domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

IL NEOGIUSTIZIALISMO
CONTRO LA CANCELLIERI
Pubblicato il 19-11-2013


Cancellieri-Giulia Ligresti

«In merito al caso Cancellieri ritengo sbagliata la scelta di Renzi, e ancor più mi sorprende la posizione dei ‘civatiani’ che si proclamano di sinistra». Il senatore democratico Luigi Manconi, sociologo e giornalista, guarda al caso Cancellieri da un prospettiva politica.

I fatti sono noti: dopo gli arresti, lo scorso luglio, di Luigi Ligresti e delle figlie, Jonella e Giulia Maria, in relazione alle indagini su Fondiaria-SAI, il Guardasigilli Cancellieri telefona a Gabriella Fragni, compagna di Salvatore, per esprimere la propria solidarietà in merito a  quanto accaduto. La telefonata viene intercettata dalla Guardia di Finanza e finisce sui giornali.

Da allora, il mondo politico è diviso: da un lato il governo, che fa quadrato intorno al ministro, sottolineando come nessun reato sia stato ipotizzato dalla magistratura. Dall’altro, chi vorrebbe sfiduciare la Cancellieri in nome della limpidità delle Istituzioni. Ma, soprattutto, da allora, il caso delle telefonate della Guardasigilli si è tramutato in un terreno di scontro tra ”partito del governo” e “partito delle elezioni”. A cavalcare per primo l’impeachment nei confronti del ministro è stato, infatti, non a caso, Matteo Renzi. Ma non solo. Tutti i candidati in corsa per la segreteria del Pd appoggiano, con sfumature diverse, la “caduta” della Cancellieri.

«Da chi si proclama di sinistra nel PD, mi sarei aspettato un atteggiamento diverso», dice Manconi. «Intanto avrei voluto vedere una diversa capacità di leggere l’operato della Cancellieri cogliendo, in controluce, la questione generale della situazione carceraria italiana. Ritengo una responsabilità grave non averlo fatto».

Il senatore democratico è preoccupato, dunque, soprattutto delle implicazioni politiche che questa polemica mette in evidenza. «Nella richiesta di dimissioni vedo l’espressione più stentorea di una certa deriva. Questo tipo di atteggiamento, oggi, è quello che più è capace di mobilitare, forse il più efficace. Ma, resta il fatto che fare politica in questa maniera mi sembra regressivo perché segnala un’ulteriore decadenza delle categorie di analisi della sinistra che, oggi, sembra perdere il suoi connotati di forza che afferma diritti e valori».

Secondo Manconi, dunque, «le forze di sinistra rischiano di trasformarsi in una sorta di amplificatore della pulsione verso rivalsa sociale, galvanizzando gli umori più legati a domande che attengono alla critica della cosiddetta “casta”. In luogo di una domanda di giustizia sociale e di redistribuzione della ricchezza sembra, infatti, affermarsi la rivendicazione di una specie di livellamento verso il basso di diritti e garanzie. Per questo ho parlato di surrogato di lotta di classe che persegue la parità attraverso l’azzeramento dei diritti».

Il senatore del Pd definisce dunque la querelle sulle telefonate del Guardasigilli come una «polemica profondamente sbagliata e tendenzialmente rovinosa perché asseconda una pulsione che già ha avuto, e avrà, maggiori effetti sulla politica. Una pulsione alla mobilitazione emotiva, all’urlo feroce».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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