mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il caso Cancellieri ovvero via col veto
Pubblicato il 22-11-2013


Se avesse veramente voluto difendere il suo ministro della giustizia e, con questa, le ambizioni del suo governo, Enrico Letta avrebbe dovuto usare ben altri, e coraggiosi, argomenti. Dire sfidando i giustizialisti che, sino a prova contraria, in uno stato di diritto le amicizie personali o l’espressione, altrettanto personale e privata, di opinioni non costituiscono materia di indegnità politica, a meno che non si traducano in atti penalmente rilevanti e, sottolineare, sfidando i forcaioli, che nel governo la Cancellieri rappresentava la volontà di affrontare lo scandalo della situazione carceraria nello spirito del messaggio di Napolitano.

Ma non ha fatto né l’una cosa né l’altra. Peggio ancora, non è per nulla entrato nel merito della questione, anzi l’ha volutamente eluso in nome non della politica del governo, ma del suo diritto alla durata. Due veri autogol per la ministra, ma anche per lo stesso governo.

Mancanza di coraggio? Non è questo il punto. Perché il punto è che Letta, come chiunque altro, è costretto a muoversi entro un insieme di veti di cui la durata, la pura e semplice durata, del suo governo è, appunto, la risultante principale ma non l’unica.

Abbiamo i veti per così dire interni all’area di governo in materia elettorale, dove il mantenimento del porcellum è improponibile, ma starebbe bene a tutti e dove le soluzioni alternative – più proporzionale o più maggioritario – vedono centro-destra e centro-sinistra schierati su posizioni opposte. Con il risultato che la prospettiva della riforma è rinviata alle calende greche e che i “severi moniti” del Colle a questo riguardo, hanno l’effetto delle grida manzoniane. Potremmo aggiungere all’elenco delle materie sospese sine die la giustizia, l’immigrazione e la stessa politica economica: totale silenzio sulle prime, guerre di trincea su quest’ultima.

Ci sono poi i veti europei. Letta potrà battere sul tavolo o buttare sul medesimo pugni e/o attributi virili. Rimane il fatto che qualsiasi sacrificio si faccia si rimane sempre sorvegliati speciali, cui tutto viene chiesto e nulla è consentito.

Terzi, ma non certo ultimi, ci sono, infine, i veti del Colle. Nella sua ottica, chi tocca il governo fa peccato. E questo peccato ha a che fare non solo con le opere, ma anche con le omissioni e, soprattutto, con i pensieri (fuor di metafora, con i proponimenti).

Ora, i partiti vivono se esprimono pensieri, parole, opere (e omissioni …). E, dunque, limitarne l’uso produce, nello stesso sistema politico, risultati disastrosi: un centro-destra alla sbando, il centro allo sfascio, il Pd alla paralisi.

In quest’ultimo caso, il veto del Colle riguarda proprio i proponimenti con effetti assolutamente devastanti. Si può essere contro Renzi per mille e uno motivi, per lo più appartenenti ad una cultura politica di sinistra, ma al centro di questa cultura c’è la necessità di essere alternativi al centro-destra e non suoi alleati. E allora vedere Bersani, Fassina e Cuperlo combattere Renzi in nome di Letta-Alfano, e come “disturbatore della pubblica quiete”, fa un’impressione francamente penosa.

Naturalmente il veto non può coinvolgere tutti. E lascia quindi campo libero a tutti coloro che non vengono coinvolti o che comunque non hanno alcuna intenzione di rispettarlo.

Appartiene alla prima categoria innanzitutto la magistratura, la cui azione, sempre più dirompente, è sempre più favorita dalla paralisi della politica che conferma, agli occhi della pubblica opinione, l’immagine delle procure come uniche garanti della difesa della virtù, pubblica o privata che sia.

Campioni della seconda sono tutti i populisti di ordine e grado, naturali beneficiari, a partire dalle prossime elezioni, del rigetto per le élites sdraiate sull’ortodossia europeista e, assieme a loro, Matteo Renzi. Contro di lui il governo e l’establishment del Pd hanno costruito un muro difensivo, ma è molto probabile che questo muro crolli con la futura sconfitta di entrambi.
Alberto Benzoni

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