giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

IMU, prepariamoci a pagare la seconda rata
Pubblicato il 05-11-2013


Imu-seconda rataLa seconda rata dell’IMU? Probabilmente bisognerà pagarla. Poi l’anno prossimo non ci sarà più, assorbita dalle tasse locali, la Tari o come si chiamerà poco importa. Lo si sapeva, ma nessuno aveva il coraggio di annunciarlo. Per farlo serviva un ‘tecnico’, uno che non deve essere ricandidato e non ha il problema di dire bugie agli elettori, insomma uno come il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni. In missione all’estero, alla City per convincere la finanza internazionale che l’Italia è solvibile e che si possono fare buoni affari acquistando ‘pezzi’ delle aziende sotto controllo dello Stato, ha spiegato che per cancellare la seconda rata “il reperimento delle risorse non è facile, si tratta di trovare consenso politico se si vuole intervenire in un modo rispetto che in un altro”.

Insomma un modo garbato per dire che nelle pieghe della legge di stabilità non ci sono i soldi per questa operazione promessa da Berlusconi a meno di non toglierli da un altro capitolo di spesa.

La coperta – il vincolo di bilancio al 3% del deficit – è quella e se uno la tira da una parte, ci si scopre da un’altra. D’altra parte proprio oggi da Bruxelles è arrivata la conferma che l’Italia rispetta i parametri; una buona notizia perché questo consentirà all’Italia di usufruire di alcuni miliardi di euro dei fondi comunitari altrimenti negati e che ben si inserisce in una giornata che ha visto il BTP Italia andare letteralmente a ruba con richieste per quasi 17 miliardi in un  giorno, un record assoluto.

L’annuncio di Saccomanni non deve essere piaciuto granché al Cavaliere perché suona a tutti gli effetti come un no tondo tondo alle pressioni insistenti che da settimane vengono fatte sul governo per soddisfare le promesse fatte in campagna elettorale. Il messaggio sembra dire che le minacce di crisi ormai non vengono prese più sul serio anche perché il voto sulla decadenza da senatore di Berlusconi è stato posticipato al 27 novembre, dopo e non prima il voto definitivo sulla Legge di stabilità.

È stato Riccardo Nencini, vicepresidente del gruppo ‘Per le Autonomie-Psi-Maie’ e segretario del Psi, a proporre questa mattina in Conferenza dei Capigruppo al Senato di votare sulla decadenza di Berlusconi dopo la legge di stabilità. “La vera priorità dell’Italia – ha detto ai capigruppo – è votare prima la legge di stabilità perché altrimenti l’Italia va a rotoli. Poi penseremo al resto”. La proposta è stata accolta da Pdl, Pd e Scelta Civica. Contrari M5S e Misto-Sel e votata a maggioranza dall’aula del Senato nel pomeriggio.

Dunque se Berlusconi vuole aprire la crisi – ma non solo lui perché il partito delle elezioni è ampio e trasversale – questo dovrebbe avvenire mettendo il Paese col sedere per terra. Sì perché utilizzare come argomento la legge finanziaria, bloccandola sull’uscio delle Camere, e non invece il più fumoso e discutibile argomento della giustizia, è rischiosissimo perfino per Mediaset. E su questa partita, visto anche come è andato il voto sulla Cancellieri, blindata dalla maggioranza e tenendo conto dei ‘governisti’ che ci sono nel PDL, Berlusconi potrebbe rompersi l’osso del collo, quello politico ovviamente.

Quanto alla sostanza della questione, come avevamo scritto il 7 settembre scorso, nella Gazzetta ufficiale che riporta il decreto legge del 31 agosto del 2013, non c’era neppure una riga che facesse ritenere come avvenuta la cancellazione per i proprietari di casa, ma tutto veniva rinviato al reperimento della copertura necessaria. Solo belle parole, sufficienti però perché Angelino Alfano, al fianco del presidente del consiglio Enrico Letta, alla fine di quel CDM, potesse annunciare in TV che la ‘promessa fatta in campagna elettorale (quella del PDL) era stata mantenuta’.

Chi proprio non l’ha presa bene è il superfalco Renato Brunetta che però si rende ormai conto di avere tra le mani una pistola della crisi che spara a salve e allora la butta sull’ironia: “Continua a destare tenerezza l’arrampicarsi sugli specchi di Saccomanni. Ieri su congiuntura, oggi su copertura Imu. Gli siamo vicini”. Un tweet e tutto finisce così, nel silenzio del resto del PDL.

D’altra parte Saccomanni è stato prudente e ha avvertito che lui non fa “annunci di politica fiscale in tv. Prima si prendono le decisioni e poi si annunciano”. In ogni caso, ha aggiunto buttando lo zuccherino, non sarà facile evitare la seconda rata dell’Imu, “ma si può fare”. Già, basta trovare i soldi.

Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. Siamo messi male, ma proprio male. Non è possibile ascoltare un giorno una cosa, l’altro il contrario, senza un minimo di pudore da parte di ministri della Repubblica.
    La corda è talmente tesa,che basta un non nulla per farla spezzare.
    La politica, quella vera,deve far presto a prendere in mano le leve del comando.
    Ma i politici con i maroni ci sono?

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