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Opinioni e commenti
 

Civati e bistrattati
Pubblicato il 20-11-2013


Ma si dai, ancora una volta è lui il più deluso. Pensava davvero di presentare una mozione contro la Cancellieri e che gliela lasciassero fare. Oltretutto aveva avuto un sì da Renzi e un mezzo sì anche da Cuperlo. Civati è giovane e intelligente, ma non avvezzo alle logiche della democrazia. Lui sta in un partito che sta in un governo che lui non voleva. E si sente all’opposizione. Crede davvero che il Pd sia un partito anarchico dove ognuno può fare quel che vuole. Col precedente del voto sul presidente della Repubblica non ha tutti i torti. Quando Letta gli ha fatto presente il suo sillogismo (io sono presidente del Consiglio, la Cancellieri è un mio ministro, chi vota contro la Cancellieri vota contro di me) si è davvero stupito. E pare abbia confessato con gli occhi fuori dalla testa: “Ma sono finito in un partito normale?”. Ha osservato Scalfarotto e si è subito tranquillizzato…

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Commenti all'articolo
  1. il sillogismo di Letta è sbagliato.
    Il destino di un governo non è indissolubilmente legato a quello di ciascun suo ministro: altrimenti, Letta sarebbe già andato a casa insieme alla Idem, per esempio….

    La Costituzione (art. 95) prevede la possibilità della sfiducia individuale proprio per questo: se un ministro sbaglia e il Presidente del Consiglio non riesce ad indurlo alle dimissioni, la maggioranza che sostiene il governo può “dimissionarlo” con questo strumento.

    Sarebbe stata cosa buona e giusta se Letta avesse chiesto le dimissioni alla Cancellieri, ministro pesantemente delegittimato dal suo coinvolgimento nella vicenda Ligresti; in mancanza della sua iniziativa, sarebbe stato giusto che fosse il Pd a rimuoverla (il Pd era in grado di farlo da solo, dato che alla Camera ha una maggioranza autonoma).

    Le logiche che sono entrate in gioco in questo caso non sono dunque quelle della democrazia, che Civati conosce perfettamente; sono state, anzi, logiche extra-democratiche (come l’assunzione della sfiducia alla Cancellieri su di sè da parte di Letta).
    Il Pd non è un partito anarchico, ma non può essere neppure un partito commissariato dalla Presidenza del Consiglio.
    L’iniziativa di Civati è stata perfettamente legittima e portata avanti nella sede corretta (il gruppo parlamentare), ma purtroppo è fallita: il Pd ha preferito “appiattirsi” sul governo.
    E le conseguenze negative di questa ennesima scelta autolesionista si misureranno a breve, nella scarsa partecipazione alle primarie

  2. Scusi, ma un conto sono le regole istituzionali che regolano il funzionamento di un governo, altro la logica della democrazia. Un conto sono le dimissioni della Idem, volontarie, ben altro sarebbe stata la decadenza della Cancelleri decretata da una mozione di sfiducia di un partito della maggioranza. Cosa che nella democrazia italiana non è mai avvenuta.

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