsabilità della Cancellieri che non vedo, l’altra sulla eventuale mozione di sfiducia contro un ministro di un governo di cui il proponente fa parte e del quale ha assunto la guida. Questo è politicamente inammissibile. E mai avvenuto se non per decretare la rottura della maggioranza. Chiaro?

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