mercoledì, 16 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Chi paga la cancellazione dell’IMU?
Pubblicato il 08-11-2013


IMU cancellazione

È alto il prezzo delle larghe intese. Alto quanto il prezzo di misure adottate per pressioni politiche, da un lato, e per propaganda elettorale dall’altro. Alla fine, l’infinita battaglia sull’Imu si conclude con il più classico “questa tassa non s’addà pagare”. Per il presidente del Consiglio Enrico Letta «la cancellazione dell’Imu per il 2013 è una decisione già presa e non si torna indietro». Storia chiusa. Rimane aperto, però, l’interrogativo su dove si andranno a recuperare i due miliardi che l’abolizione della tassa lascia scoperti. «Quando si chiede di non fare qualcosa, in realtà, si chiede solo di fare altro», dice all’Avanti! il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Cosa si chiede esattamente di fare allora? E chi lo chiede ?

Chiarificatore l’intervento del capogruppo alla Camera Marco Di Lello che parla di «coperta corta» che «costringe questo governo, per sopravvivere, a cedere ancora una volta alle promesse elettorali del PdL». Un prezzo davvero alto per Di Lello perché «far crescere l’Irep e l’Ires alle imprese per eliminare la seconda rata dell’Imu è pericoloso e ingiusto», tanto più che rimangono fuori non solo le prime case, ma anche «gli immobili di pregio». Insomma, una richiesta in pieno stile PdL che, durante i governi Berlusconi, ha ampiamente dimostrato come dietro le sbandierate riduzioni di tasse si celava, in realtà, un aumento della pressione fiscale maggiore di qualunque esecutivo della storia repubblicana.

L’esponente socialista, infatti, continua facendo notare che «se da una parte si alleggerisce il carico fiscale sulle famiglie, dall’altra si aggrava quello del sistema produttivo». Un pericoloso circolo vizioso. Lo stesso segretario Cisl ribadisce che «c’è un potere molto forte esercitato dal “partito della spesa” incarnato da un’alleanza fortissima tra ambienti politici trasversali ed economici che usano a loro vantaggio i soldi destinati alla Sanità e agli Enti Locali. Tanto è vero – sottolinea – che ogni volta che in Parlamento si cerca di affrontare questi nodi, alla fine il dibattito sia arena sempre».

 Lo stesso Letta ha ammesso che «trovare le coperture non sarà facile» come, del resto, aveva già anticipato il ministro Saccomanni da Londra. Da che lato tirarla, dunque, questa coperta? Per Marco Di Lello «piuttosto si dovrebbero cercare i soldi nel settore del gioco d’azzardo telematico, nella sale bingo e nelle slot machine che fattura molte decine di miliardi l’anno, ma paga solo percentuali irrisorie di tasse» (0,46%). Per il capogruppo del Psi «l’aumento avrebbe una doppia giustificazione, morale oltre che economica, perché aiuterebbe a ridurre il fenomeno delle ludopatie, la cui lotta costa il doppio delle entrate».

Promesse, ipotesi, ma comunque fino a oggi i soldi per corpire la cancellazione della seconda rata dell’Imu, ancora non sono stati trovati.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Ho alcune forti perplessità sul punto del Gioco d’Azzardo.
    Ovvero, se prendiamo la cosa a sè “asetticamente” è certamente vero che non si capisce il livello così basso di tassazione. Se la vediamo un pò più dal punto di vista morale, allora mi domando: ” se il gioco d’azzardo può diventare una patologia cronica devastante, cioè una droga che dà tossicodipendenza forte, perchè allora non “legalizzare”, e tassare, anche tutte le altre droghe in circolazione?
    Lo dico perchè mi sembrerebbe opportuno un pò più di equilibrio nell’affrontare in modo esclusivamente “materiale” l’argomento.

Lascia un commento