mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il D’Alema furioso
Pubblicato il 19-11-2013


Sta rinascendo Massimo D’Alema che come tutti i politici di razza dà il meglio di sé quando l’onda della polemica è alta. Diventa piu lucido, più cinico, piu spregiudicato, in fondo anche più sincero. A tal punto da fare infuriare anche i suoi, perché, che razza mai di amici ha, lo vorrebbero invece più rintanato, silenzioso, prudente. Insomma meno D’Alema. Le sue dichiarazioni su Renzi, al limite dell’improperio, sono eloquenti. Di fronte sono il giovane scanzonato e ambizioso che non ha voglia di studiare troppo la storia, ma che ha capito che gli altri sono i perdenti e lui il vincente. E dall’altra sta il più attempato capo di tante battaglie, condotte con scrupolo ed esperienza, acquisite in decenni di incontri, assemblee, congressi, campagne elettorali. Un perdente di successo, semmai. Tra i due ci sono due storie, due comportamenti, forse due partiti, se non addirittura due fronti. Eppure stanno insieme. Fino a quando? S’ode a destra uno squillo di tromba, di Alfano, a sinistra risponderà un altro squillo? Lo spartito sembra identico.

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Commenti all'articolo
  1. Premetto che non ho molta simpatia nè per D’Alema nè per Renzi, il primo ha caratterizzato il suo partito in tutti i passaggi con l’impronta centrale di un sistema che non c’è più, almeno in Italia; il secondo ha il carisma della novità con ancora mancanza di contenuti e soli spot mediatici di un sistema già visto nel ventennio passato. Ora nè l’uno nè l’altro sanno uscire da quel sistema personalistico, ognuno per il loro verso, visto fino ad oggi. D’Alema, col suo sarcasmo, è stato piuttosto ondivago ed i suoi interventi rasentano l’insulto perchè vede venir meno la sua centralità nella conduzione del partito, anche dal di fuori, pur possedendo un’ alta personalità e conoscenza della politica, ma in questo frangente rasenta un sistema di condotta di tipo mafioso. Renzi dal canto suo è meno avezzo alle grandi trame politiche e una visione di conduzione collegiale di un grande partito ed ha bucato lo schermo più per meriti dei giornalisti che per meriti propri, perchè non convince chi ha l’idea di una politica riformista che abbisogna di programmi, di idee e di affrontare i problemi per risolverli affrontandoli con gradualità e decisione non mettendo tutto in un unico sacco per far pulizia.

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