martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Fausto Corace,
una sinistra diversa
Pubblicato il 04-11-2013


PSI-CoraceRicordare un uomo che detestava gli stereotipi, le banalità ed i sentimentalismi è impresa rischiosa. Se quell’ uomo è stato il tuo maestro è ancora più difficile, ma sapendo di poter contare sulla sua benevolenza sai di poter essere sereno nel descriverlo senza indulgere nel buonismo che ha sempre detestato.
Fausto Corace era così, un uomo colto, ironico, provocatorio, raffinato nei gusti, british nei modi. Socialista dai tempi dell’università, ha passato tutta la sua vita politica senza mai rinunciare a difendere con passione le sue idee. È stato tante cose, tecnico, manager, amministratore pubblico, dirigente politico. Da tutti è ricordato come una persona perbene: in anni di antipolitica è stato tra i pochi riconosciuto come un galantuomo. Amava essere bastian contrario, anche per studiare la reazione che riusciva a provocare, ma era un uomo saggio, e quanti lo hanno conosciuto ne hanno sempre ricevuto qualcosa in cambio.

Nell’aula del consiglio regionale era il più ascoltato, dal Governatore ai consiglieri di opposizione, tutti gli riconoscevano la capacità di offrire un punto di vista originale: sapeva ascoltare ma soprattutto far riflettere. Ha dato un contributo vero al nuovo Statuto regionale e sua fu l’intuizione della doppia preferenza di genere, mutuata ora anche dalla legislazione nazionale.

È stato il punto di riferimento dei socialisti per gli ultimi venti anni: più volte aveva chiesto di essere sollevato dal ruolo, sempre gli era stato chiesto di restare, nella consapevolezza che in anni difficili la sua comunità aveva ancora troppo bisogno della sua intelligenza.
Voleva che il suo Partito fosse un grande Partito, ma sopratutto nuovo, riconoscendo gli errori del passato. Detestava populismo, demagogia e conformismo, da qualunque parte venisse, di destra e di sinistra: era uno spirito laico, riformista, convintamene di sinistra, senza mai rinunciare a denunciarne conservatorismi ed ottusità. Perciò la voleva diversa, consapevole dovesse servire a combattere le sfide dell’oggi e del domani. La sua sinistra, la nostra sinistra, doveva essere democratica, liberale e moderna, capace di vivere al fianco delle grandi socialdemocrazie europee.

Amava l’Opera, e come ha scritto il direttore dell’Avanti! ricordandolo “in fondo la vita è un melodramma, fatto di vita e di morte” quest’ultima lo ha sottratto alla sua famiglia ed alla sua comunità. Resteranno in vita i suoi insegnamenti. Per me un elenco lunghissimo.

Marco Di Lello

Marco Di Lello

Coordinatore Nazionale PSI

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