sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Cile, la “seconda volta”
della socialista Michelle alla Moneda
Pubblicato il 15-11-2013


CILE-elezioni La “seconda volta” di Michelle al palazzo della Moneda passa per il ballottaggio. La data è fissata per il 15 dicembre, giorno in cui la candidate socialista alla presidenza del Cile, data per favorita, concorrerà per  il secondo con la sua avversaria del centro-destra, Evelyn Matthei: dopo il primo scrutinio definitivo dei seggi, Bachelet aveva ottenuto il 46,73% delle preferenze contro il 25% di Matthei.

Un passaggio storico per il Chile che ha visto votare 13,5 milioni di persone, per la prima volta, non per dovere – il voto era obbligatorio fino alle scorse elezioni-, ma nell’esercizio di un diritto: i cittadini erano chiamati a scegliere il nuovo Presidente e a rinnovare l’intera Camera dei Deputati e la metà del Senato nazionale.

E mentre per la Bachelet, dopo l’esperienza a New York come direttrice dell’OnuDonne, si tratta della seconda volta, nel prossimo Parlamento saranno tanti i giovani leader a debuttare, una generazione politica “figlia” delle proteste studentesche che hanno interessato il Paese andino negli ultimi due anni. Fra questi la più nota è Camila Vallejo, “pasionaria” di soli 25 anni. La Vallejo, ex presidente della Federazione Studentesca (Fech) diventata famosa per il suo ruolo nelle mobilitazioni e candidata alla Camera dalla Gioventù Comunista, appoggia la presidente socialista Bachelet, alla quale prima si opponeva: una decisione che la leader comunista ha definito “molto difficile”.Con Camila Vallejo ci sarà Karol Cariola, 26 anni anche lei ex presidente della Fech e candidata comunista, che dopo il voto ha dichiarato: “le elezioni politiche di domenica segnano una tappa di ricambio generazionale perché dopo 20 anni di democrazia ai giovani non è stata data una opportunità di leadership”. “Eppure – continua Cariola – siamo stati protagonisti nel promuovere i profondi cambiamenti che sono necessari per l’educazione, ma anche per sanità, diritti del lavoro e pensioni e abbiamo generato un sollevamento che ha segnato un’apertura di coscienza nel nostro Paese”.

Oltre a Vallejo e Cariola sono candidati anche Giorgio Jackson (26 anni), leader di Rivoluzione Democratica -partito da lui stesso fondato – che non ha dato indicazioni di voto per le presidenziali e Francisco Figuereo (26 anni) della Sinistra Autonoma, movimento giovanile marxista indipendente dal Partito Comunista cileno.

La super favorita per la corsa alle presidenza rimane Michelle Bachelet. Per la prima volta dal ritorno alla democrazia, alla “Concertaciòn” – alleanza di centro sinistra che comprende socialisti, democristiani e forze minori – si sono affiancati i comunisti e altri gruppi a sinistra del partito socialista cileno, che hanno costituito uno schieramento più vasto il cui nome appare già un programma: Nueva Mayoria (Nuova Maggioranza).

Al termine della giornata elettorale, che si è svolta senza incidenti particolari, tranne un gruppo di liceali che hanno occupato senza violenza il quartier generale di Bachelet per criticare il fatto che i comunisti appoggino la candidata socialista, si chiude il primo turno delle presidenziali.

Sara Pasquot

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