domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

E adesso cancelliamo la Cancellieri?
Pubblicato il 01-11-2013


Il partito degli impietosì giustizialisti ha già emesso il grido di condanna. Ha sguainato la sua scimitarra il solito Travaglio, ha alzato suo anatema “Il fatto quotidiano”, è seguita Repubblica, si sono allineati grillini e come sempre anche il Pd tentenna e si divide, coi renziani che soffiano sul fuoco e pensano di indebolire Letta. La Cancellieri deve andarsene. Il motivo è un interessamento da parte del ministro delle condizioni di salute di Giulia Ligresti, in carcere per l’affare Fonsai, ma nessuno si pone il problema se giustamente o no, cioè se la sua custodia cautelare risponda ai tre rischi segnalati dalla legge, e ora affidata alla custodia domiciliare. Le autorità competenti affermano che il passaggio alla detenzione domiciliare è perfettamente legittimo. Questo non basta. Il responsabile della giustizia del Pd Leva parla di cittadini di serie A e di serie B, fingendo di non capire che nelle carceri italiane non c’è differenza e i cittadini diventano oggi tutti uguali e cioè miserevoli per le condizioni delle nostre galere. Il Pdl paragona il caso Cancellieri a quello di Berlusconi, a proposito della famosa telefonata per far rilasciare Ruby. E così il caso esce dalla sua reale dimensione, quello in cui si trovava una donna, in condizioni di salute particolari, che non sopportava più la detenzione. Non c’è nelle posizioni del partito dei falchi giustizialisti un minino accenno di pietà, un sentimento che abbiamo imparato e sedimentato anche grazie alle splendide canzoni di De Andrè. Mai si leva da loro un sentimento di tolleranza e di comprensione per il dolore e per la sofferenza. Si sentono giudici del mondo. E spesso, diceva il vecchio Nenni, si trova “un puro più puro che ti epura”. Se le cose stanno come sono emerse e come sono state pubblicate non c’è niente di anomalo. Ma solo un atto per rispondere al dolore di un familiare, cosa che il ministro della Giustizia avrebbe compiuto anche in presenza di altre analoghe segnalazioni. Solo che stavolta si segnalava una Ligresti. E il piatto, per i finti moralisti un tanto al chilo, era succulento. Ma anche i cittadini di serie A, caro Leva, hanno diritto alla giustizia. Anche perché il caso appare eminentemente politico. Adesso, dopo la Idem, si può cancellare anche la Cancellieri, ma sia ben chiaro che la gomma è destinata a un altro cognome…

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Commenti all'articolo
  1. E’ il muro di Berlino che in Italia non solo non è caduto ma rafforza le sue fondamenta con colate di ……..Purtroppo la sinistra liberale socialista riformista di stampo europeo è tenuta imbavagliata e nascosta impedendone l’esposizione politica e conseguentemente mediatica. Le tradizioni,la cultura ed i valori della sinistra liberal socialista vengono traditi disperdendo un patrimonio indispensabile per l’oggi e per le future generazioni.

  2. Si chiama Claudio P. E’ uno degli amici del mio profilo Facebook molto selettivo, uno di quelli che mi consente di essere cittadino del mondo davanti alla tastiera. Di mestiere valuta la qualità dell’acciaio prodotto dalla sua azienda sulla base delle specifiche concordate col committente. E’ uno di quelli che decide se l’acciaio può essere destinato al nocciolo di una centrale nucleare oppure se va bene solo per dei coltelli da cucina. Ebbene Claudio ha partecipato, su Facebook, a una discussione che si è scatenata ieri fra me, il Senatore Enrico Buemi e il nostro Direttore dell’Avanti! L’argomento era Matteo Renzi e il fatto che abbia o non abbia la “bava alla bocca” come buona parte dei militanti del PD. Io sono uno dei tanti ex elettori di Berlusconi, socialista quando c’era il PSI di Bettino, orfano che aderì a Forza Italia nel 1994, che restituì indignato la tessera nel 2005 quando venne emanata la legge Calderoli “porcellum”. La candidatura di Matteo Renzi alla segreteria del PD mi ha aperto il cuore. Ho partecipato alle ultime primarie per votarlo e mi sono riavvicinato al PSI per influenzarlo con un messaggio socialista liberale. Ieri però è arrivato un tweet di Antonio Funiciello, renziano, della segretaria nazionale del PD per la cultura e le comunicazioni. Questo è il tweet: “Il ministro Idem impiegò 10 giorni a dimettersi. Alfano 10 giorni per non dimettersi. Vediamo quale record batterà il ministro Cancellieri.” Mi ha gelato il sangue. Ho subito risposto, su Facebook, ai mei illustri interlocutori “Se Renzi dovesse schierarsi fra manettari contro la Cancellieri per far cadere il governo Letta, vuol dire che anche lui ha la bava alla bocca. Allora, in caso di elezioni anticipate, non resterebbe che votare Berlusconi! Non è così che Berlusconi vince le elezioni?”
    Claudio Pace ha concluso: “Durante la campagna elettorale ho partecipato ad un incontro a Roma in cui era presente Giulio Tremonti il quale profetizzò che questa legislatura non sarebbe durata molto, forse nemmeno un anno. Vediamo se fu profeta. Renzi recentemente ha cambiato tutto, da rottamatore foriero di novità e liberista è andato a cercare tutti perfino il sindaco Orlando di Palermo, uno degli assassini politici della prima repubblica che adesso tanti rimpiangono. Cosa voglia fare da grande Renzi non si è ancora capito, non si capisce al di là degli slogan e delle simpatie, che attira sempre meno, quale è la linea politica che intende perseguire…”

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