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Opinioni e commenti
 

E ora pensioniamo Mastrapasqua
Pubblicato il 15-11-2013


Pensionati-Inps

Quanto è successo nelle ultime ore dovrebbe far riflettere ogni persona di buon senso sul ruolo del dott. Mastrapasqua. Un primo, doveroso, distinguo da fare riguarda la differenza tra il ruolo che la legge assegna a Mastrapasqua e quello che, invece, lui stessi si è autoassegnato. Nonostante fosse in cantiere da molti anni, la fusione tra Inpdap, Enpals e Inps è avvenuta per scelta del governo Monti e, in particolare, della ministro Fornero. Un’operazione portata vanti  in modo frettoloso e, soprattutto, ignorando del tutto la situazione patrimoniale e gli assetti dirigenziali dei tre enti che si andavano a unificare.

In realtà, questo è successo perché nessuno del governo sembrava conoscere la differenza tra unificazione e annessione, tanto è vero che si pensò subito di conferire al dott. Mastrapasqua un ruolo e poteri da “padre-padrone”. La fusione così realizzata con tanta fretta era sicuramente motivata anche dalla volontà (mai nascosta) di Fornero, Catricalà e, sicuramente, anche di Monti di creare una situazione che impedisse al sindacato di dire la propria, mettendo in luce i tanti aspetti negativi di un’operazione concepita con quelle modalità.

Il sindacato non contestava, infatti, l’unificazione degli enti che, al contrario aveva a più riprese rivendicato con un certo vigore, ma poneva un problema che è stato volutamente ignorato da chi poi ci ha portato ai risultati di oggi. Gli enti previdenziali, per realizzare qualsiasi operazione di prospettiva, dovrebbero partire da bilanci certi, dai quali risultino la situazione patrimoniale e la valutazione delle entrate e quella delle uscite.

Non c’è dubbio che, in quest’ottica, per quanto riguarda l’Inpdap il problema dei contributi a carico dello Stato, cioè il datore di lavoro dei dipendenti che facevano capo all’ente, andava risolto prima. Non solo: risulta chiaro quanto fosse necessario tenere conto anche del fatto che la mancata contabilizzazione precisa di quanto lo Stato (in qualità di datore di lavoro) è chiamato a versare, ha impedito anche il decollo del fondo per la pensione integrativa per i dipendenti pubblici.

Nel bilancio del nuovo ente unificato, mentre è possibile calcolare al millesimo le uscite per pensioni che si possono censire, non si può infatti fare nessuna previsione certa su quanto e quando lo Stato verserà nelle casse dell’ente previdenziale.

Tutti conoscevano la realtà, in tutte le sue sfaccettature, soprattutto il gruppo dirigente dell’Inps e, in particolare, il suo Presidente.

Il perché, dunque, il dott. Mastrapasqua si sia improvvisamente svegliato e abbia lanciato un allarme così dirompente è questione che nessuno dovrebbe sottovalutare, anche in relazione a quanto succede sulla scena politica. Il Papa e il Presidente della Repubblica sono intenti a dare una mano a tutti coloro che cercano disperatamente di migliorare la legge di stabilità o, almeno, di cancellarne gli aspetti che ne fanno una legge molto deludente. Il Presidente del Consiglio utilizza la presenza al Congresso del Partito Socialdemocratico tedesco (Spd) per dare una spinta agli impegni per il rilancio dell’Europa. Ma, la notizia che in poche ore richiama l’attenzione e suscita l’angoscia di milioni di italiani irrompe improvvisa: quel “Forse l’Inps non sarà più in grado di pagare le pensioni” crea preoccupazione e paura in chi, e sono davvero tanti milioni, vice di sola pensione, magari anche del tutto insufficiente.

Passano le ore, la preoccupazione si diffonde e, sul far della sera, Mastrapasqua cerca di rettificare. Da parte sua, Saccomanni cerca di rassicurare tutti, ma ormai la frittata è fatta. L’attenzione dei cittadini italiani, volutamente o no, è stata deviata su un argomento che fino a qualche ora prima non era sicuramente al centro dell’attenzione dei cittadini.

A questo punto, la domanda che ci poniamo è molto semplice: se, come è evidente, non c’è nessun fatto nuovo per quanto riguarda i bilanci di Inps, Inpdap e Enpals e i dirigenti dell’Inps erano al corrente di ogni particolare di questa situazione, perché tanto clamore e, soprattutto, perché proprio in queste ore tanta irresponsabilità? Come mai Mastrapasqua ha lanciato il sasso?

Le correzioni tardive non valgono, come non vale cercare di arrampicarsi sugli specchi per dire che i giornalisti, i politici hanno capito male e che in virtù di loro interpretazioni sbagliate hanno poi diffuso un messaggio tanto allarmante. Il presidente dell’Inps è un maestro in materia di depistaggi, ma questa volta ha passato davvero il segno.

Di fronte a queste “gaffe”, viene davvero da domandarsi se al Presidente del consiglio, tutto impegnato a tessere una rete di rapporti in Italia e nel mondo volti a rassicurare sulla tenuta del sistema-Paese, non crei seri problemi avere alle spalle il presidente del maggior (e quasi unico) ente previdenziale italiano che diffonde notizie devastanti.

Silvano Miniati

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