domenica, 19 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

IL TEMPO DEL CORAGGIO
Pubblicato il 30-11-2013


Bastianelli_Claudia_apreAffollata seconda giornata del congresso socialista a Venezia con la prima parte della mattinata dedicata agli interventi dei delegati inframmezzati da quelli di alcuni ospiti.
Sul palco nella prima parte della mattinata anche il direttore dell’Avanti Mauro Del Bue.

Sintesi dell’intervento Mauro Del Bue

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha detto tra l’altro: “In Europa non hanno contato i progressisti e ha fatto scuola solo il rigore con le conseguenze negative che si sono viste. Cl rigore e solo con esso si è prodotta la recessione e un maggior debito pubblico. Bisogna voltare pagina e il 2014 sarà l’anno decisivo. Il governo è pronto ad assumere decisioni importanti, sia sul versante economico, sia su quello politio-istituzionale. Sarà l’anno del rilancio della buona politica. Sono in cantiere importanti provvedimenti per creare sviluppo ed equità e anche quelle riforme dello stato che il paese attende da troppi anni. I socialisti e Riccardo Nencini in particolare, sono attestati su una giusta trincea. Con la presidenza italiana del semestre europeo molte cose cambieranno. Voglio ricordare le due presidenze italiane, quella del 1985 (con Craxi) e quella del 1990 (con Andreotti) che furono foriere di importanti provvedimenti, il trattato dell’Unione e la moneta unica. Sono convinto che insieme ce la faremo.

L’intervento integrale di Mauro Del Bue

IL SEGRETARIO UIL ANGELETTI, PRESTO L’ITALIA CONOSCERA’ LA MISERIA – Il segretario del Uil è intervenuto al Congresso socialista con un’analisi lucida e molto dura sulla realtà italiana: “Il Paese si appresta a vivere una situazione in cui conoscerà una nuova virante della povertà: la miseria”.

Disoccupazione giovanile alle stelle,  l’unico paese dell’Ocse ancora in recessione, sono solo alcuni secondo il leader sindacale dei dati che danno l’idea della gravità della situazione alla quale “forse non siamo in grado di porre rimedio”. “Il governo di larghe intese ha fatto una legge id stabilita che, ad essere benevoli, e’ inutile e, in una situazione come questa, una politica economica inutile e’ estremamente dannosa perché mantiene la deriva sulla quale siamo incanalati”.

Angeletti afferma che, se siamo il Paese peggiore probabilmente abbiamo la classe dirigente peggiore che ha, tra le sue responsabilità più gravi, quella di “non porsi una drammatica domanda e cioè se questo sistema abbia uno cultura economica e sociale che la metta in grado di far uscire il Paese da questa condizione”

Il segretario generale del Uil ricorda che, in assenza di un approccio del genere, la sinistra italiana tende a ricreare attraverso “eventi” della aspettative su miracolose soluzioni che non verranno. Il riferimento e’ alle prossime primarie del PD. “I problemi dell’Italia devono essere risolti dagli italiani” ha detto Angeletti perché l’Italia e’ l’unico paese al mondo in cui “a causa di un sistema fiscale scandaloso, la media delle tasse pagate dagli imprenditori e’ inferiore alla media delle tasse agate dai dipendenti”.

Di fronte a questa realtà, Angeletti confuta le teorie populiste che accusano la Germania di egemonia: “La Germania e’ l’unico esempio di capitalismo industriale che e’ riuscito sconfiggere il capitalismo finanziario. I tedeschi, a differenza nostra, hanno capito che il produrre e il fare erano meglio della finanza”.

VENDOLA: IL RIFORMISMO SONO DI VITTORIO E DI VAGNO.

Nichi Vendola strappa l’applauso del congresso socialista con un personale esame di coscienza: “Basta con i feticci. Per me che sono stato comunista dico che non è più possibile usare le menzogne a fin di bene, aspettando il sol dell’avvenire”. L’affermazione di Vendola verrà poi commentata da Nencini che appena terminato l’intervento, prende il microfono per ringraziare l’ospite: “Oggi Nichi ha smesso in discussione la sua storia personale lo ha fatto con noi, è una bella giornata”

Per tornare a Vendola, il leader di SEL aggiunge anche una considerazione per l’Europa: perché guardiamo alle elezioni europee con preoccupazione? Perché rischiamo di avere un parlamento contrario all’Europa. Siamo stati complici della costruzione della Europa come fortezza.

La parola riformismo è stata mistificata. Ci vorrebbe un riformismo audace capace di avanzare. Ci stiamo congedando da generazioni che hanno conosciuto la povertà. Le generazioni del dopoguerra l’hanno accantonata. Le nuove generazioni rischiano di conoscere la povertà di nuovo, sono incapaci di avere una prospettiva di futuro. “Dico no alla parabola guerrafondaia di Hollande. Trovo assurdo che sia il Papa, e non la sinistra, a criticare il liberismo. Io voglio portare in Europa un riformismo audace”.

Tocca solo a Papa Francesco criticare il liberismo selvaggio? Nessuno ha più rendite di posizione a sinistra, ma occorre ricostruire la credibilità di una sinistra in grado di intrecciare lavoro e libertà. Importante ridefinire il cammino che vogliamo compiere. Il terreno del Governo, quando diventa il terreno del trasformismo, è un terreno che ci condanna. Dove è il limite delle esperienze di Hollande, Obama, Dilma Rousseff. Occorre ricostruire delle idee forza in grado di riavviare un cammino.
Con il Governo Monti è stata sospesa la politica, anche la possibilità dell’analisi politica. Si sono create aspettative, poi disilluse: 40 percento di disoccupazione giovanile, si parla dell’uscita di Berlusconi dal Parlamento, per esorcizzare il berlusconismo che è dentro le viscere del mostro Paese. Occorre mettere la qualità della vita al centro della nostra azione. Occorre avere coraggio per guardare in faccia la nostra sconfitta, quando la gente più povera dice che siete tutti uguali,m siete tutti una razza. Si può sconfiggere il populismo solo ad una condizione: non blindarsi nei palazzi, ma tornare nei luoghi di formazione e di lavoro

Il leader di SEL prevede di incontrare prima di Natale il candidato del PSE alla Commissione Ue Martin Schulz. Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera di SEL, ha avuto incontri con vari dirigenti socialisti europei e rimane aperta la domanda di verificare con il PSE un possibile percorso di adesione. Lo stesso Vendola ha partecipato a Bruxelles a una riunione del comitato socialista delle regioni. Un tema che tornerà a gennaio uando SEL terrà il suo congresso. “Il socialismo europeo – dice Vendola – non è il mio approdo ideale. Mi interessa portare nel socialismo europeo un riformismo audace, di cui in Europa c’è molta carenza. La crescita dei neonazisti in tutta Europa è un termometro che misura la febbre di una società impaurita e impoverita. Bisogna dire no alla subalternità al liberismo, o la politica affronta i temi sociali oppure i veleni penetreranno nel corpo europeo”.

Vendola  rimprovera poi il PSI di avere tolto dal proprio simbolo la falce e il martello: “Lo faceste per intercettare il ceto medio e la borghesia. Ma oggi la crisi e l’impoverimento stanno facendo saltare i corpi intermedi della società. In Italia c’è un milione di bambini che vivono nella povertà assoluta”. “Noi possiamo sconfiggere il populismo se non ci chiudiamo nei palazzi. La sinistra deve intrecciare il lavoro e la libertà. Il riformismo non è resa. Il riformismo sono Di Vittorio e Di Vagno.

NASSO: CONTRARI A ULTERIORE SVENDITA, RAI BENE NAZIONALE

“Il Psi è assolutamente contrario a questa ulteriore svendita di un bene nazionale”. Lo ha detto Paolo Nasso intervenendo dal placo del Congresso a proposito dell’ipotesi di una privatizzazione della Rai. “Della Rai si può dire tutto – ha spiegato – ma resta comunque la maggiore azienda culturale del PaeseLa Rai “deve essere liberata dal controllo diretto dei partiti, cambiando la legge che ne determina l’assetto azionario e i criteri di nomina, ma deve continuare a rappresentare le grandi correnti politiche, sociali, religiose dei padri costituenti, nel rispetto dello spirito e degli intenti con i quali fu scritta la Costituzione a garanzia della libertà di espressione”. “Propongo che ad ogni abbonato sia riconosciuto in assemblea lo stesso diritto di un’azionista” perché solo così i cittadini potranno avere un ruolo nella riforma del servizio pubblico.

ANGELO SOLLAZZO: SOCIALISMO, LA RICETTA GIUSTA PER USCIRE DALLA CRISI

Occorre ridare alla politica la nobiltà che le compete e, dopo il fallimento del comunismo e del capitalismo senza regole, ritornare alle culture politiche escludendo quelle chiaramente fallimentari. Chi pensa di inventarsi nuove sigle fa finta di non ricordare il fallimento della Rosa nel Pugno e di trascurare il travaglio che sta vivendo il PD. Bisogna invece riunire tutti coloro che si richiamano realmente alla sinistra riformista che oggi non può che essere una promanazione del socialismo europeo. Pensare di coinvolgere di nuovo i radicali, ormai con numeri inferiori ai nostri, i liberali e laici, inesistenti e svaporati, improbabili Circoli e associazioni non ben individuati, significa essere velleitari e rinunciare al nostro ideale forte e vincente in Europa e nel mondo.

Non possiamo fare politica con le solite trovate che poi lasciano il tempo che trovano. Un’invenzione al giorno non toglie il medico di torno, ma crea confusione e sconcerto quando invece abbiamo la nostra stella polare che potrebbe tornare a brillare senza mutuare alcunché da altri. (…)

Avevamo, infine un’occasione storica, dovuta alla legge elettorale detta porcellum. Si poteva cioè, dopo tanti anni, eleggere sotto le nostre vere insegne un gruppo nutrito di parlamentari socialisti. Si è scelto di imboscarsi nelle liste del PD, partito in crisi perché senza identità, garantendo qualche amico, ma perdendo una grande occasione. Ciò che non si comprende è il fatto che nessuno si assume la responsabilità delle disfatte, come se fosse dovuto il tutto al destino cinico e baro. Boselli dopo la cocente sconfitta che ridusse il PSI allo 0,9%, con dignità fece un passo indietro. Oggi che siamo allo 0,5%, e forse meno, nulla si muove, coem se le colpe fossero di altri e il Congresso, che si sarebbe dovuto celebrare un anno fa, viene spostato all’autunno.

ROBERTO BISCARDINI: UN GRANDE PROGETTO DI CAMBIAMENTO DELLA SOCIETÀ

Basta primum vivere. Ieri Riccardo Nencini nel suo intervento ha fatto un elenco lunghissimo di cose da fare. Una sorta di shopping list del socialismo italiano che richiederà anni per essere portata a termine. Qual è l’idea forza di questa shopping list come identità dei socialisti per il futuro? Forse manca un sintesi. Io ho cercato di immaginarla e sono tornato indietro nella storia per andare a leggere le ragioni per cui i socialisti perché nacquero 120 anni fa: la prima era costruire uno Stato che fosse garanzia di libertà per tutti, democratico, giusto; invece noi oggi abbiamo la vera questione che dovremmo porci è l’efficienza dello Stato per dare risposte ai cittadini. Se lo Stato non funziona non ci sono riforme che tengano.

Questo congresso ha discusso anche di noi stessi e ho sentito qualcuno lamentarsene. Ma non è un delitto parlare del partito. Non sono d’accordo col segretario con la sua linea politica. Il partito dovrebbe rendere conciliabili due cose che non sono conciliabili: il socialismo europeo e l’appoggio acritico al governo Letta. Non possiamo essere acquiescenti col governo e essere socialisti perché questo governo non può dare risposte alle domande del socialismo.

Costruiamo dal partito per iniziativa del partito un movimento socialista per dare vita a riforme socialdemocratiche importanti. Basta con questa adesione acritica al governo; misuriamo il nostro appoggio in Parlamento in base a quello che il governo può fare. Diamoci appuntamenti concreti.

Come affronteremo per esempio l’appuntamento elettorale europeo? Io credo che ci siano spazi per proporre una lista socialista alle elezioni europee che non è una lista del PSI, ma una lista ‘socialista’, di proposte socialiste. Dobbiamo lavorare per un grande progetto di cambiamento della società. Lo status quo è il declino del partito.

ORESTE PASTORELLI, AMBIENTE E TERRITORIO RISORSE CENTRALI PER IL PAESE E BATTAGLIA POLITICA SOCIALISTA
«Organizzare una politica socialista che sia immediatamente riconoscibile agli occhi dei cittadini e degli elettori». Così il deputato socialista e tesoriere del Partito, Oreste Pastorelli, ha esordito nel suo intervento al 3* Congresso Socialista di Venezia. Pastorelli ha ricordato che l’impegno per il prossimo futuro, «è quello di creare uno spazio politico che renda il PSI immediatamente riconoscibile», facendo proprie «battaglie che siano capaci di migliorare la vita dei singoli, dei cittadini, dei piccoli imprenditori e di tanti giovani che aspettano solo un’occasione per essere messi alla prova e dare un possibilità di crescita al Paese». Di fronte a questa realtà, sottolinea il deputato socialista, «senza dubbio uno dei temi su cui battersi è quello dell’ambiente. Ambiente inteso come quel complesso di fattori che riguardano il territorio, l’economia, la cultura e la visione del futuro del nostro Paese». Parole alle quali ha fatto eco l’intervento del segretario generale della CGIL, Susanna Camuso, che ha parlato di «ambiente e territorio» come delle «più importanti risorse del nostro Paese». In riferimento agli ultimi disastri ambientali che hanno interessato la Sardegna, infatti, Camusso ha posto anche il problema della relazione tra ambiente e occupazione: «Quanto costa riparare il territorio invece di dare lavoro a tanti giovani senza più dover affrontare periodicamente spese straordinarie oltre che un pesante costo di vite umane?” si chiedeva retoricamente il segretario generale della CGIL.

In quest’ottica, Pastorelli ha ricordato l’importanza di «raccogliere la sfida posta dalla salvaguardia dell’ambiente attraverso politiche volte a favorire la “green economy”» sottolineando come si tratti di «un’economia del know-how e della conoscenza che non si limita, per tanto, al mero settore agricolo, ma innesta processi virtuosi per l’intero sistema-paese, una trasformazione economica, ma anche culturale».

Pastorelli ha concluso ribadendo che «ci troviamo in una fase storica di transizione che ha cambiato inesorabilmente i paradigmi tradizionali e che ci obbliga a ridefinire le priorità e le strategie».

 SUSANNA CAMUSSO, NECESSARIA UNA PATRIMONIALE SUI GRANDI CAPITALI 

«Partire dalla patrimoniale per uscire dalla crisi». Segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, intervenuta al 3* congresso socialista non ha dubbi sulla necessità per la politica di «tornare a fare delle scelte, anche forti». Tra queste, quella della patrimoniale proposta dal segretario Nencini, secondo Camusso è centrale perché «vi è un’imprescindibile necessità di ridistribuire la ricchezza, investendo verso il basso». IL segretario CGIL ha parlato del rischio che l’impoverimento faccia crescere la rabbia, soprattutto perché, «nella stagione in cui bisognerebbe abbandonare finanziarizzazione dell’economia, ci si inventa la finanziarizzazione achimistica della Banca d’Italia, un vero e proprio pericolo per le Istituzioni». «Stiamo diventando l’Italia del rancore», ribadendo che «come Cgil abbiamo proposto in tempi non sospetti che quello era il terreno, così come lo è quello dell’equilibrio nella tassazione delle rendite finanziarie».


BOBO CRAXI: UNA LISTA UNICA DEL SOCIALISMO EUROPEO

La politica fa oggi fatica a rispondere alla crisi. Questo Congresso socialista non può non risentire l’eco di una preoccupazione più forte e più fondata circa lo stato della nostra economia, della nostra democrazia e le condizioni generali del Paese in cui viviamo e in cui si esercita la nostra lotta politica. Una crisi così prolungata non può non essere valutata e giudicata per quello che è, in un contesto più ampio di crisi economica di tutto l’occidente in cui, tuttavia, salta agli occhi il caso italiano, che sottolinea in modo eloquente una crisi della classe dirigente di questi ultimi venti anni, economica, politica e sociale.

Per questa ragione, e non per altre la figura istituzionale del capo dello Stato è l’ultimo filo che lega la democrazia alla realtà italiana, l’ultimo filo logorato che cuce il rapporto fra democrazia e pace sociale, in attesa che si formino classi dirigenti diffuse e partiti omogenei e democratici e non personali, leaderistici, flessibili o ‘virtuali’ in rete”.

Fa impressione avere un’Europa dei burocrati e dei banchieri, un’Europa di nuovo dominata dalla supremazia germanica. Avremmo invece bisogni di un’altra Europa, Di un’Europa che parli con una voce unica e che si occupi e risolva i problemi dei suoi cittadini, che superi l’odioso parametro del 3% per fronteggiare sul serio la crisi.

Ci sono state prima del congresso discussioni tra di noi. È vero che possiamo dire oggi che il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno, ma dobbiamo riconoscere i nostri errori, errori di tutti come ad esempio quella di negare ai socialisti la possibilità di partecipare col loro simbolo alle elezioni, di partecipare alle primarie. Errori politici e l’unico rimedio che può esserci è solo uello di non ripeterli più. Per questo penserei anche a preparare la nostra partecipazione alle eventuali primarie del centrosinistra.

Approfittiamo del prossimo Congresso del PSE per chiedergli di sovrintendere alla ricostruzione del perimetro socialista in Italia. Progettiamo una lista unica del socialismo europeo che faccia riferimento nel nostro Paese al socialismo, quel socialismo fondato nel 1892.

 Il testo integrale dell’intervento di Bobo Craxi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento