martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Con la Cancellieri
Pubblicato il 05-11-2013


Il ministro ha spiegato con minuzia di particolari la sua posizione sul caso Ligresti. Lo ha fatto con convinzione e commozione. Lo ha fatto chiarendo. Senza titubanze e scuse. Ha più volte citato il procuratore di Torino Caselli che ha voluto precisare che la pratica di scarcerazione della Ligresti ha fatto il suo corso, senza alcun condizionamento da parte del ministro. Caselli ha testualmente definito “arbitraria e destituita di fondamento l’idea che la concessione degli arresti domiciliari sia avvenuta in base a circostanze esterne”. Il ministro ha voluto ricordare i cento casi dei quali si è personalmente interessata, e soprattutto ha sottolineato la gravità del tema delle carceri, i troppo numerosi suicidi che si verificano, la percentuale superiore al 25 per cento dei detenuti in attesa di giudizio. Vale per lei il commovente e convincente articolo di don Gino Rigoldi apparso stamane su “Il Corriere della Sera”.

“O tutto o niente”: questo sembra essere diventato il principio di coloro che si sono impegnati a giudicare la frase pronunciata dal ministro Cancellieri. Ha aiutato una persona? Non basta. Ne ha aiutate cento? Non basta. Ha segnalato mille casi? Non basta, non basta. Deve interessarsi di tutti. Non ce la fa e allora è meglio non occuparsi di nessuno”. Don Rigoldi, che al reinserimento dei carcerati ha dedicato la vita, insiste: “Il ministro si è interessato a una donna ricca. E i ricchi per definizione non soffrono, e non possono avere amicizie. Ma c’è di più, di più, persino il figlio del ministro è ricco, ha guadagnato milioni di euro…. Io non riesco ad accodarmi a questa orgia dell’invidia, a questa esaltazione della maldicenza”. Neanche io. Anzi ritengo che la Cancellieri abbia fatto male a pentirsi di aver fatto prevalere il sentimento al distacco, durante la telefonata intercettata. Coloro che non sanno avere pietà e non si commuovono, coloro che non si muovono per un amico, per un conoscente, per il più ignoto dei carcerati, perché sanno di non poterlo fare per tutti, coloro che non sentono il grido di dolore di coloro che soffrono, come questi giovanotti dei Cinque stelle, che sembrano impietosi cecchini pronti a sparare in nome di una falsa ideologia, mi fanno paura.

E che il Pd se ne distacchi una volta per tutte, senza timore di urtare l’umore popolare. E dica cosa pensa dell’amnistia, dei referendum radicali, in particolare dell’uso distorto sella carcerazione preventiva. La Cancellieri si è definita libertaria, e ne prendiamo atto con favore. L’avremo allora con noi in occasione dei prossimi referendum, ne siamo convinti. Bene ha fatto ancora una volta il nostro Enrico Buemi a polemizzare con i tanti giustizialisti, e male ha fatto Zanda a prendere atto con favore della precisazione del ministro relativa a quel distacco istituzionale che deve prevalere sul sentimento. Lo manderemo a scuola da Prampolini.

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Commenti all'articolo
  1. Un solo dubbio: ma la Cancellieri vent’anni fa lo avrebbe scarcerato Gabriele Cagliari??? O questo poteva apparire un caso “non-sufficientemente-umano” ???
    Sono anch’io assolutamente garantista, ma vorrei solo che questo valesse per tutti!! Quella lettera di Gabriele Cagliari è un terribile atto d’accusa contro questo ignobile sistema giudiziario che usa il carcere per la demolizione sistematica della persona umana, ancor più per chi purtroppo “non-ha-santi-in-paradiso!!!”.
    Se la Cancellieri si adoperasse veramente contro la vigliaccheria della carcerazione “preventiva/cautelativa” sarei il primo ad applaudirla!!!
    Roberto Rinaldi.

  2. C’è un personaggio, Antonio Funiciello, membro della segreteria nazionale del PD e responsabile per cultura e comunicazione, che imperversa su twitter. Qualche giorno fa sfidò Annamaria Cancellieri con queste parole “Il ministro Idem impiegò 10 giorni a dimettersi. Alfano 10 giorni per non dimettersi. Vediamo quale record batterà il ministro Cancellieri.” Poi il solito bailamme di posizioni con i forcaioli in netta prevalenza, infine la dichiarazione di Matteo Renzi che escludeva, nel modo più categorico, la dimissioni del Ministro. Oggi Funiciello, che di Matteo Renzi è il primo rappresentante al vertice del PD, insiste sempre su twitter: “a proposito, cari @antoniopolito1 e @smenichini oggi il ministro Cancellieri non m’ha convinto; spero di parlarne presto a tu per tu con voi”. E i suoi sodali per tutta risposta “ … sei un grande, Antonio”; “ … non ha convinto nemmeno Enrico Letta.” Se Matteo Renzi non sconfesserà immediatamente il suo uomo nella segretaria del PD non mi aspetto niente di buono nei prossimi mesi. Mi aspetto una continua guerra di logoramento contro Letta e i suoi ministri e un’Italia che, invece di prendere il treno della ripresa, si cimenta in una guerra di religione che la avvicina più al nord Africa che all’Europa.

  3. Per Forcella vale la regola: meglio che nessuno si salvi piuttosto che si salvi uno solo, meglio che tutti si suicidano, piuttosto che non suicidi uno solo, meglio non fare l’elemosina a uno se non la a tutti. Leggi le frasi di don Rigoldi e rifletti.

  4. Condivido appieno il chiarimento del Ministro, mi rammarico che come sempre quando non si sa o non si vuole affrontare i problemi reali si creino problemi inesistenti, tanto il popolo bue non capisce e beve tutto.
    Nel contempo auspico che il Ministro, come è suo dovere affronti il problema afferente il sovraffollamento delle carceri dando il via a una riforma delle giustizia ormai inprocastinabile.

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