venerdì, 18 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

E ADESSO FACCIAMO NASCERE IL LETTA DUE
Pubblicato il 23-11-2013


Riccardo Nencini Psi

«Letta deve imprimere un’accelerazione all’iniziativa del suo governo. Per scrivere l’agenda e definire meglio le priorità serve una discontinuità con il passato. Il calendario può aiutarlo. Il 27 si voti la decadenza del senatore Berlusconi e subito dopo venga messa in votazione la legge di stabilità per valorizzare la discontinuità nella maggioranza e nell’esecutivo».

Parla Riccardo Nencini, segretario del Psi, che ad una settimana dall’appuntamento congressuale di Venezia fa il punto della situazione attuale e sugli scenari che si aprono per il governo dopo la decadenza del senatore Berlusconi, la possibile elezione alla segreteria del PD  del sindaco di Firenze e sul Congresso socialista.

Il segretario del Psi ha sottolineato all’Avanti! che «discontinuità significa due cose: la prima è la discontinuità politica. Cambia la maggioranza, si passa da un governo di larghe intese ad un governo di emergenza caratterizzato da una maggiore coesione e non indebolito da continue minacce. La seconda è la discontinuità programmatica: Letta deve definire nuove priorità».

Secondo Nencini, infatti, mentre fino ad oggi si è rimasti in qualche modo prigionieri dei due temi, «l’abrogazione dell’IMU e le misure sulla Cassa Integrazione», se il governo del premier Letta vuole guardare al futuro, «superare il 2014 e dare all’Italia un’immagine forte in Europa, prima che l’Italia assuma la Presidenza del Semestre europeo, ci sono 2 priorità da affrontare».

La prima riguarda «il rilancio dell’economia» e per farlo Nencini sottolinea che «serve un salvadanaio che Letta non ha, ma che è in grado di costruire attraverso una patrimoniale sulle grandi ricchezze, cioè tassando di più il 10 per cento di famiglie che ha in mano il 50 per cento della ricchezza nazionale. Con i 45 miliardi figli di questa misura, si può intervenire sul cuneo fiscale abbassare le tasse sui redditi medio bassi e aumentare le pensioni minime. Inoltre abbiamo indicato al governo una misura sulle “ludopatie” che potrebbe aggiungere altri 7 miliardi».

Continua il senatore socialista affermando che «la seconda misura riguarda le  riforme istituzionali da fare di concerto con il Parlamento: legge elettorale prima di tutto, fine del bicameralismo perfetto con la nascita di un Senato federale e riduzione del numero dei parlamentari e la riforma dei poteri locali e regionali».

Misure importanti che, come afferma Nencini stesso, hanno bisogno di una maggiore coesione nella maggioranza. Coesione che, in molti, soprattutto dopo le esternazioni sul caso Cancellieri, sembra essere messa i discussione dalla figura di Renzi, probabile prossimo segretario del Pd dopo l’appuntamento dell’8 dicembre.

«Io credo che il compito principale di Renzi, ipotizzando la sua elezione alla segreteria del Pd, sia  non quello di lavorare alla caduta del governo, quanto piuttosto la presa del Partito democratico e la costruzione di un partito quale lui da segretario desidera che sia. Inoltre se Renzi si mettesse in testa di andare a votare subito troverebbe 3 opposizioni: il Colle, la maggioranza del Parlamento e quella di alcuni poteri internazionali molto forti. Tre mondi autorevoli e con delle ottime carte in mano. Nei panni di Renzi, dunque, io avrei altre priorità».

E, mentre si aspettano gli sviluppi delle primarie, il Psi guarda a Venezia. «Sarà un ottimo congresso – afferma Nencini – il migliore degli ultimi 20 anni, ricco di ospiti di alto profilo, tendenzialmente unitario, e si concluderà in maniera diversa da come è nato. Nel Congresso si traccerà una rotta utile a fissare una nuova meta per il socialismo europeo. Un congresso che diventa un portolano per il Pse perché dobbiamo considerare che nelle elezioni dell’ultimo biennio non c’è partito socialista in Europa che abbia raccolto più di un quarto dei consensi dei votanti. La ragione sta nella difficoltà a dare risposte risolutive alle tre grandi questioni del nuovo secolo: come combattere la povertà di ritorno, come tenere in equilibrio migranti e sicurezza individuale, come finanziare lo Stato sociale non avendo più spesa pubblica. Queste sono le risposte che noi dobbiamo dare a Venezia».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. io spero che il congresso sia un’opportunità per dare un’identità, e sottolineo identità, a questo partito. E’ bello sentire le varie proposte governative, ma molto più forte sarebbe sentire chi siamo noi. Il grande Cartesio ce lo insegnava: conosci te stesso e dopo avremo la forza di crescere.

  2. spero che oltre all’alto profilo sia possibile ascoltare anche i socialisti emigrati in gruppetti o senza partito o in altri partiti dove però continuano a a sentirsi socialisti: aprirsi verso l’esterno!

  3. La settimana è decisiva. Si è aperta con l’accordo di Ginevra che premia il nucleare pacifico del presidente iraniano Hassan Rohani, la sua sincera moderazione e le tante imprese italiane impegnate in Iran. Prosegue con la visita di Vladimir Putin che porta la sua offerta di partnership industriale all’Italia. Putin incontrerà poi Papa Francesco per costruire una pace fattiva antitetica ai fondamentalismi e Silvio Berlusconi, in segno di amicizia, per dirgli che non sarà abbandonato alla persecuzione e alle carceri italiane. Infine si celebrerà il congresso socialista da cui mi aspetto tanto. Mi aspetto un messaggio forte dei socialisti alla sinistra moderata perché ritrovi la strada dello sviluppo industriale, l’unica strada possibile per garantire lavoro e benessere. Lo si potrebbe fare nella strada dell’impresa con la funzione sociale che voleva Adriano Olivetti, anteponendo la qualità della produzione ai giochi finanziari. Hassan Rohani e Vladimir Putin potrebbero cogliere la forza di questo messaggio innovativo e trovare nei socialisti un solido punto di riferimento. Talmente solido da accogliere la richiesta dei diritti umani quale conseguenza inevitabile della collaborazione. Vorrei che Riccardo Nencini avesse questo coraggio. Mi ricorderebbe Bettino Craxi e mi convincerebbe a ritornare.

  4. Già aprirsi verso l’esterno, più che giusto. Quale è l’esterno che vogliamo contattare, l’eterna melina della diaspora? o peggio ancora la DIASPORA dei vari riformismi? dei vari simpatizzanti del PSE in Europa e antisocialisti in Italia? LASCIAMO PERDERE.
    Quando prenderemo coscienza che i Italia i socialisti siamo noi, sarà sempre troppo tardi, aprirsi significa aprirsi all’Italia. In Basilicata ha votato il 47% degli aventi diritto, di questi una parte sono andati all’antipolitica, una parte al centro destra o simili e al Centro Sinistra che ha vinto? il 30%? e meno male che i nostri bravi compagni sono stati l’unici che hanno avuto successo ha aumentato i voti, la maggioranza è al 30?
    C’è un’Italia stanca sfiduciata, impoverita economicamente e moralmente, ed è vera maggioranza, essa ha 2 alternative, una è disperatatmente verso l’antipolitica, l’altra e trovare una forza politica con chiari riferimenti culturali che sappia dare speranza e futuro, non solo a donne e giovani ma alla popolazione tutta, ECCO QUESTA FORZA POSSIAMO E DOBBIAMO ESSERE NOI, altrimenti stando al panorama politico attuale, non cè PD che tenga, siamo tutti fottuti.
    Compagno maurizio Molinari
    Fed: di Torino

  5. Caro leoni,
    Nel partito non si torna se fà come noi crediamo sia giusto ma, si resta e io sto restando da 43/anni, perchè socialista per cultura e valori , poi nel quadro di questa cultura e valori ci possono essere sensibilitrà diverse , si dibatte , ci si confronta, poi ne esce una sentesi che è la linea da seguire se così non è ci si batte perchè cosi sia.
    Io per esempio ho forti dubbi sul moderatismo Iraniano, come su tutta la NON POLITICA, Italiana ed Europea circa il Medio Oriente, su tutta la partita Siriana, sulla inaffidabilità di hamas hezbollah e Autorità nazionale palestinese e ,mi batto perchè la sinistra , il mio PSI e il PSE cambi politica e .sono schierato tra gli amici di Israele. , ma mi batto da militante del partito mai fuori di esso.
    Fraterni saluti
    Compagno M aurizio Molinari Fed. di Torino

Lascia un commento