martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I SOCIALISTI IN EUROPA VOTERANNO SCHULZ
Pubblicato il 06-11-2013


Schulz

Alla fine, la famiglia socialista europea ha espresso un sostegno unanime alla candidatura di Martin Schulz a presidente della Commissione Europea. Un passo indietro, per capire: dal 2014, il nuovo presidente della Commissione, sinora indicato dai governi, e su cui l’Europarlamento poteva esprimere al massimo una sorta di ratifica, dovrà essere indicato invece dagli stessi europarlamentari, tenendo conto del risultato elettorale.

Benché una candidatura di fronte ai cittadini non sia richiesta, il Partito del Socialismo Europeo ha deciso di far sì che un voto degli elettori per una lista del PSE sia anche un voto per il candidato alla Commissione, nella logica di rendere più democratico, trasparente, vicino alla gente il processo politico europeo. Insomma, chi vota per una lista del PES vota per qualcuno o qualcuna che già si sa quale tipo di Commissione vuole insediata a Bruxelles. Si fa un passo avanti, in qualche modo, rispetto ai Trattati, ci si impegna, come partito europeo transnazionale, a fare qualcosa di preciso, a metterci la faccia, o meglio, una faccia.

Quella di Martin Schulz, un tedesco socialdemocratico, esponente di quella parte della Germania, cioè, che ha coltivato con intelligenza e ragione la riflessione sul ruolo storico del proprio Paese, sulle sue responsabilità, sui suoi compiti: esponente di quella parte della Germania che dice apertamente che il mercato unico europeo è stata un’opportunità eccezionale per l’economia tedesca, che la forza dell’economia tedesca deriva da un’unità delle due Germanie sostenuta finanziariamente e politicamente da tutta l’Europa negli anni ‘90, che quindi la Germania ha avuto dall’Europa i massimi vantaggi, e che Berlino deve sapere assumersi grandi responsabilità, di gratitudine e di solidarietà, verso tutta l’Unione Europea.

Siamo mille miglia lontani dalla retorica sdrucciolevole del bravo lavoratore tedesco sfruttato da quegli spendaccioni di greci e latini, siamo lontanissimi anche dall’idea di una Germania che ce la fa da sola ed è istitutrice severa degli europei discoli, quella proposta dalla Merkel. È invece l’idea di un’Europa dove tutti crescono assieme, e dove l’unione fa la forza, nei tempi della globalizzazione, dove nessun Paese europeo, forte o debole, neppure la Germania, può illudersi di farcela da solo, senza solidarietà comune, senza istituzioni funzionanti, senza una visione comune e fraterna del destino europeo nel mondo di oggi.

Luca Cefisi

La candidatura di Schultz ha ricevuto gli auguri del PSI e del PD.

“Il nostro sostegno alla candidatura di Schulz alla presidenza della commissione europea è stata la scelta giusta, perché c’è bisogno di un’Europa più solidale che guardi alla crescita e al lavoro. Un’Europa dei diritti”. Lo ha affermato il segretario del Psi, Riccardo Nencini, nel giorno in cui il PSE ha ufficializzato la candidatura di Schulz. “Quella di celebrare il congresso del PSE a Roma è un’ottima occasione per la sinistra riformista italiana – ha proseguito Nencini – e il Psi offrirà il suo contributo e sostegno. A cominciare dalla costituzione del primo comitato elettorale elettorale pro Schulz che inaugureremo tra pochi giorni nella sede del Psi a Roma”.

“Bene la candidatura di Martin Schulz alla presidenza della Commissione europea” ha commentato Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri alla Camera. “La decisione del Pse – ha aggiunto- è anche un ottimo risultato ottenuto dal Partito Democratico, che sin dall’inizio ha sostenuto l’esponente dell’Spd. Con gli altri partiti dei socialisti europei siamo sicuri condurremmo una campagna elettorale per disegnare una nuova Europa lontana da quella delle destre conservatrici. Infine, accogliamo con entusiasmo la proposta del Pse che

ha deciso di tenere a Roma il prossimo congresso e l’avvio della campagna elettorale, un’ulteriore conferma dell’ottimo lavoro che come democratici stiamo svolgendo non solo in Italia, ma anche in Europa” ha concluso Amendola.

Le cose non sono però così semplici come appaiono, perché a tutt’oggi solo il PSI fa riferimento esplicito al PSE e alle prossime elezioni gli italiani potrebbero votare dei partiti di cui non conoscono la futura collocazione nell’europarlamento.

Difatti, scrive il capogruppo del PSI a Montecitorio in una lettera inviata alla presidente della Camera e ai capigruppo degli altri partiti “la Camera a tutt’oggi non si è ancora attivata per sollecitare il Governo a recepire la raccomandazione della Commissione europea in merito all’indicazione dell’affiliazione europea dei partiti alle prossime elezioni dell’europarlamento”.

 “Rischiamo concretamente di recitare il ruolo di fanalino di coda dell’Europa nonostante le sbandierate affermazioni di sincero europeismo di molta parte della quasi totalità delle forze politiche rappresentate in Parlamento”. “E tutto questo avviene – conclude Di Lello – nel giorno in cui il PSE annuncia che terrà proprio a Roma, alla vigilia delle elezioni, il suo congresso e che Martin Schulz sarà il candidato alla presidenza della Commissione europea”.

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