martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

“Forti, uniti e con idee chiare. Il Psoe è tornato!”
Pubblicato il 11-11-2013


Rubalcaba ritornoMadrid – Alfredo Perez Rubalcaba esce vivo dalla Conferenza Politica del suo partito, e non è poco. Che sia una segreteria di transizione tra i governi Zapatero e con almeno ancora un anno all’opposizione è oramai chiaro a tutti e Rubalcaba questo lo ha (mal) digerito, però dalla tre giorni madrilena “Il PSOE è tornato”. “Il PSOE è tornato” è la frase simbolo dell’attuale leader dei socialisti spagnoli pronunciata durante il discorso di chiusura che meglio sintetizza la Conferenza dalla quale si posso ricavare due conclusioni. Da una parte, si è dato il via al percorso che porterà a scegliere il candidato alle prossime elezioni generali. Dall’altra è stata la prova generale di una ritrovata unità socialista con l’inserimento di idee nuove e uno straordinario progetto denominato LabPSOE, un laboratorio e spazio di sperimentazione e di co-working su politica e comunicazione digitale.

“Abbiamo un progetto, siamo il Partito Socialista Operaio Spagnolo, il più importante partito di sinistra, l’unico partito di sinistra capace di fermare la destra scellerata” ha ricordato Rubalcaba alla platea dei 2.500 militanti, “questo progetto consiste nel riformare la Costituzione per convertire la Spagna da Paese decentralizzato a uno federale, perchè noi siamo socialisti, non nazionalisti. Un progetto economico per esentare le fasce più deboli dall’imposto sulle rendite, per creare una banca pubblica a sostegno degli investimenti, e un progetto laico per rivedere il concordato tra Spagna e Vaticano. In uno stato laico non dovranno più esserci élite religiose che dirigono la vita dei cittadini e delle cittadine, ha continuato, per far sì che gli spagnoli possano vivere liberamente”.

Un Rubalcaba deciso e convincente, nonostante qualche problema di salute, come non accadeva dal discorso del congresso che lo aveva scelto segretario, scatenato contro le politiche del PP che stanno facendo a pezzi il Paese, un atteggiamento che contrasta con quello troppo tiepido mantenuto fino ad ora tra i banchi dell’opposizione.

Pubblico in piedi, quando il segretario facendo sue le richieste che provenivano da molti fuori dal partito e lontani dall’attuale segreteria, ha chiarito che il PSOE dovrà stare in piazza con i cittadini che da mesi si stanno organizzando in maree e piattaforme cittadine, in difesa delle politiche sociali, la sanità e la scuola pubblica; settori che il PSOE aveva costruito e rinforzato nei governi socialisti dal 1982 al 1996, “non siamo tutti uguali. Noi abbiamo costruito gli altri stanno distruggendo”.

Se c’è qualcosa che ha massacrato la leadership di Rubalcaba, oltre le continue batoste elettorali inanellate, è stato il braccio di ferro con chi nel partito proponeva primarie per decidere chi sarà il prossimo candidato alla presidenza del consiglio dei ministri e soprattutto quando queste primarie dovranno svolgersi. Primarie che ci saranno, non è dato sapere quando, ma che saranno aperte non solo agli iscritti, ma a tutti i maggiori di 16 anni (14 se iscritti alla gioventù socialista). Alla Conferenza l’attuale classe dirigente socialista si è presentata ai suoi con un sondaggio del CIS da dove si apprendeva che il 91% degli intervistati non si fida di loro.

Nessun leader di partito ha mai fatto peggio. Un dato sconvolgente se si pensa che oggi, nonostante gli scandali su fondi neri e una politica economica costruita sui tagli al settore pubblico, il PP verrebbe votato dal 34% degli spagnoli, 1,5 punti in più rispetto al precedente sondaggio e il PSOE raggiungerebbe il 26%, il peggior risultato di sempre. “Usciamo da qui forti, uniti, con idee chiare. Il PSOE è tornato” ha concluso Rubalcaba. Ora se ne devono accorgere gli spagnoli.

Sara Pasquot

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