martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

INAIL Dal 25 novembre all’asta 71 immobili residenziali
Pubblicato il 13-11-2013


Sono 71 gli immobili di proprietà dell’Inail, per un valore di mercato complessivo pari a quasi 16 milioni di euro, che saranno messi all’asta tra il 25 novembre e il 12 dicembre. Si tratta di unità residenziali cartolarizzate (ex Scip) distribuite in sei regioni e rimaste invendute nell’operazione di cessione di immobili di proprietà degli enti previdenziali e dello Stato conclusa nel 2009, ritornando quindi all’Istituto con l’obbligo di vendita nel rispetto delle procedure adottate nel periodo delle cartolarizzazioni.
Come recentemente sottolineato a Roma, presso la sede Inail di via IV Novembre, dal direttore generale Giuseppe Lucibello, “questa iniziativa rappresenta un tassello importante delle politiche di valorizzazione e dismissione degli immobili del nostro Istituto che, sommando i valori di mercato degli immobili istituzionali, pari a circa due miliardi di euro, e quelli degli immobili a reddito, pari a quasi 2,3 miliardi, rappresenta senz’altro un asset importante del sistema pubblico”. Per la prima volta l’aggiudicazione degli immobili di un ente della pubblica amministrazione avverrà attraverso lo strumento innovativo delle aste telematiche, che punta a incentivare la partecipazione. “Nell’attuale difficoltà del mercato immobiliare – ha precisato a questo riguardo Lucibello – per valorizzare il nostro patrimonio è necessario diversificare gli approcci, affiancando strumenti nuovi alle modalità tradizionali di vendita”.

Legge di stabilità. I tagli pesano sull’Inail

La riduzione delle disponibilità economiche dell’Inail prevista dal testo della legge di stabilità all’esame del parlamento rischia di avere gravi ripercussioni sullo svolgimento generale delle attività dell’Istituto.
A lanciare di recente l’allarme è stato direttamente il presidente del Civ, Francesco Rampi, che ha non a caso sollecitato una valutazione delle criticità che dal 2014 – qualora fosse approvato l’attuale testo del ddl n. 1120 – potrebbero pesare sulle attività di ricerca, prevenzione, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo. “Solo qualche settimana fa il presidente della Repubblica ha ribadito il suo autorevole pensiero in merito al tema della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, evidenziando la prioritaria esigenza di sviluppare la cultura e le prassi della prevenzione, al fine di ridurre gli infortuni e le malattie professionali – ha detto Rampi – Proprio alla luce di questo auspicio, che condividiamo in modo pieno e convinto, dobbiamo constatare quanto sia concreto il pericolo che l’Ente antinfortunistico in futuro, a fronte della considerevole diminuzione delle risorse disponibili prefigurata dalla legge di stabilità, possa garantire ai propri assistiti esclusivamente le prestazioni economiche.
Tutto questo comporterà una significativa contrazione delle attività di ricerca e innovazione tecnologica a supporto delle politiche di prevenzione, del sostegno economico alle imprese che investono in sicurezza e delle prestazioni di carattere sanitario, finalizzate alla riabilitazione e al reinserimento sociale lavorativo”. Ciò non di meno, il presidente del Civ non vuole in alcun modo che “l’Inail si sottragga dal fornire il proprio contributo alle politiche economiche del Governo”, soprattutto nell’attuale e grave contingenza che affligge il Paese. “Valutando congiuntamente agli altri Organi dell’Istituto le risultanze economico-finanziarie desumibili dal bilancio consuntivo 2012 e quelle prevedibili del bilancio 2013 – ha aggiunto Rampi – e tenuto conto della graduale attuazione dei nuovi compiti attribuiti all’Istituto dal decreto legislativo n. 106/2009, si ritiene possibile mettere a disposizione, in via sperimentale e per il biennio 2014/2015, complessivamente circa un miliardo di euro da destinare alle politiche per il contenimento del costo del lavoro e per l’equità sociale”.
Lo stanziamento di questa cifra a favore dell’alleggerimento del cuneo fiscale potrà consentire all’Inail, al contempo, anche l’assolvimento delle missioni di rilevanza sociale che gli competono per legge, senza rischiare di comprometterne l’incisività e i risultati. “Con tali risorse si può garantire una più consistente premialità a favore delle imprese concretamente impegnate nel miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e risolvere storiche, gravi, criticità – ha concluso Rampi – Tra queste, evidenziamo l’iniquo valore delle prestazioni economiche per i familiari dei caduti sul lavoro e la necessità di recupero del valore d’acquisto delle rendite erogate ai lavoratori infortunati e tecnopatici, prive di un adeguato sistema di rivalutazione”.

Carlo Pareto

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