lunedì, 25 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

LA CANCELLIERI RESTA
SFIDUCIA A VUOTO
Pubblicato il 05-11-2013


CANCELLIERI-Ligresti

«È probabile che, in tutta questa storia, ci sia stato qualcuno che possa aver cercato di fare uno sgambetto al governo». A dirlo è il parlamentare socialista Lello Di Gioia intervenuto in Aula durante il dibattito sulla sfiducia nei confronti della ministra Cancellieri, tentativo abortito perché PDL, PD e Lista Civica hanno confermato il loro sostegno. Cala il sipario sulla battaglia tra “partito delle elezioni” e il “partito del governo” che ha visto consumarsi il suo ultimo atto nel dibattito sulla sfiducia al Guardiasigilli presentata dai pentastellati e sostenuta da SEL e Lega.

L’accusa era di aver favorito per l’ottenimento domiciliari Giulia Ligresti, arrestata il 17 luglio nell’ambito dell’inchiesta “Fonsai”. Tutto è venuto fuori in seguito a un’intercettazione telefonica tra la madre della Ligresti e la Cancellieri stessa che esprimeva solidarietà alla famiglia, a cui è legata da vincoli di amicizia. Affermazioni che, come la stessa Cancellieri ha ricordato, se messe in relazione alla sua condotta nei giorni successivi non tradiscono alcun comportamento fuori dalle righe da parte del ministro.

Per Lello di Gioia, dunque, la partita tra “elezionisti” e non, si chiude non tanto per il prevalere di un inaspettato senso di responsabilità sui calcoli elettorali di alcuni, ma semplicemente perché «non ci sono le condizioni politiche, economiche e sociali per costruire una diversa maggioranza o andare al voto perché c’è un’assoluta necessità di fare riforme utili ad agganciare la ripresa». L’esponente socialista ricorda, infatti, che «se si andasse a votare con una legge non ancora riformata ci sarebbe un forte osteggiamento da parte degli elettori» e, con molta probabilità, «ci si ritroverebbe in una situazione non modificata perché la legge attuale non è adeguata per affrontare la situazione di tripolarismo determinatasi che continuerebbe a sussistere anche di fronte ad un calo di Grillo».

«La necessità immediata è quella di affrontare le riforme costituzionali che dovranno prevedere una riforma del bicameralismo perfetto, ma anche una riforma elettorale che dia garanzia stabilità e continuità di governo», ha detto Di Gioia sottolineando, in riferimento alle accuse mosse alla Cancellieri, che «in un Paese civile non è possibile che si possa cercare di strumentalizzare un atto umanitario quando, dall’altro lato, non si pone mano alla riforma della giustizia così come alla riforma della carcerazione preventiva».

Parole che fanno eco a quelle pronunciate in Senato dal socialista Enrico Buemi. «Non faccia un passo indietro; faccia e facciamo tutti un passo avanti», questo l’invito che il senatore socialista Enrico Buemi, capogruppo Psi in commissione Giustizia, ha rivolto al ministro Cancellieri. «Affronti con maggiore determinazione le questioni che la gravissima crisi della giustizia italiana pone non ascolti le “anime belle” di questo Paese, che applicano, con sistematicità scientifica, il metodo della doppia verità, puntando sempre il dito contro gli altri e che usano il politicamente corretto per azioni scorrette e oblique».

Per il senatore Buemi, infatti, «le ingiustizie nel nostro Paese sono tante e molte quelle di Stato che riguardano ricchi e poveri» per questo è necessario «non dare ascolto alle chiacchiere, ma andare avanti con i fatti».

I fatti sono gli stessi che i socialisti vanno ripetendo da anni e che Di Gioia riassume, principalmente nella «riforma del sistema custodia cautelare, di cui si fa largo abuso, e della separazione tra magistratura giudicante e inquirente». Inoltre, il deputao del Psi ricorda che la necessità di  «riprendere con fermezza e convinzione anche il disegno di legge per quello che riguarda le intercettazioni perché i casi Nsa e Cancellieri dimostrano quanto sia importante che si mettano dei limiti politici per impedire che si arrivi alla gogna mediatica».

Insomma, per il momento, nel Paese dove la giustizia offre poche garanzie, la garanzia per la sopravvivenza dell’esecutivo sembra essere proprio il difficile stato in cui versa la politica e l’economia che, non offrendo alternative se non la responsabilità, paradossalmente, si traduce in un freno per le ambizioni e gli interessi personali di pochi.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Non condivido affatto le ultime scelte del partito di sostenere la necessità di rinviare il voto sulla decadenza di Berlusconi (al pari di quanto precedentemente fatto dai grillini con la richiesta di approvazione del voto segreto); di sostenere un Ministro che si fa travolgere dai sentimenti di umanità nei confronti dei propri amici; di sostenere lo smantellamento del sistema di solidarietà tra Stato e cittadino attraverso l’affossamento economico dei dipendenti pubblici. Un partito incapace di arginare, nonostante la presenza di propri Parlamentari nelle Commissioni cultura di Camera e Senato, il declino della scuola pubblica vessata dai tagli di personale e stipendi, da assurdi e dannosi sistemi di valutazione, da incongruenti e contradditori sistemi di selezione e assunzione del personale.
    Non lo condivido e non credo che questo possa essere il prezzo da pagare per un Ministero.

  2. L’errore grave della Cancellieri è stato la prima telefonata. Quanto a questo governo certamente nessun lavoratore o pensionato lo rimpiangerà. I nostri rappresentanti dovrebberlo avere ben presente.

Lascia un commento